Caos a Roma Tre: "Devo laurearmi e non so quando"

Gli studenti della facoltà di Scienze della comunicazione del terzo ateneo, a pochi giorni dalla sessione di laurea, non sanno ancora quando dovranno discutere le tesi. E rischiano di pagare 800 euro

La facoltà di Scienze della comunicazione, dell'Università Roma tre, è nel caos. Tutto nasce da un'evidente disorganizzazione. Il primo marzo, il sito dell'ateneo pubblica le date dell'imminente seduta di laurea. Si comincia il 15 marzo, si finisce il 5 aprile. E fin qui niente di speciale.

L'operazione successiva doveva essere associare la data al nome del laureando. Specifica che, di solito, avviene una ventina di giorni prima dell'inizio delle discussioni. Quest'anno, però, l'operazione non è mai avvenuta.

Ed è proprio da qui che nasce il caos. Gli studenti, che dovranno discutere la tesi in questa sessione, si trovano in mezzo ad una confusione assurda. Qualche relatore ha anticipato ai propri studenti le date. Qualche altro professore non sa nemmeno quando dovrà presentarsi per essere in commissione. Insomma ci si muove nel campo delle indiscrezione e del nulla di certo. Quando, invece, dovrebbe essere il contrario.

Per uno studente c'è una bella differenza fra preparare una discussione per il 15 marzo e prepararla per quasi un mese dopo, cioè il 5 aprile. Le tesi, infatti, vanno consegnate entro termini fissati. "Ma se non sappiamo la data, non possiamo rispettare le scadenze", si sfoga uno studente. Nel terzo ateneo romano, in pratica, si naviga a vista. E agli studenti non sta bene. 

Molti di loro stanno scrivendo alla casella di posta dell'ateneo. Altri hanno organizzato gruppi su facebook per fare sentire la propria voce. E sono molto arrabbiati. "Le dovrebbero pagare loro le nostre tasse", attacca una ragazza. "Ci fanno pagare più degli altri atenei per questi non servizi", le fa eco una collega. E potrebbe non essere finita qua. Dietro l'angolo, infatti, potrebbe esserci una nuova beffa.

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Gli studenti che non riusciranno a laurearsi durante questa sessione, saranno costretti a pagare le rette per il nuovo anno accademico. E la cifra da sborsare si aggira intorno agli ottocento euro. "Ma vi rendete conto? - si sfoga una matricola sul gruppo facebook dell'ateneo - Finirà che, per causa loro, non riusciremo a laurearci". Come darle torto. 

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