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Roberto Fittirillo, chi è il Robertino ex Banda della Magliana a capo dei Narcos del Tufello

Fittirillo, detto Robertino, entrò a far parte della Banda come sicario e con compiti di controllo dello spaccio delle sostanze stupefacenti nelle zone del Tufello e dell'Alberone

Tufello è sempre stata la sua zona, anche se di lui sembravano essersi perse le tracce. Ed invece, come scrive il gip di Roma Angela Gerardi nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 20 persone nell'ambito dell'operazione 'Magliana Fenix' che ha sgominato un'organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, l'ex banda della Magliana Roberto Fittirillo, detto Robertino non aveva mai "rescisso le radici criminali".

Roberto Fittirillo, 66 anni, entrò a far parte della Banda come sicario e con compiti di controllo dello spaccio delle sostanze stupefacenti nelle zone del Tufello e dell'Alberone.

Le accusa di omicidio mosse a Roberto Fittirillo

Arrestato una prima volta nel 1992 con l'accusa di traffico di sostanze stupefacenti e poi una seconda volta nel 1993 a seguito dell'Operazione Colosseo che, grazie alle rivelazioni dei pentiti decapitò l'intera Banda, Fittirillo rimase in carcere per un solo anno. Da allora non è più tornato tra le sbarre.

Nell'ultimo processo alla Banda, iniziato il 13 giugno 2007, venne chiamato a rispondere per cinque omicidi avvenuti fra l'81 e l'83: Giuseppe Magliolo detto Er Killer ucciso la sera del 24 novembre 1981 nell'ambito della faida interna alla Banda; Michele D'Alto detto Guancialotto, ucciso il 31 luglio del 1982 e Claudio Vannicola detto la Scimmia, eliminato il 23 febbraio del 1982 entrambi perché concorrenti nel traffico di droga; Fernando Proietti detto il Pugile, giustiziato il 30 giugno del 1982 per vendicare la morte del Negro e Angelo De Angelis detto Er Catena ucciso il 10 febbraio 1983 perché sospettato di tagliare la cocaina che avrebbe dovuto spacciare per conto della Banda. 

La sentenza della Corte di Assise di Roma del 12 ottobre 2007 decretò la sua assoluzione per prescrizione in ragione del "tempo trascorso dalla loro commissione" e per il "comportamento irreprensibile" tenuto dall'imputato. Per Roberto Fittirillo la prescrizione, quindi, "è stata dichiarata anche perché negli ultimi 24 anni non ha commesso reati", come emerge dalle cronache dell'epoca.

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Il ritorno del vecchio leone: Roberto Fittirillo comanda al Tufello

Dopo quei fatti il suo nome sembrava sparito dalle mappe della criminalità di Roma. Così, però, non è stato. "Il pm ha tratteggiato compiutamente la figura di Fittirillo rimarcando i suoi trascorsi come appartenente alla Banda della Magliana e riportando le dichiarazioni di collaboratori già confluite in un verbale di precedenti procedimenti. Ne risulta - si sottolinea nell'ordinanza - un profilo criminale di alto livello e di innegabile pericolosità dimostrando l'indagato una indiscutibile capacità di rispondere alle incessanti ingenti richieste di stupefacenti, assicurando forniture altrettanto tempestive e consistenti, con conseguente movimentazione di somme di denaro ragguardevoli, oltre un milione di euro in pochi giorni". 

"Come sottolineato dalla Pm nella richiesta sulla scorta delle risultanze tecniche si può affermare che la vita degli associati ruota intorno al traffico di stupefacenti, unica fonte di sostentamento economico e ambito in cui hanno raggiunto un elevato grado di professionalità, potendo contare su continue e costanti richieste di partite di droga provenienti da un nutrito numero di narcotrafficanti stanziati nella città di Roma e dato importante senza confini e limiti territoriali di quartiere o area di influenza", si spiega nell'ordinanza firmata dal Gip di Roma Angela Gerardi.

120 chili di cocaina di cocaina in pochi mesi e gli affari con il socio di Diabolik

Fittirillo aveva messo in piedi un giro di droga capace di vendere, in pochi mesi, 120 chili di cocaina: per un valore stimato "al dettaglio" di oltre 5 milioni di euro. Robertino, quindi secondo gli inquirenti sempre boss del Tufello, era in affari anche con Fabrizio Fabietti, braccio destro di Fabrizio Piscitelli, detto 'Diabolik', capo ultrà della Lazio assassinato il 9 agosto 2019 poco dopo la conclusione delle indagini sull'operazione Grande Raccordo Criminale, che poche settimane dopo avrebbe portato in carcere proprio Fabietti.

Le indagini ricostruiscono chiaramente il funzionamento del sodalizio. Sono i Fittirillo (Robertino, il padre, e il figlio) a vendere la cocaina a Fabietti e soci. La figura di Robertino fu ben descritta, all'inizio degli anni '90, dal super pentito della Banda, Maurizio Abbatino detto 'Crispino', 'Il Freddo' di Romanzo Criminale che nella sua deposizione del 25 novembre 1992 al pm Otello Lupacchini posizionava Fittirillo come punto di riferimento del Tufello. 

L'operazione Magliana Fenix e la pericolosità degli indagati

E proprio il Tufello, secondo le indagini della Finanza, era ormai un supermarket della cocaina. "La pericolosità degli indagati si salda con i rispettivi profili personali e criminali, essa non è esclusa, nel caso degli incensurati, dal dato formale dell'assenza di condanne proprio per la assoluta gravità della vicenda delittuosa, peraltro suggestiva dell'esistenza di collegamenti con le associazioni anche internazionale dedite al traffico di stupefacenti", scrive il gip di Roma Angela Gerardi nell'ordinanza.

Dalle carte emerge inoltre "l'ostinazione dimostrata nel proseguimento dell'attività delittuosa nonostante gli arresti effettuati dalle forze dell'ordine". Strutturati, ben organizzati, con i contatti giusti e sprezzanti: ecco chi era il gruppo di Robertino.  

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