Buzzi, il signore delle coop rosse sodale del 'Nero' Carminati: "La droga rende meno degli immigrati"

Per la "29 Giugno - Onlus" un fatturato di 25,2 milioni di euro e un utile di 800 mila euro. Destra e sinistra, nessuna differenza per Buzzi. L'importante è fare affari su immigrati e rifiuti

Salvatore Buzzi

Un uomo di sinistra, dell'ultrasinistra, di quelli che però quando si tratta di fare affari non guarda in faccia a nessuno. E' l'immagine di Salvatore Buzzi, tratteggiata dal pubblico ministero Michele Prestipino durante la conferenza stampa per raccontare gli arresti di Mondo di Mezzo.  Detenuto negli '70 e '80 per omicidio, Buzzi uscito dal carcere ha un'intuizione: far soldi con le cooperative degli ex detenuti. E' l'inizio di un piccolo impero, costruito, si evince ora grazie all'ordinanza di custodia cautelare, anche grazie alla contiguità con Carminati. Un impero che riesce a mettere allo stesso tavolo destra e sinistra che riesce a far soldi tanto con una parte politica che con l'altra. Un lavoro di lobbying instancabile che sfrutta il mondo di sotto per corrompere il mondo dei vivi. La cooperativa 29 Giugno, il consorzio Eriches 29 le sue creature più conosciute.

Così viene descritto Buzzi nell'ordinanza firmata dal Gip Flavia Costantini: "Salvatore Buzzi, organizzatore, gestisce, per il tramite di una rete di cooperative, le attività economiche della associazione nei settori della raccolta e smaltimento dei rifiuti, della  accoglienza dei profughi e rifugiati, della manutenzione del verde pubblico e negli altri settori oggetto delle gare pubbliche aggiudicate anche con metodo corruttivo, si occupa della gestione  della contabilità occulta della associazione e dei pagamenti ai pubblici ufficiali corrotti".

Buzzi faceva soldi con gli immigrati. Un sistema consolidato per il quale aveva corrotto Luca Odevaine ex vicecapo di gabinetto all'epoca del'amministrazione Veltroni. Quest'ultimo è la chiave di un sistema che prende il suo nome. "Un signore che attraversa, in senso verticale e orizzontale, tutte le amministrazioni pubbliche più significative nel settore dell'emergenza immigrati". Ancora nell'ordinanza si legge che Odevaine "utilizzava i propri contatti istituzionali per suggerire soluzioni ed indirizzare le autorita' competenti ad assecondare le indicazioni dallo stesso suggerite, dirette ad agevolare gli interessi degli imprenditori che con lo stesso condividevano interessi di natura economica, ed avvalendosi del credito garantito anche della sua qualificata posizione istituzionale nell'ambito del Tavolo di Coordinamento Nazionale".

E Odevaine era stipendiato da Buzzi. Cinquemila euro al mese. Lo ricorda in più passaggi dell'ordinanza. Soldi che però rientrano tutti dice con soddisfazione: "Noi quest'anno abbiamo chiuso con quaranta milioni di fatturato. I soldi li abbiamo fatti sui zingari, sull'emergenza alloggiativa e sugli immigrati".

Più immigrati, più soldi. Strutture da trovare, da affittare o da comprare e da riempire con i migranti provenienti dall'Africa. E proprio nel periodo emergenza Africa ha influenzato le decisioni dell'amministrazione nel biennio 2012 2014. Tutto con una perfetta divisione delle quote di mercato con l'Arciconfraternita, che Buzzi nomina più volte nei suoi discorsi. Un'ossessione gli immigrati per il signore delle coop rosse. In un'intercettazione il perché: "Tu c'hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno".

Non solo immigrati però. Buzzi faceva soldi, e tanti, anche grazie ai rapporti con Ama. L'amministratore pubblico di riferimento per lui durante il periodo della Giunta Alemanno, risultava Franco Panzironi, arrestato, ex amministratore delegato Ama. "Vantando uno strettissimo rapporto con l`allora sindaco, Panzironi, a fronte del periodico pagamento di tangenti e di versamenti in favore di Fondazioni della sua stessa area politica, si è reso disponibile per l`aggiudicazione di appalti, lo stanziamento di fondi del Comune di Roma e lo sblocco dei relativi pagamenti alle società cooperative controllate dal sodalizio" hanno sottolineato gli investigatori. "Ci sono tre appalti che finiscono a società vicine a Carminati attraverso la corruzione dei dirigenti: quello per l'assegnazione differenziata del 2011, quello per la raccolta delle foglie e un altro appalto" ha detto il procuratore aggiunto Michele Prestipino nel corso della conferenza stampa sull'operazione Mondo di Mezzo.

Caduto Alemanno ed eletto Marino, Buzzi si è messo subito a bussare alle porte dei dipartimenti per "vendere il prodotto". Il successo, a suo dire, era stato ottenuto con Coratti: "Ohh... me so comprato Coratti", esclama il manager della 29 giugno. Per arrivare a lui aveva messo a libro paga il suo caposegretaria Figurelli, con 1000 euro al mese. Diecimila solo per incontrare Coratti a pranzo. E al presidente dell'Aula Giulia Cesare erano stati promessi 150.000. Questo sempre secondo il racconto fatto da Buzzi, riportato nell'ordinanza. Obiettivo far sbloccare un appalto per la raccolta multimateriale di Ama.

Di che business parliamo? Nessuna carta "giudiziaria" ma, semplicemente, la relazione di Salvatore Buzzi in occasione dell'assemblea di bilancio della 29 Giugno. I dati risalgono al 29 maggio 2014. Quel giorno, in via del Frantoio a Roma, sede della 29 Giugno, erano presenti molti esponenti politici e, chi non c'era, è stato pubblicamente ringraziato (compresi alcuni indagati). Ebbene, le previsioni di bilancio del 2014 parlano, per la "29 Giugno - Onlus", di un fatturato di 25,2 milioni di euro e di un utile di 800 mila euro. Per la "29 Giugno - servizi" di un fatturato di 9,9 milioni di euro e di un utile di 130 mila euro. Per la "Eriches 20" di un fatturato di 13,08 milioni e di un utile di 250mila euro. Sommando questi soldi ad altre imprese del gruppo, ecco un fatturato di 55,9 milioni e un utile di 1,5 milioni.

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