Salvatore Nicitra, il boss con la pensione d'invalidità: così l'ex della Banda della Magliana è diventato il re di Roma Nord

Siciliano, con trascorsi di rapinatore, era amico di Franco Giuseppucci e referente di Enrico De Pedis. Dopo 40 anni i carabinieri hanno risolto 5 omicidi

Salvatore Nicitra: a sinistra all'epoca della Banda della Magliana, a destra una sua recente foto

Nomi grossi. Da Franco Giuseppucci a Enrico De Pedis, fino ai più recenti Franco Gambacurta e Michele Senese. Sono questi alcuni dei tanti personaggi che hanno incrociato, chi più e chi meno, la strada di Salvatore Nicitra, ex componente della Banda della Magliana e indicato, dai giudici, come Re di Roma Nord.

Nicitra, al centro della indagine dei carabinieri che ha permesso di mettere le manette ai polsi a 38 persone, nel corso degli anni ha messo su un impero gestendo "con il metodo mafioso" secondo l'accusa, sale slot, scommesse e videolottery nell'area nord della Capitale.

Il Re di Roma Nord

Di lui i magistrati hanno scritto, e molto, soprattutto all'epoca della Banda della Magliana, nei rapporti delle Mafie nel Lazio e dopo l'operazione Hampa.

E proprio grazie al carisma criminale acquisito nel corso degli anni, dalle carte dell'operazione Hampa emerge come tra il 2017 e il 2018 fossero sorti contrasti tra alcuni creditori e, per trovare una mediazione, si fece ricorso proprio a Nicitra - secondo i pm - "il controllore di tutta la criminalità di Roma Nord".

Salvatore Nicitra, il paciere di Roma Nord

Nicitra - scrivono gli investigatori - "avrebbe convocato una riunione e trovato l'accordo fra i contendenti". Ma chi è questo "paciere" di Roma Nord?

A leggere le carte giudiziarie in cui è citato sembrerebbe una delle importanti figure cresciute all'ombra della banda della Magliana con alcuni misteri irrisolti che lo riguardano direttamente alcuni dei quali, ben 5, la cui soluzione è stata trovata dai carabinieri proprio nell'ultima operazione che all'alba dell'11 febbraio ha trovato epilogo.

I legami con la Banda della Magliana

Di lui scrivono gli investigatori: "è un esponente di primo piano della criminalità romana e gli elementi probatori raccolti hanno evidenziato suoi ripetuti contatti con elementi della banda della Magliana".

Significativo è il ritratto che ne fa il giudice istruttore Otello Lupacchini nell'ordinanza-sentenza contro la banda della Magliana: "Salvatore Nicitra, siciliano (originario di Palma di Montechiaro, Agrigento), con trascorsi di rapinatore, già amico di Franco Giuseppucci e referente di Enrico De Pedis per la commercializzazione della droga nella zona di Pimavalle, il quale per la sua capacità di gestire il gioco, venne anche lui arruolato nella banda per conduzione di circoli privati. Quest'ultimo, tra l'altro disponeva già una propria batteria, in conflitto con Bebo Belardinelli, operante anch'egli a Primavalle e a sua volta nemico di Danilo Abbruciati".

La faida di Primavalle e i 5 omicidi

E proprio a Primavalle, negli anni '80, era esplosa una guerra senza esclusione di colpi: attentati, ferimenti ed omicidi. Fatti di sangue che permisero a Nicitra di farsi strada.

Le indagini dei carabinieri, ora e dopo 40 anni, hanno consentito di far luce proprio su 5 cold case, tutti consumati in quel quartiere, ad eccezione di uno avvenuto all'interno dell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa,  che vedono coinvolto Salvatore Nicitra "allo scopo di consolidare il proprio potere criminale a Primavalle, Casalotti, Montespaccato, Monte Mario, Cassia ed Aurelio".

Si tratta dell'omicidio di Giampiero Caddeo, del duplice omicidio di Paolino Angeli e di Roberto Belardinelli, dell'omicidio di Valentino Belardinelli e del tentato omicidio di Franco Martinelli.

Nicitra, il boss con la pensione d'invalidità

Infermo e nullatenente con la pensione d'invalidità, Salvaore Nicitra ha una storia da "Romanzo Criminale". Da Palma di Montechiaro, Comune della provincia di Agrigento, sino all'arrivo nella Capitale dove il 67enne, cresciuto all'ombra della "Banda della Magliana", è divenuto uomo chiave nelle dinamiche degli ultimi 40 anni di storia criminale di Roma. 

L'ingegnere della criminalità romana 

Per gli inquirenti, "L'ingegnere", come era conosciuto negli ambienti della Roma Criminale, è considerato il "Re di Roma Nord" dove negli anni ha monopolizzato e assunto il controllo, con modalità mafiose, del settore della distribuzione e gestione delle apparecchiature per il gioco d'azzardo, imposte con carattere di esclusività alle attività commerciali di Roma e provincia.

La scomparsa del figlio e del fratello di Salvatore Nicitra

Nel passato di Salvatore Nicitra anche misteri irrisolti che lo riguardano direttamente: nel giugno del 1993 mentre Nicitra è in carcere per mafia, scompaiono il fratello Francesco e il figlio Domenico di 11 anni. 

"Io sono un boss"

Una caratura criminale guadagnata sul campo, quella di Salvatore Nicitra, riconosciuta da tutte le consorterie criminali dell'Urbe, sia esse di stampo mafioso o autoctone. "Io sono un boss, e metto le macchinette e slot machine dove voglio. Su tutta Roma, non solo a Roma Nord", le parole di Salvatore Nicitra in alcune intercettazioni, ed ancora: "Non ho più bisogno di spacciare droga e non ho bisogno di azioni violente perché sono rispettato da tutti". 

Prestipino e la figura criminale di Nicitra

A spiegare bene la caratura criminale del boss Nicitra e di quello che ha rappresentato per la criminalità romana degli ultimi 40 anni il Procuratore facente funzioni di Roma Michele Prestipino nel corso dell'incontro stampa sull'operazione Jackpot: "Questo è uno dei tasselli nella ricostruzione dello scenario criminale romano che mancava. Un gruppo che fa capo a un personaggio come Nicitra, da sempre uomo chiave delle dinamiche criminali romane". 

"Siamo ancora una volta in presenza di un gruppo in grado di svolgere le attività con il metodo mafioso". Quello utilizzato "è un modulo investigativo efficace e veloce - ha sottolineato il procuratore - e per questo ringrazio i carabinieri che hanno messo in campo un lavoro eccellente".  

"Noi - ha detto ancora Prestipino - cerchiamo di intervenire sia con misure cautelari personali sia patrimoniali. Questo contribuisce a dare forza all'azione di contrasto alla presenza della criminalità organizzata a Roma".

"In due anni di indagini il carisma criminale di Nicitra è emerso in modo palese. Molti soggetti sono arretrati visto lo spessore criminale di Nicitra nel campo delle slot-machine". Le parole del colonnello del Nucleo Investigativo dei Carbinieri di via in Selci Lorenzo D'Aloia.  

Dal toto nero ai giochi online 

Dal gioco d'azzardo, al toto nero, dalle scommesse clandestine all’usura, alle estorsioni, circondati da un’aura d’impunità, sino al business "pulito" della "macchinette" (come vengono chiamate gergalmente negli ambienti criminali le slot machine ed i videopoker), sino a creare un proprio business attraverso i giochi d'azzardo online, questi alcuni degli affari che Salvatore Nicitra aveva fatto suoi nel corso di 40 anni di carriera criminale. 

L'arresto del "saggio" di Roma Nord

Il Re di Roma Nord grazie alle sue amicizie potenti, negli anni, ha comunque evitato il carcere grazie al "vizio totale di mente". Al pari di altri capi della banda della Magliana come Marcello Colafigli e di altre organizzazioni di stampo mafioso come quella di Michele Senese trascorse infatti le sue detenzioni in manicomi giudiziari, evitando così il carcere duro.

A distanza di 18 anni dalla condanna definitiva come appartenente alla banda della Magliana, il 19 giugno del 2018 è stato però finalmente arrestato per "estorsione aggravata dal metodo mafioso" nel blitz contro il clan Gamabacurta di Montespaccato.

Ad oggi è considerato una sorta di "saggio" che controlla gli equilibri di Roma Nord, individuato dai gruppi criminali come arbitro per evitare uno scontro.

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D'altronde come più volte ha sottolineato l'ex procuratore capo Giuseppe Pignatone: "A Roma c'è spazio per tutti". E questo anche grazie alla pace garantita.

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