Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Sabbia dai rubinetti, Legambiente chiede l'intervento del Garante del Servizio Idrico

Legambiente si rivolge al Garante regionale del Servizio idrico integrato chiedendo un intervento, esprimendo preoccupazione e suggerendo alcune misure da adottare

I rubinetti romani continuano a erogare acqua mista a sabbia e i cittadini sono sempre più preoccupati, tanto più dopo che il fenomeno non è più circoscritto a una zona ma si sta allargando a macchia d'olio in diversi quartieri di Roma: da San Giovanni, al Flaminio al Tuscolano, solo per citarne alcuni. Legambiente interviene sulla questione, precisando di non voler creare allarmismo ma sottolineando come la questione non possa essere presa sotto gamba, tanto da scrivere una lettera al Garante Regionale del Servizio Idrico Integrato, suggerendo alcune misure da adottare.

“Per frenare la giusta preoccupazione delle persone, vanno messe a sistema le diverse segnalazioni, fornite immediate informazioni ai cittadini, effettuate e rese pubbliche le analisi del caso, verificata la pericolosità per la salute pubblica del fenomeno, identificate cause e soluzioni.” si chiude così la lettera che Legambiente Lazio ha inviato all'avvocato Raffaele Di Stefano, Garante Regionale del Servizio Idrico Integrato.

La lettera riporta la preoccupazione per le “molteplici segnalazioni che ci sono pervenute su 'sabbia' presente nell'acqua dei rubinetti di abitazioni dell'area di Roma nord e del nord ovest del Lazio che, in queste ore va allargandosi in numerosi quartieri della Capitale dal Flaminio al Tuscolano, Primavalle, Portuense, Ostia, Monteverde, San Giovanni, Piazza Irnerio, Ottavia, Balduina, Trionfale, Cassia, La Storta, Cesano, Olgiata e poi dai Comuni di Morlupo, Formello, Fiumicino, Santa Marinella, Cerveteri, Civitavecchia.”

“Sembra certo - continua il testo della lettera - che i primi episodi ormai risalgano a circa due mesi fa ad Aranova nel Comune di Fiumicino, e su quelli esisterebbero delle analisi svolte dal gestore Acea Ato 2 e dal Servizio interzonale Acque potabili della ASL Rm C tramite l'ARPA Lazio, come su altri campioni a Santa Marinella. I risultati evidenziano che in alcuni campioni si riscontra 'sedimento tipizzato come carbonato di calcio' (ossia calcare), mentre in altri materiale 'sabbioso-terroso', rispettando comunque la 'piena conformità ai limiti fissati dalla normativa vigente per le acque destinate al consumo umano'".

"Ora, pur non volendo creare nessun inutile allarmismo, nemmeno è possibile semplicemente liquidare un fenomeno così esteso come una improvvisa allucinazione collettiva, per questo riteniamo sia fondamentale un suo intervento come Garante del Servizio idrico integrato, al fine di tutelare e garantire gli interessi degli utenti ai sensi della L.R. 26/98, coinvolgendo nei modi e nelle forme che riterrà più opportune le segreterie tecniche e la Consulta degli utenti e dei consumatori, alla quale siamo invitati a partecipare in modo permanente come Legambiente Lazio, per affrontare in modo coordinato e univoco la situazione. In tal senso sorprende che il gestore, dopo aver annunciato a mezzo stampa che “i risultati delle analisi effettuate con le Asl competenti sono disponibili sul sito” poi si corregga dicendo che in realtà i risultati non saranno pubblicati.”

"Tutto ciò è ancor più stupefacente dopo i referendum di qualche mese fa, che hanno evidenziato con grande chiarezza l'attenzione che i cittadini hanno per l'acqua e per i servizi pubblici, chiedendo a ragione che anche la gestione di risorse come queste torni saldamente in mano pubblica".

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