Guerriglia urbana a Tor Sapienza: un malessere che nasce da lontano

L'analisi della situazione che ha portato alla rivolta consumata in viale Morandi nei confronti di 60 migranti ospitati nel quartiere

Tor Sapienza: guerriglia in via Morandi

Scenari da banlieue parigine nella periferia est della Capitale dove ieri sera circa 200 residenti delle Case Ater di viale Giorgio Morandi e di quelle Isveur di via Tranquillo Cremona hanno dato vita ad una guerriglia urbana sfogando la loro rabbia nei confronti di una sessantina di cittadini nigeriani ospitati in un centro accoglienza per richiedenti asilo politico. Petardi, spranghe, sassi e tanta rabbia che hanno richiesto l'intervento in massa di agenti di polizia in tenuta antisommossa. La rivolta è stata sedata dopo diverse ore di tensione.

RAGAZZA MOLESTATA NEL PARCO - A scatenare la protesta un tentativo di molestie perpetrato, secondo le voci dei cittadini, nei confronti di una ragazza di zona avvicinata in modo molesto da uno dei migranti ospitati nella struttura presa di mira mentre si trovava nel parco di via Tranquillo Cremona.

CONTESTO DELLA RIVOLTA - Una rivolta quasi annunciata, un'altra 'polveriera' di periferia pronta ad esplodere che stava solamente aspettando la 'famosa goccia' che facesse traboccare il vaso. Dalla prostituzione diurna e notturna sotto le abitazioni di viale De Chirico, passando per i roghi tossici sprigionati dal campo rom di via Salviati, sino alla mancata opera di riqualificazione del quartiere popolare, sono infatti molteplici i fattori che hanno scatenato la 'guerriglia' di viale Morandi.

CASE ATER DI VIA MORANDI - Una 'polveriera' che prende spunto da lontano, da una situazione crescente di degrado e disagi che nel corso dei decenni si è creata attorno ai 504 appartamenti Ater di via Morandi assegnati sul finire degli anni '70 a cittadini provenienti dalle zone di Pietralata, del Tufello e del Quadraro. Un 'serpentone di case popolari' al centro del quale doveva sorgere un centro commerciale con uffici dell'allora Usl (oggi Asl), negozi ed associazioni culturali e di quartiere. Un progetto rimasto lettere morta con i locali che nel corso degli anni sono stati prima occupati abusivamente da cittadini italiani, e poi da romeni, che attualmente occupano la maggior parte degli immobili.

POSTO PERICOLOSO - Una situazione di crescente disagio con l'area dei negozi occupati che doveva diventare il centro dei 504 appartamenti Ater ma che si è invece trasformata in un 'posto pericoloso' anche per gli abitanti delle stesse palazzine popolari di viale Giorgio Morandi. A questo si è aggiunto nel corso degli anni l'arrivo di diversi migranti richiedenti asilo politico alloggiati in una palazzina di via Capogrossi, piccola strada tra viale Morandi e viale De Chirico. Oltre al 'problema'  del campo rom di via Salviati che ha determinato una miscela di rabbia ed insoddisfazione sfociata nella guerriglia urbana di ieri sera.

PROSTITUZIONE AL MATTATOIO - Il degrado a Tor Sapienza è infatti balzato molteplici volte sulle pagine delle cronache cittadine anche per l'imponente fenomeno della prostituzione di donne e transessuali che praticano la loro attività di meretricio (di giorno e di notte) in largo Pascali (il cosiddetto 'Mattatoio'). Lucciole che una volta 'caricate' dal cliente di turno consumano le loro prestazioni (anche di mattina) nei 'pratoni' che affacciano sotto i palazzoni di Tor Sapienza, alla luce del giorno e senza 'filtri'.

RICHIEDENTI ASILO POLITICO - Alla mancata riqualificazione e all'attività h24 di prostituzione, si sono aggiunte negli ultimi tempi anche altri fattori di preoccupazione. Risale infatti allo scorso 10 ottobre la protesta di un centinaio di cittadini che presidiarono l'ingresso di uno stabile di via Rucellai per impedire l'eventuale apertura, come da voci di quartiere,  di un nuovo centro di accoglienza che avrebbe dovuto accogliere parte dei migranti già ospiti nella zona di Giardini di Corcolle (campo di altre battaglie salite agli onori delle cronache cittadine).

CAMPO VIA SALVIATI - A queste difficoltà manifestate più volte da cittadini e comitati di quartiere si è poi sommata la situazione esplosiva rubricata sotto il nome di 'Inferno di via Salviati', con chiaro riferimento all'insofferenza dei residenti per "l'abbandono della presenza delle istituzioni nel quartiere" e la presenza del campo rom posto tra Tor Sapienza e Tor Cervara, sgomberato in parte dalla polizia locale di Roma Capitale lo scorso mese di ottobre non senza difficoltà.

PROTESTE A PIAZZA DE CUPIS - Un disagio che i residenti hanno manifestato chiaramante il 12 ottobre quando oltre 500 persone si radunarono in piazza Cesare de Cupis, esponendo cartelli contro l'amministrazione del sindaco Ignazio Marino. Bersaglio della protesta di allora i roghi tossici, diventati quotidiana consuetudine per la borgata del V Municipio.

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BUSINESS DEL QUARTIERE - Più di una voce raccolta nel quartiere parla inoltre di disturbo nei 'business' illeciti della zona, 'intralciati' dalla presenza di un presidio fisso delle forze dell'ordine nella stessa via Morandi. Una situazione 'poco tranquilla' che a Roma, come negli altri quartieri a rischio delle periferie delle grandi città, disturba anche gli 'affari' borderline di Tor Sapienza.  Dunque una miccia già accesa ed esplosa, pronta ad una nuova deflagrazione alla prossima goccia che fuoriuscirà dal vaso già colmo.

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