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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
La Rustica

Una cisterna modificata per bruciare i rifiuti speciali della ditta edile

A finire in manette un 51enne, sorpreso dai carabinieri forestali in zona La Rustica

Bruciava rifiuti speciali pericolosi e non in un serbatoio di idrocarburi trasformato in braciere. Uno stratagemma che permetteva all'uomo di dare fuoco agli scarti di una ditta edile senza rendere visibile la fiamma del rogo tossico. Un sistema di roghi che non impediva ai fumi pericolosi scaturiti dalla combustione di plastica e gomma di propagarsi nei cieli della zona. A mettere fine alla sua attività nel quadrante nord est della Capitale i carabinieri forestali, che hanno arrestato un 51enne, che svolgeva in nero il doppio lavoro di custode e "brucia scarti" per una società che si occupa di edilizia.

A denunciare il persistere di fumi e di una cappa malsana che rendeva l'aria irrespirabile nella zona compresa tra La Rustica, Tor Sapienza e Tor Cervara (soprattutto nelle ore notturne) la Strada dei Parchi, gestore del tronchetto urbano dell'A24 che attraversa la periferia nord est di Roma e Agenzia delle Entrate, che ha alcuni dei suoi uffici romani nella zona. Da qui sono quindi partiti gli accertamenti dei Carabinieri Forestali di Roma che al termine di una breve indagine sono riusciti ad individuare l'area a ridosso dell'autostrada dove venivano accesi i roghi.

Atteso il momento propizio i militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (Nipaaf) hanno quindi sorpreso il colpevole, un cittadino romeno di 51 anni, trovato mentre dava fuoco, nella cisterna di idrocarburi modificata ad hoc, gli scarti della lavorazione edile della ditta, quali coibentati, isolanti, barattoli di vernice, rame, isolanti in plastica, parti di gomma ed altri rifiuti speciali pericolosi. 

Spento l'ennesimo rogo tossico con i fumi che nel corso del tempo avevano creato anche difficoltà alle auto in transito sul tratto urbano dell'A24, l'uomo è stato arrestato con l'accusa di gestione e combustione illecita di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, i cosiddetti "roghi tossici", con il giudice che ha convalidato il fermo con la misura degli arresti domiciliari.

Denunciato a piede libero anche il titolare della società edile, un cittadino italiano, per gestione illecita dei rifiuti. Disposti dai carabinieri forestali degli esami nell'area dove venivano incendiati i rifiuti al fine di accertare se percolati od altri materiali pericolosi possano aver inquinato l'area.

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