Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Operazione Ifigenia: recuperate 23 urne etrusche, denunciate cinque persone

A Roma il primo sequestro, poi le indagini su territorio nazionale. Il lavoro investigativo dei Carabinieri ha restituito all'Italia il più grande ritrovamento archeologico di arte etrusca

Uno straordinario recupero archeologico, il più importante per quanto riguarda l'arte etrusca. Ventitré urne funerarie tutte di epoca ellenistica, appartenenti ad una necropoli etrusca in territorio perugino, e oltre tremila altri reperti. Sono scampati alla razzia del mercato clandestino grazie alle indagini del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (CC TPC). A Roma il primo sequestro da cui ha preso il via la complessa "Operazione Ifigenia" per il recupero dei beni sottratti allo Stato e l'individuazione dei responsabili del traffico illecito.

INDAGINI INIZIATE A ROMA - Da qualche giorno si è conclusa un'imponente attività investigativa, che ha permesso al CC TPC il recupero di beni culturali di grande valore scientifico ed economico sottratti alla collettività da una fitta rete di mercanti abusivi. Cinque le denunce per ricerche illecite, impossessamento e ricettazione di beni culturali. Il complesso scenario investigativo deriva da indagini condotte sull'intero territorio nazionale e avviate proprio nella Capitale. A Roma, infatti, il primo sequestro, una piccola testa in travertino bianco e la fotografia di un'urna etrusca.

UN "PROVINO" - Ad esserne in possesso, uno dei protagonisti del commercio illecito di beni culturali già noto alle Autorità. Il frammento recuperato apparteneva all'urna rappresentata in fotografia e fungeva da “provino” finalizzato alla vendita, una prova dell'autenticità del pezzo per incentivare l'acquirente a concludere l'affare.

LA COLLABORAZIONE CON L'UNIVERSITA' E PERUGIA - Un docente dell'Università di Roma Tor Vergata ha collaborato con i carabinieri prestando la sua consulenza scientifica. Il Professore è riuscito ad individuare, come possibile luogo di provenienza dell'urna, una necropoli etrusca, molto probabilmente appartenente al territorio perugino, viste le analogie con beni culturali simili originari di quell'area.

OGGI LA CONFERENZA STAMPA: I RISULTATI DELLE INDAGINI - Gli ulteriori accertamenti e la collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria hanno permesso di localizzare altre urne cinerarie nella provincia di Perugia e in mano a privati. A partire da queste informazioni, si è dato avvio alle indagini che hanno portato al grande recupero presentato oggi in conferenza stampa a Roma.

PIU' DELLA TOMBA DEI CUTU - Si tratta di un ritrovamento ancora più grande di quello della tomba dei Cutu, spiega l'archeologo Francesco Scoppola, Dirigente Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Umbria, ribadendo il sostegno al lavoro svolto dai Carabinieri per la tutela dei beni di pubblico valore e appartenenza.

IL MINISTRO BRAY - All'incontro con la stampa è intervenuto anche Massimo Bray, Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo: “Questo ritrovamento ci rende orgogliosi, si tratta di uno dei più grandi recuperi mai avvenuti. Una scoperta eccezionale avvenuta grazie ad un eccellente lavoro di gruppo che ha visto i Carabinieri affiancati anche dalle Università e dai gruppi di ricerca”. Per il futuro, promette il Ministro, leggi e sanzioni gravi contro i trafficanti abusivi di beni culturali.

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