La grande sconfitta di Gabrielli: da Muratella a Torre Spaccata, Roma città dei roghi tossici

Sui tavoli di Gabrielli e Tronca decine di segnalazioni. La cronaca racconta ogni giorno di incendi e nubi nere che invadono i quartieri. L'ultimo in ordine di tempo quello di ieri a Candoni. Nella Roma presidiata per il Giubileo nessuno riesce a fermare i roghi tossici

L'ultimo in ordine di tempo è quello di ieri pomeriggio a Muratella. Le segnalazioni si susseguono, da ovest a est, da nord a sud della città: Roma è sempre più la città dei roghi tossici. La storia è, purtroppo, sempre la stessa: accampamenti improvvisati, abusivi, tollerati, talvolta autorizzati, si trasformano in veri e propri inceneritori. Dai campi si levano alte colonne di fumo e in pochi minuti interi quartieri finiscono avvolti dal fumo e dall'aria irrespirabile. Nei giorni del Giubileo e dell'allerta terrorismo, i tavoli del prefetto Franco Gabrielli, e del commissario Francesco Paolo Tronca, sono invasi da lettere ed esposti di presidenti di Municipio, comitati di quartiere, semplici cittadini, tutti esasperati, tutti alla ricerca di una soluzione per un problema diventato ormai centrale nel dibattito cittadino.

Il prossimo a scrivere sarà il presidente dell'XI municipio Maurizio Veloccia che ieri, intanto, ha scritto una nota stampa durissima, richiedendo l'intervento del Prefetto e del Commissario. Dichiarazioni durissime che raccontano anche quel che succede dentro il campo di Candoni: "C’è un'industria illegale di riciclo di rifiuti, i roghi tossici sono una semplice e primitiva attività di smaltimento delle plastiche  che avviene, peraltro, in un'area sequestrata. Questa vicenda non può più essere sottovalutata: non ci possono essere luoghi della città super presidiati e luoghi di periferia abbandonati a loro stessi ove può avvenire di tutto, impunemente". 

Dichiarazioni che arrivano a poche ore dall'ennesimo rogo, dall'ennesima cronaca sempre uguale. Immondizia data alle fiamme e una nube nera su Magliana, Muratella, Casetta Mattei, Marconi. E i cittadini esasperati. Paura anche nel vicino deposito Atac dove gli autisti da tempo denunciano condizioni di lavoro impossibili. 

Stessa musica in altre parti di Roma. A Tor Sapienza i roghi sono diminuiti, ma non completamente spariti. Nello stesso municipio a La Rustica lo scorso 11 novembre un incendio ha reso l'aria irrespirabile.  A Torre Spaccata il locale comitato di quartiere da settembre ha più volte scritto alle istituzioni per denunciare l'accampamento di viale Palmiro Togliatti. Lì, dove c'era il Casilino 900, oggi si levano nuvole di fumo che preoccupano i residenti.

Non va meglio al Valli (III municipio), dove gli sgomberi non fermano il ritorno degli abusivi che puntualmente tornano a bruciare materie plastiche. L'ultimo rogo il 30 novembre: nel bel mezzo del pomeriggio una densa nube bianca si è innalzata dal Parco delle Valli invadendo il cielo dell'omonimo quartiere e di Conca d'Oro. E ancora, un mese prima, a Quartaccio i residenti hanno assistito impotenti all'ennesimo rogo. Una situazione che si protrae da un anno. Segnalazioni anche a Quintiliani. A Ciampino quest'estate sono stati ritardati alcuni voli per gli incendi dal vicino campo La Barbuta. 

La situazione è ben chiara al Prefetto Franco Gabrielli. Da quando è in carica, nei suoi numerosi giri nei municipi, ha potuto toccare con mano quanto il tema sia centrale per i cittadini. Da subito ha richiesto interventi, ma lo scorso 23 novembre ha dovuto ammettere la propria sconfitta. "I roghi tossici sono un grave problema, abbiamo fatto degli sforzi per applicare la normativa della terra dei fuochi ma dove c'è l'uso dei minori e dove esiste una complessità di accesso i risultati sono molto marginali. È una battaglia che dobbiamo continuare finché non metteremo fine a questo scempio non mi riterrò personalmente soddisfatto".

In effetti in questi mesi solo una volta è stata applicata la normativa. All'inizio di settembre infatti i carabinieri della Compagnia di Pomezia riuscirono a filmare due rom, di 27 e 29 anni (QUI IL VIDEO), che davano fuoco a rifiuti a Castel Romano. Una prova che fu usata per motivare l'arresto, chiamando in causa il decreto della Terra dei Fuochi. Da allora non risultano altri arresti.

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Di tentativi di bloccare il fenomeno tanti. Da oltre un anno pattuglie della polizia locale stazionano h24 davanti ai campi. La loro funzione da deterrente funziona solo in parte. Gli agenti infatti non riescono a vedere quel che accade dentro e non riescono ad impedire che i rifiuti vengano dati alle fiamme. Riescono però a velocizzare gli interventi dei vigili del fuoco, evitando che le fiamme assumano dimensioni imponenti. A volte però, per nascondere l'incendio, i roghi vengono approntati fuori dal campo, in terreni adiacenti. E' quel che è successo a via di Salone quest'estate, con le fiamme che hanno viaggiato fino alle case di Lunghezza, costringendo i vigili ad evacuare per precauzione alcune abitazioni. L'emergenza insomma bussa alla porta di casa che non sarà Santa come quella che aprirà martedì Papa Francesco, ma merita la stessa protezione.

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