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La rissa al Pincio: video al setaccio per identificare i responsabili. La Prefettura alza l'allerta

I Carabinieri sono al lavoro per ricostruire l'accaduto. Tanti i video da visionare. L'incontro tra due giovani rivali alla base della scazzottata

Una rissa al Pincio per movimentare il sabato pomeriggio. Un appuntamento in cui esserci, anche solo per assistere o filmare, e per poi poter dire la propria sui social. Un fatto che, da sabato sera, sta riempiendo le storie e i social di decine di giovani, aspiranti influencer o improvvisati trapper, diventate star inseguite virtualmente da giornalisti, politici e poliziotti.

Esserci per raccontarlo sui social

Pochi sanno cosa sia successo davvero, tanti inventano per costruirsi un'immagine e vedersi storie instagram ricondivise e i propri follower aumentare. Molti, per esempio, i profili, nati propri sabato sera o domenica mattina. Profili popolati in poche ore di migliaia di follower, a caccia di quel dettaglio inedito da rilanciare poi a propria volta sul proprio profilo. E nell'idiozia sono spuntate bufale incontrollate, come la morte di un ragazzo o presunti casi di violenza sessuale.

Le indagini

Tutto questo rende più difficile il compito di chi indaga a caccia dei presunti colpevoli. Sì, perché una certezza c'è: quanto successo al Pincio non può restare impunito. E se quanto emerso dai video è chiaro (una scazzottata tra gruppi rivali), assolutamente da chiarire è chi questa scazzottata, questo raduno in piena pandemia, l'ha organizzato, fomentato e perché. I carabinieri della Compagnia Roma centro stanno raccogliendo tutti i video sull'accaduto. I militari stanno passando al setaccio instagram, telegram, tik tok a caccia di frame che possano servire ad identificare i protagonisti. Sabato, poco prima delle 18, giunti al Pincio non hanno trovato nessuno. Più giù, a piazza del Popolo, hanno solamente potuto sciogliere l'assembramento che si era riformato. In metro, dove ci sarebbe stata un'ulteriore rissa, non c'è stato alcun intervento. Per prendere provvedimenti quindi l'identificazione tramite video è fondamentale e, secondo quanto si apprende, questa fase sarebbe già avanzata. 

Già in passato, per fatti analoghi, si è proceduto in questo senso. Cosa rischiano i giovani che saranno identificati? Sul tema delle normative anti contagio appare difficile immaginare delle multe per l'assenza di mascherine o per mascherine abbassate sul mento, anche se fonti investigative, non escludono anche questa possibilità. In caso di accertata partecipazione alla rissa, i maggiorenni rischiano una denuncia o una segnalazione. Per i maggiorenni, specie se recidivi, i guai potrebbero essere più seri. 

Una volta identificati i responsabili si potrà procedere a capire cosa sia realmente successo, chi ha organizzato e perché. E qui, in questo caso, potrebbero profilarsi reati più gravi. 

Le prime ricostruzioni

Al momento, dai video in possesso di chi indaga, la ricostruzione ritenuta più attendibile sembrerebbe quella di una lite tra due ragazzine, partita sui social. Le due si danno appuntamento al Pincio e la voce si diffonde. La noia, l'assenza di alternative (cinema, locali e discoteche chiuse, il coprifuoco ndr), porta tutti a pensare di dover esserci per "svoltare" il sabato. Da qui il raduno dove però le ragazzine non si presentano. Ci sono invece due giovani già in passato protagonisti di risse e da qui parte la scazzottata. La maggior parte dei presenti fa da spettatore, qualcuno riprende con i cellulari. Pochi minuti, l'arrivo di polizia e carabinieri, e i giovanissimi che si disperdono lungo le discese verso piazza del popolo, verso la metro di piazza di Spagna o all'interno di villa Borghese. Qualcuno si ritroverà alla metro Flaminio dove nasce un altro diverbio e vola qualche altro pugno. 

Evento grave e la paura che possa ripetersi

Il caso, in piena pandemia, colpisce ovviamente di più. L'assembramento ha fatto notizia oltre il raccordo, colpendo oltre che per l'insensatezza dell'accaduto, anche per le violazioni. Il timore è che il tutto possa ripetersi nei prossimi fine settimana. Per questo dalla Prefettura fanno sapere che  il fenomeno sarà attentamente monitorato perché "pur trattandosi per lo più di ragazzi minorenni, che si sono dati appuntamento via social, l'evento resta comunque molto grave". 

"Amareggia che alcuni giovanissimi non comprendano come sia necessario continuare ad assumere comportamenti responsabili. Ciò significherà - prosegue la Prefettura- che, alle numerose e puntuali attività che le forze dell'ordine già assicurano in diversi e delicati ambiti, tra i quali anche quello dell'emergenza epidemiologica, verranno sviluppate, partendo dalle persone identificate, puntuali indagini, anche sui social, per contrastare e punire gli autori di questi deplorevoli comportamenti". 

"L'auspicio - conclude Palazzo Valentini - è che questi ragazzi capiscano la necessità, che è stata ben compresa dalla quasi totalità dei loro coetanei, rispettosi delle norme in tema di emergenza, di continuare a mantenere alta l'attenzione ed evitare pericolosi atteggiamenti magari dettati dalla noia".

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