Rissa tra tifosi a Nettuno: interrotta partita del campionato di Eccellenza

Ad essere sospeso dall'arbitro il match fra la Virtus Nettuno e l'Us Cavese giocato nell'impianto del Comune del Tridente

Lo stadio Mirko Ricci di Nettuno (foto google)

Rissa fra tifoserie nel Campionato di Eccellenza dove l'arbitro è stato costretto ad interrompere la partita. I tafferugli sono scoppiati nel pomeriggio di domenica 28 aprile allo stadio Mirko Ricci, dove si affrontavano la Virtus Nettuno e l'Asd US Cavese. 

Dei veri e propri momenti di tensione quelli vissuti nell'impianto di via Tre Cancelli Piscina. A denunciare l'accaduto la stessa Virtus Nettuno che ha espresso "sdegno e disapprovazione per quanto accaduto quest'oggi (ieri ndr) durante la partita del campionato di Eccellenza contro la Cavese. Il match è stato infatti interrotto intorno al decimo minuto del secondo tempo dall'arbitro Papagno di Roma2 a causa di alcuni problemi iniziati in tribuna e che poi hanno portato a dei risvolti anche in campo, quando il risultato si trovava sul 2 a 0 a favore dei nettunesi". 

"Alcuni tifosi ospiti hanno infatti aggredito degli spettatori verdeazzurri, scatenando una rissa sugli spalti, che ha poi destato l'interesse dei giocatori in campo, con gli atleti della Cavese che si sono riversati in massa verso la recizinoe laterale del campo, spingendo con veemenza contro la rete, mentre quelli della Virtus restavano al centro del campo, lontano dal parapiglia. Nel frattempo - scrivono ancora dalla società del Comune tridentino - i vari dirigenti nettunesi presenti sugli spalti facevano il possibile per calmare gli animi e sedare la rissa cercando di riportare il tutto a una situazione di normalità, cosa che avveniva in pochissimi minuti"

"L'arbitro però aveva già effettuato il triplice fischio e interrotto la partita; avrebbe potuto probabilmente riprenderla poco dopo, cosa che invece non è avvenuta, a meno che l'arbitro, avendo visto l'atteggiamento dei giocatori della Cavese, abbia deciso per questo motivo di non continuare l'incontro".

"Si dovrà così attendere la decisione del Giudice Sportivo ma la Virtus Nettuno vuole sottolineare come la società sia stata la vera vittima della situazione: sanzionare in qualunque modo una squadra che si trova in una situazione di vantaggio sul campo e vede i propri tifosi aggrediti in tribuna, con i giocatori avversari che premono sulle recinzioni per tentare di prendere parte in qualche modo ai tafferugli, comporterebbe un precedente giuridico inaccettabile e oltretutto pericoloso, in quanto potrebbe spingere tifosi con squadre in momenti di difficoltà a creare volontariamente tensioni per spingere il direttore di gara ad interrompere la stessa".

"La Virtus Nettuno - concludono dalla società litoranea - spera quindi in un referto arbitrale oggettivo e che evidenzi al meglio quanto accaduto e, di conseguenza, in una decisione della Giustizia Sportiva equa e corretta".

Il comunicato della Virtus Nettuno ha trovato la replica dell'USD US Cavese: "In risposta a quanto scritto con comunicato da parte della virtus nettuno la dirigenza della cavese 1919 tende a precisare quanto segue: durante lo svolgimento della partita un genitore della squadra di casa ha aggredito prima verbalmente e poi con i fatti alcuni supporters della cavese presenti sugli spalti,in particolare il Padre del nostro capitano Emanuele Giacché, che tra l'altro ha problemi di deambulazione. Un atto che non merita commenti e che sicuramente ha contribuito ad agitare il clima sul terreno di gioco". 

"La tifoseria della Cavese - scrive ancora la società di Cave - era composta da persone anziane, ed in particolare come già detto da una persona invalida che è stato aggredita e buttata a terra, quindi quanto affermato nel comunicato della virtus non corrisponde a quanto effettivamente accaduto. Inoltre, la stessa persona che ha aggredito i nostri tifosi, alla fine della partita si aggirava nei pressi dell area antistante agli spogliatoi ed è stato invitato ad allontanarsi dai stessi dirigenti della squadra locale. Sugli spalti non erano presenti ne divisori ne forze dell'ordine, e sicuramente non era intenzione della nostra tifoseria provocare una rissa, ne turbare il regolare svolgimento della partita. E' interesse della nostra società che tali atti non si ripetano, ed è preprogativa della nostra società tutelare il nome della cavese in tutte le sedi".
 

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