Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Metro B - B1, niente tregua. Blitz di Alemanno: "Frequenze intollerabili"

Il sindaco testa la linea e il bilancio è negativo. Continuano le polemiche tra sindacati e azienda. Volantino dei lavoratori: "Non siamo il capro espiatorio della cattiva gestione dei dirigenti"

Stringe la mano ai pendolari che attendono sulla banchina e testa il funzionamento della neonata metro B1. Il bilancio però è negativo. Questa volta a testimoniare i continui ritardi sulla linea, che da giorni stanno esasperando i pendolari sia sulla B1 che sulla B,  è il sindaco Alemanno in persona con un blitz effettuato questa mattina da Conca d'Oro a Bologna. Parla di attese che vanno dai 14 ai 18 minuti, a fronte degli 8 previsti. "Tempi di percorrenza doppi rispetti a quelli previsti dal contratto di servizio con Atac - dichiara il primo cittadino in un video pubblicato sul suo blog - dopo giorni di polemiche ho voluto constatare di persona com'é la situazione sulla B1 e abbiamo visto che ancora oggi ci sono ritardi. Questa non è una situazione tollerabile, me ne rendo conto". Soluzione? "Atac deve ovviamente portare grande attenzione al funzionamento degli aspetti tecnici - sostiene Alemanno - ma non è possibile che questo sciopero bianco porti un simili disagio ai cittadini. I lavoratori non possono sottrarsi alle loro responsabilità, ai loro doveri come dipendenti pubblici". Il richiamo insomma è ancora una volta a una responsabilizzazione dei macchinisti.

LA POLEMICA - Ricordiamo che da giorni la polemica sulle responsabilità, più o meno presunte, di agitazioni messe in atto dai conducenti per protestare contro i turni straordinari sta facendo scintille. Atac ha parlato più volte di "pretesti" con i quali verrebbero scartati i treni e scoperte fasce orarie, comportamento che porterebbe inevitabilmente a una diminuzione del numero di corse disponibili. Dal canto loro le sigle sindacali non hanno mai parlato di "sciopero" ma piuttosto della necessità di venire a patti su una serie di punti riguardanti la nuova organizzazione dei turni di lavoro. Patti che sono stati messi sul tavolo proprio ieri nell'incontro convocato dal Prefetto Pecoraro, dal quale è emerso un accordo firmato all'unanimità, ma che oggi non sembrano essere serviti a placare gli animi. Esplicito a riguardo il volantino affisso oggi sui treni della B e della B1 dagli stessi lavoratori.  

I LAVORATORI - "I dipendenti Atac non intendono essere il capro espiatorio della cattiva organizzazione dei dirigenti. Il personale della linea B si scusa con i cittadini per i rallentamenti verificatesi in questi giorni che non sono dovuti a proteste ma a carichi di lavoro non più gestibili. Infatti, sia ai manutentori sia ai macchinisti é stato chiesto un surplus di lavoro per garantire l'apertura della linea B1 con lo stesso numero di mezzi e di ricambi in circolazione. Questi lavoratori - proseguono - che prima di tutto sono cittadini, si rifiutano di mettere a rischio la sicurezza dei viaggiatori e chiedono al sindaco di mantenere le promesse fatte". "La dirigenza - conclude il volantino - non può gettare discredito sui lavoratori che eseguono giornalmente e in coscienza la messa in sicurezza dei convogli in condizioni di lavoro da Terzo mondo".

CGIL - Ferma anche Cgil che, riferendosi a un articolo uscito ieri su Roma Capitale Newsonline, si scaglia contro l'attribuzione di responsabilità dei ritardi ai macchinisti e al presunto "sciopero" che non sarebbe tale. "Questa organizzazione sindacale - dichiara Marco Capparelli, segretario FILT Cgil di Roma e del Lazio - più volte nei giorni scorsi, sia unitariamente alle altre segreterie sindacali di Cisl, Uil ed Ugl Trasporti, sia per voce della segreteria regionale FILT, ha cercato in maniera oggettiva e coerente di focalizzare l'attenzione sulle reali mancanze e negligenze che hanno portato a quello che tutti, lavoratori e cittadini, stanno vivendo con il sistema di trasporto della nostra città".

"Le parole, tanto più quelle scritte, hanno un peso e continuare a parlare di sciopero quando abbiamo ribadito in più occasioni quanto e come  nel nostro settore lo sciopero sia regolato dalla legge 146 così come parlare di "rifiuto" di straordinario come una colpa da contestare disciplinarmente non esistendo lo straordinario esigibile tout court in azienda appare, a questo punto, fuorviante e pregiudiziale". "Ancor più - continua Capparelli - scrivere senza fondamento alcuno che questa "protesta selvaggia" sia opera di una sola sigla sindacale, ovvero la nostra. Pertanto la FILT Cgil di Roma e del Lazio chiede una ferma smentita di quanto riportato nell'articolo in questione".
 

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