Cronaca

Da Prati Fiscali all'Eur, i quartieri di Roma sono già a luci rosse. E il mercato del sesso ringrazia

Il sindaco Marino ha proposto una sorta di 'zonizzazione'. In realtà i quartieri a luci rosse, dove la prostituzione la fa da padrone, esistono da anni. Una piaga più che aperta che nessuno ha mai sanato

A Tor Sapienza il sesso alla luce del sole è sdoganato. A Prati Fiscali non si fa in tempo a gioire dei blitz notturni che le lucciole tornano alle loro postazioni. L'Eur, altro quadrilatero dell'amore libertino, è un caos ingovernabile. Nella Capitale la prostituzione in strada continua a pesare su decoro e sicurezza, è una piaga aperta e senza soluzioni all'orizzonte.

Non l'ha sanata l'ex sindaco Alemanno, a suon di ordinanze, multe salate ai clienti, e tour in moto a fianco delle forze dell'ordine. Ben lontano dal sanarla anche il sindaco Marino, che a parte figurarsi una Roma come Amsterdam con quartieri 'a luci rosse' dedicati al meretricio, non sembra avere in mano la chiave di volta.

E' cambiato il governo ma la musica su quel fronte non cambia. Le zone che da anni lanciano l'allarme, continuano a farlo. E in alcuni quartieri si assiste a scene estreme, da film hard, difficili da tollerare.

LA PROPOSTA: "ISTITUIRE QUARTIERI A LUCI ROSSE" | PRATI FISCALI - Dopo qualche blitz le lucciole tornano in strada | Il Cdq: "Sindaco assente" | EUR - Il Comandante Clemente: "Dialoghiamo con il territorio" | Abbandonata la Ztl | In arrivo telecamere da Eur Spa | TOR SAPIENZA - Sesso all'aperto e alla luce del sole | Alcova sotto un traliccio da 20mila volt 

DA PRATI FISCALI ALL'EUR: DOVE NIENTE CAMBIA - “Sentiamo il Sindaco totalmente assente, ci aspettavamo di avere un riscontro dopo l'esposto formale a tutte le Autorità, invece nulla". Lo scorso febbraio il comitato Salviamo Prati Fiscali lamentava la mancanza totale di "provvedimenti regolamentari contro la prostituzione nelle strade", in un quadrante del III Municipio da sempre in trincea contro il fenomeno.

A marzo l'incontro con il delegato alla sicurezza, Rossella Matarazzo: "Ci è stata data la garanzia che la questione è sulla scrivania del Sindaco e che si sta lavorando". E infatti le pattuglie tornano per un paio di settimane. Poi a tornare è anche il sesso sotto le finestre. I cittadini non hanno avuto il tempo di gioire che le strade oggi sono il solito bordello.

Idem all'Eur, tra le zone a luci rosse h24. Qui ce n'è per tutti i gusti: i trans al Fungo con camper a ore, gli scambisti all'Archivio di Stato, le giovanissime dell'est in viale Tupini dove i turni di lavoro cominciano già dal mattino. Il tema è stato oggetto di una Commissione Speciale a metà marzo. Intorno al tavolo il Comandante del Corpo dei Vigili Urbani, Raffaele Clemente, e i cittadini dei comitati di quartiere, per discutere di specifiche forme di controllo da poter applicare sul territorio. Si è parlato di Ztl notturna per tenere lontani i clienti, ma la proposta è già stata abbandonata in consiglio municipale. Prende piede invece quella del centro destra: più controlli e più telecamere.

Indirizzo che si allinea all'annuncio del presidente di Eur Spa, Pierluigi Borghini: sono in arrivo 161 telecamere attive con un sistema software all'avanguardia, il cosiddetto ‘neuronale’. Occhi virtuali in tutto il quartiere. Ancora siamo agli annunci. Impossibile fare una valutazione di efficacia sul metodo della videosorveglianza a tappeto. Certo qualche occhio indiscreto farebbe bene anche a Roma est, dove il sesso si fa sui prati, di giorno, senza freni e senza preoccuparsi di controlli che in effetti non esistono.

IL SESSO ALLA LUCE DEL SOLE - Siamo a pochi metri dal vallone di via Severini dove una decina di famiglie di senza fissa dimora ha costruito un mini insediamento. I cittadini raccontano di scene da cinema porno, prestazioni sessuali consumate senza alcun pudore in mezzo al prato, in pieno giorno. Trans che offrono in bella vista ogni centimetro del loro corpo, incuranti delle auto delle forze dell'ordine che una tantum fanno la spola sulla via.

Quadretti simili li abbiamo in via Salviati, sui marciapiedi davanti al Centro Carni, in via Perlasca davanti alla sede del Municipio. Recentissima la scoperta di un'alcova del sesso sotto un traliccio da 20 mila volt, a Casale Rosso. Nessun limite e nessun freno. E le telecamere si contano sulle dita di una mano, le uniche immagine che abbiamo sono quelle scattate con i cellulari dagli abitanti, affacciati alle finestre. Anche qui il Municipio ha provato a fare la sua parte, recintando l'area verde di via Severini. Ma a chi serviva oltrepassare l'ostacolo è bastato un paio di tronchesi per vanificare il lavoro.

TUTTO VANO SENZA LEGGI NAZIONALI? - D'altronde, che gli enti locali possano poco sul tema è il grande mantra degli amministratori che si ritrovano a fare i conti con le proteste dei cittadini. La prostituzione in Italia non è reato, ma non è neanche legale. Da qui il più classico degli scaricabarile: senza leggi del governo nazionale non si fa niente. Lo dice oggi Marino invocando la longa manus del ministro Alfano e del suo piano sicurezza per Roma. Lo diceva Alemanno, guardando in faccia il fallimento delle ordinanze anti lucciole.

BELVISO: “MARINO FA FINTA DI NIENTE” - Certo, “almeno l'ex sindaco faceva qualcosa, quest'amministrazione è latitante”. A sottolineare l'assenza di misure del governo Marino è l'ex vice di Palazzo Senatorio, Sveva Belviso, oggi capogruppo Ncd e accanita sostenitrice dell'abolizione della legge Merlin. Case chiuse sì, per consentire la tutela delle ragazze dallo sfruttamento, ma non quartieri 'a luci rosse'. La zonizzazione proposta dal primo cittadino, “non è altro che una forma di ghettizzazione delle donne e di svilimento ulteriore delle loro condizioni di lavoro”. Piuttosto, al contrario, “si vieti in alcune aree, tipo vicino alle scuole”.

L'INTERVISTA - BELVISO: "NO AI QUARTIERI A LUCI ROSSE"

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