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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca Piazza di Siena

Dalle periferie al Centro per fare a botte e riprendersi con gli SmartPhone, ora la rissa è tra under 14

I ragazzi dopo essere stati identificati sono stati riaffidati ai genitori. La loro posizione al vaglio dell'Autorità Giudiziaria

Risse, assembramenti e feste. Poi i video, le foto, le stories che rimbalzano di chat in chat su WhatsApp, e poi su decine di canali social quali Instagram, Telegram, Facebook e Tik Tok. Da qui la mania di protagonismo che dalle varie piazze accessibili h24 prima dell’emergenza Coronavirus viene gettata nel calderone del mondo virtuale. Proiettata sugli schermi degli iPhone per poter semplicemente dire "io c'ero". 

Questo il filo conduttore che sembra esserci dietro la rissa scoppiata sabato a Villa Borghese dove la polizia ha poi fermato ed identificato dieci adolescenti, con altrettanti riusciti a dileguarsi all'arrivo delle forze dell'ordine. Arrivati in Centro dai quartieri residenziali della Capitale, Talenti, Salario e Nomentano, il più grande di loro ha appena 14 anni. Per questo, una volta identitificati sono stati riaffidati ai genitori con l'informativa arrivata sulla scrivania dell'Autorità Giudiziaria che deve ora valutare la posizione dei dieci "pischelletti" romani. 

Secondo quanto si apprende infatti, le violenze di Piazza di Siena, avvenute davanti a decine di passanti e testimoni, sarebbero frutto di una lite fra due ragazzi. Arrivati con le rispettive comitive in Centro Storico, una volta cominicata la 'scazzottata' fra i due rivali, i rispettivi amici si sarebbero messi in cerchio, a creare una sorta di arena moderna, con il chiaro intento di riprendere le "botte" con i rispettivi telefoni per poi farle diventare virali sui social network. 

Una possibile rissa evitata dall'intervento delle forze dell'ordine. Ad attenderli al varco c'erano infatti decine di uomini delle forze dell'ordine, in divisa ed in borghese. Polizia, Carabinieri, Polizia Locale e Guardia di Finanza che dalle prime ore di sabato hanno cominciato a controllare le aree calde, da piazzale delle Canestre a piazzale Flaminio, passando per il Pincio, via del Corso e piazza del Popolo così com'era stato stabilito lo scorso giovedì davanti alla presenza del Prefetto di Roma al Comitato Provinciale di ordine e sicurezza. 

Chiuse le stazioni della metro

Mali estremi ed estremi rimedi che hanno poi portato le forze dell'ordine a richiedere la chiusura a partire dalle 16:20 delle stazioni della metro Spagna e Flaminio, riaperte poco prima delle 19:00. 

La rissa al Pincio 

Forti erano infatti i timori che le immagini divenute virali della rissa al Pincio di sette giorni prima potessero ripetersi, con i social a rilanciare "il secondo round" mentre gli investigatori passavano al setaccio i video, che hanno poi portato i carabinieri ad identificare i rissanti, con tre minori indagati ed una pistola sequestrata. 

Festa in casa in via Nazionale 

"Botte" ma non solo, anche in questo weekend le forze dell'ordine sono dovute intervenire per interrompere feste private fra ragazzi e sciogliere assembramenti in quelle che prima del lockdown erano le piazze della movida frequentate dai giovani romani. In tale ambito è stata per esempio la polizia ad interrompere un party fra giovani studenti spagnoli con 17 ragazzi trovati a festeggiare in un appartamento di via Nazionale, poco distante dalla Questura di Roma.  

Assembramenti a Trastevere e piazza Navona

Assembramenti che si sono trovati davanti anche gli agenti della Polizia Locale che hanno sanzionato dieci ragazzi che stavano bevendo senza rispettare le misure imposte dal Dpcm per contrastare la diffusione del Covid19 a piazza San Calisto a Trastevere ed a piazza Navona. 

Noia e voglia di fare festa 

Noia e voglia di fare festa che non erano mancate anche lo scorso weekend con le forze dell'ordine che hanno accertato numerose violazioni. All'Eur ed a piazza Santi Apostoli, dove erano assembrati circa 2000 ragazzi dispersi all'arrivo dei carabinieri, a piazza Bologna, dove i militari dell'Arma interruppero una festa Erasmus con 34 studenti spagnoli assembrati in un appartamento di 70 metri quadri.  Ma anche ai Parioli, dove un aperitivo senza mascherina si è poi trasformato in una aggressione fisica agli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale. 
 

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