Roma-Lione, Olimpico ancora deserto. La Sud prosegue la protesta: "Non ci saremo"

La nota, postata dal gruppo facebook Curva Sud Roma non tesserata, condivisa dagli ultras che continuano la loro battaglia: "Siamo stufi delle solite frasette che non portano al cambiamento decisivo"

La curva Sud semideserta nonostante la barriere abbassate

"Togliere totalmente multe e barriere e la Sud tornerà a tifare", questa la frase che sintetizza il pensiero degli Ultras della Roma che anche in occasione della sfida di ritorno prevista per giovedì prossimo allo stadio Olimpico, con i giallorossi chiamata all'impresa per ribaltare il 4 a 2 subito nella gara di andata a Lione contro l'Olympique, hanno comunicato il proseguo della loro protesta. I gruppi organizzati diserteranno ancora i gradoni del cuore del tifo giallorosso. La spiegazione arriva in risposta alle dichiarazioni rilasciate da mister Luciano Spalletti a Romatv, nelle quali il tecnico di Certaldo affermava di non riuscire a comprendere la posizione dei supporters giallorossi. 

LA BATTAGLIA DELLA SUD - In particolare l'argomento era già stato toccato da altri giornalisti che già dall'intervista a Juan Jesus dopo la sconfitta allo stadio francese chiedevano al terzino se volesse la presenza in Sud dei propri tifosi. Una 'battaglia', quella di buona parte dei gruppi organizzati e degli Ultras della Roma, che ha cominciato a prendere corpo da Roma-Sassuolo della stagione 2015/2016, dopo la divisione della Sud con le barriere. Decisi a rimanere fuori dall'Olimpico sino all'abbattimento totale dei divisori, buona parte dei tifosi giallorossi non tornano indietro e confermano, anche per la sfida di Europa League con i francesi, la prosecuzione della loro "protesta".

CURVA SUD ROMA NON TESSERATA - Così, dopo le parole di Spalletti: "L'atteggiamento dei nostri tifosi non riesco a capirlo, ho fatto degli sforzi. Si vede che loro vogliono bene alla Roma, che ci tengono, vengono anche in trasferta. A loro dispiace più che a noi, ma questa posizione non la capisco", è arrivato un lungo post, pubblicato sulla pagina facebook Curva Sud non tesserata. Non un comunicato ufficiale dei gruppi della Sud, ma un pensiero condiviso dagli stessi e rilanciato sui social network da buona parte dei tifosi giallorossi. 

STUFI DELLE SOLITE FRASETTE - Un lungo post, quello della fanpage Curva Sud Roma non tesserata che, come si apprende da fonti vicine ai tifosi che stanno attuando la protesta, viene condiviso nel suo contenuto anche da buona parte degli stessi supporters dell'As Roma. "A Roma ci sono le barriere, le multe per cambio posto, scanner biometrico, triplo filtraggio, ispezione delle scarpe, divieto di lanciare cori dalla balaustra, sequestrano le sciarpe "offensive", non si possono fare cori tradizionali, niente fumogeni, torce e controlli perfino ai bambini. Diffide per motivi ridicoli, che però sono molto pesanti anche sul piano lavorativo della propria vita quotidiana. E tanto altro. Lo Stadio Olimpico di Roma non è un luogo adatto per la nostra enorme passione. Se finalmente vi siete resi conto che la Sud è indispensabile, siete ancora in tempo per battere i pugni sul tavolo contro prefetto e questore (e NON contro i ragazzi della Sud!) per farla tornare a tifare liberamente. Ma sul serio, perchè siamo stufi delle solite frasette che non portano al cambiamento decisivo, continuamente posticipato".

ROMA-LIONE - Il messaggio pubblicato su facebook poi spiega: "Chi vorrà andare a Roma-Lione vada, nessuno vi ha mai bloccato. Non ci saremo per i soliti motivi, fino ad un cambiamento concreto. Compratevi il biglietto e occupate indegnamente la Sud se volete, fatevi i selfie e vedetevi la partita, ma non giudicate chi sta portando avanti con dolore nel cuore questa battaglia di dignità e libertà di tifo. Nessuno vi ha mai impedito di tifare - si legge ancora sulla pagina Curva Sud non tesserata - è solo che alla maggior parte di voi piace vedersi la partita e lamentarsi che nessuno tifa al posto vostro".

MISTER SPALLETTI - Poi la risposta diretta al tecnico della Roma: "Quelli che "si sono messi di traverso" sono presenti ad ogni trasferta in Italia e in Europa ed hanno tutti 5/10/25 anni alle spalle di Curva Sud. Siamo tutte menti aperte e pensanti e andiamo fieri del nostro dissenso e di non esserci piegati al loro modello di Tifo. Una battaglia dura, ma che avremmo perso in partenza se avessimo accettato anche le ultime forti repressioni del Tifo. Assenti oggi per tornare grandi e avvelenati domani. Mr. Spalletti, noi nel complesso la stimiamo sia come allenatore sia per come tiene testa ai giornalisti, vogliamo sperare abbia detto un'idiozia in buona fede perchè non capisce certe dinamiche. Chiediamo totale rispetto per un dissenso civile e comunque uno sforzo per capire".

AVANTI CURVA SUD - "Ora tutti concentrati su giovedì, tutte le altre questioni contano poco. Col cuore ci siamo e fisicamente speriamo di esserci in un altro settore ospiti ai quarti di finale. Facciamo notare che non solo il cuore del tifo è assente, ma che ci saranno solo 25000 spettatori giovedì. Fatevi una domanda e datevi una risposta. Ad esempio sul caro biglietti, ma non solo. E mettetevi in testa - conclude il post di Curva sud roma non tesserata - che il tifoso non è colpevole di tutto ciò, ma ne è vittima. Non vediamo l'ora di riabbracciare la Roma e la Sud all'Olimpico. Iniziate (come minimo) a togliere totalmente multe e barriere e la Sud tornerà a tifare. La nostra presenza non è legata all'importanza del match, noi siamo ovunque se liberi di tifare. Avanti Curva Sud, fino alla vittoria". 


 

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