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Sabato, 13 Aprile 2024
Cronaca Ostia  / Via Guido Vincon

La sfida di Roberto Spada dopo la notifica di sfratto: "È solo teatrino". Centinaia i commenti di sostegno

La moglie di Roberto Spada, Elisabetta Ascani, ha mostrato una foto della coppia sorridente: "È tutto ok, siamo ancora a casa"

Il "solito teatrino". Elisabetta Ascani e Roberto Spada, moglie e marito, su Facebook hanno voluto dire la loro dopo la notifica di sfratto della casa popolare che abitava abusivamente dal 2006. Sul proprio profilo Facebook, i due hanno pubblicato alcune foto dove si mostrano sorridenti.

"È tutto ok, siamo ancora a casa e insieme andremo avanti. Qualche guaio? Certo! Ma so che, chi vive nella periferia, sa di cosa parlo". Il post arriva dopo la notifica di sequestro dell'appartamento occupato abusivamente da 17 anni da Roberto Spada, componente di spicco dell'omonimo clan, e già condannato – tra l'altro – per il reato di violenza privata, aggravata dal metodo mafioso.

La versione di Spada

Nel week end una troupe di giornalisti della Rai è stata aggredita mentre cercava di documentare la notifica dello sfratto, con lanci di oggetti e minacce. Scena già viste a Ostia Nuova, dopo che lo stesso Spada aggredì il giornalista Daniele Piervincenzi e il film maker Edoardo Anselmi. Anche nell'occasione Spada disse la sua sui social. Come allora, anche oggi centinaia i commenti in suo favore e contro la stampa e le forze dell'ordine. 

Secondo la versione di Ascani - nota maestra di danza a Ostia - e Spada, invece, il problema starebbe nel "contatto di locazione inesistente": "Ovviamente avevo un contratto Acea e pagavo regolarmente le bollette (non le pubblico ma le consegnerò agli avvocati). Inviavo soldi con bollettini emessi da me, per affitto (documentabili). È tutto ok e siamo ancora a casa", si legge nel post che ha collezionato oltre settecento like e duecento commenti di supporto.

Roberto Spada

Le indagini

Eppure secondo i riscontri dei carabinieri di Ostia e della procura, Spada e la moglie, oltre a sottrarre energia elettrica, vivrebbero nell'appartamento di via Vincon senza alcun titolo, maturando un debito nei confronti del comune di Roma pari a 43 mila e 355,56 euro per le indennità di occupazione non versate e pari a 11 mila e 063 euro nei confronti della società gestore della rete elettrica, per l'energia non contabilizzata. 

Indagini che l'assessore al patrimonio e alle politiche abitative di Roma Capitale Tobia Zevi ha applaudito, incalzando: "Dopo quasi vent'anni, la casa popolare occupata da Roberto Spada potrà essere finalmente assegnata a chi ne ha davvero bisogno". 

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