Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Rivolta a Regina Coeli, trovate armi e grappa autoprodotta nelle celle: i detenuti appiccano incendio

Il sindacato lancia l'allarme: "Le carceri si confermano una polveriera pronta a esplodere alla minima scintilla"

Momenti di tensione nel carcere romano di Regina Coeli. Durante una perquisizione scattata oggi, giovedì 27 giugno, nelle celle sono state rinvenute armi rudimentali come bastoni e pezzi di ferro affilati, e anche grappa autoprodotta.

Le armi e l'alcol sono state sequestrate e un'ottantina di detenuti della quarta sezione, si è rivoltata appiccando il fuoco e distruggendo numerose celle. Sul posto anche i vigili del fuoco, la polizia e i carabinieri. Nel corso delle ore i disordini sono rientrati. Non ci sarebbero feriti né fra i detenuti né fra il personale.  

Una polveriera

A denunciare quanto accaduto è Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia penitenziaria: "Le carceri si confermano una polveriera pronta a esplodere alla minima scintilla. Suicidi, omicidi, violenze, stupri, devastazioni, traffici illeciti alla frequenza mai vista in precedenza, eppure dal Governo non si avverte il dovere di intervenire in maniera decisa. Lo stato generale delle prigioni è in grave emergenza, come mai negli ultimi 30 anni, e non si può continuare a pensare di affrontare una situazione straordinaria con misure, strumenti e tempi ordinari", denuncia il segretario della Uilpa Polizia penitenziaria.

I numeri

"La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, convochi una riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri e vari immediatamente un decreto-legge per sfoltire la densità detentiva e ridurre il sovraffollamento di 14mila reclusi, consentire assunzioni straordinarie e accelerate nel Corpo di polizia penitenziaria, deficitario di 18mila agenti, e garantire l'assistenza sanitaria, soprattutto psichiatrica. Servono poi riforme complessive e strutturali - conclude De Fazio - Giorno per giorno la catastrofe si fa sempre più pesante ed evidente".

Manca personale

Che ci siano dei problemi, soprattutto per quanto riguarda l'organico, lo sottolinea anche la Fns Cisl lazio: "È inaccettabile che una sola unità di polizia penitenziaria espleti sevizio in un intero reparto come è articolato Regina Coeli, evidenziando le criticità connesse". Secondo la Fns Cisl lazio "c'è la necessità di incremento personale a Regina Coeli vista la grave carenza di personale esistente mancano 188 unità mentre a livello regionale mancano 930 unità di polizia penitenziaria".

Il sovraffollamento

"Quella che si prospetta è una stagione estiva pesantissima, perché il sovraffollamento cresce giorno per giorno e le carenze nelle dotazioni di Personale di Polizia penitenziaria stanno toccando livelli difficilmente registrati", ha sottolineato il segretario generale della Fns Cisl, Massimo Vespia. Nel carcere di Regina Coeli si contano oltre 180 unità in meno di quelle previste. 

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