Conca d'Oro: spedizione punitiva a colpi di katana, arrestato il complice

La rissa con la spada avvenne lo scorso 28 ottobre nella zona di piazzale Jonio. Fermato un 40enne, il compagno di 'rissa' era riuscito a dileguarsi. Ferirono in modo grave una coppia

Le armi da taglio sequestrate dalla polizia lo scorso 28 ottobre 2013

Una vera e propria spedizione punitiva a colpi di katana. I fatti risalgono allo scorso 28 ottobre 2013 quando nella zona di Conca D'Oro, gli agenti di polizia del commissariato di zona arrestarono un 40enne colombiano, fermato con le accuse di "tentato omicidio", "lesioni aggravate" e "porto di armi bianche".

ASSALTO CON LA KATANA - L'uomo, assieme ad un complice, aveva ripetutamente colpito con la spada giapponese lunga ben 57 centimetri un uomo, ricoverato in gravissime condizioni e sottoposto ad un delicato intervento chirurgico ed una sua amica, anch’ella ricoverata a causa delle lesioni riportate. Dopo 4 mesi i poliziotti diretti dal dottor Francesco Bova, hanno arrestato il fuggitivo, un 27enne venezuelano.

INDAGINI - Dopo il fermo del 40enne gli agenti del commissariato di via Enriquez hanno immediatamente avviato le indagini, ascoltando i testimoni della rissa avvenuta in piazzale Jonio, dove sussistono un bar ed un chiosco aperti sino a tarda notte. Partendo dagli elementi acquisiti, gli agenti sono riusciti man mano a delineare il quadro della situazione.

SPEDIZIONE PUNITIVA - Si era trattato, nella circostanza, di una vera e propria spedizione punitiva, organizzata dall’arrestato per colpire il cognato, per diatribe a carattere familiare. L’uomo riuscito a fuggire era stato alla fine identificato in un giovane del Venezuela, che era riuscito però a far perdere le sue tracce, rendendosi di fatto irreperibile.

PROVVEDIMENTO DI CUSTODIA CAUTELARE - Le indagini sono proseguite a ritmi serrati. Grazie ad una paziente opera di analisi di tabulati telefonici, di pedinamenti ed appostamenti, gli investigatori sono riusciti a restringere il luogo delle ricerche. Nel frattempo, le risultanze investigative sono state comunicate all’autorità giudiziaria che, sulla base dei riscontri acquisiti, ha emesso un provvedimento di custodia cautelare nei confronti del venezuelano.

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COMPLICE IN MANETTE - Ieri, 11 febbraio alla fine, la perseveranza dei poliziotti ha dato i suoi frutti. L’uomo, infatti, è stato individuato in una baracca sulla via Casilina, dove si era rifugiato nel tentativo di sfuggire alla cattura. Una volta avuta la certezza che fosse all’interno, è scattato il blitz. L’uomo è stato quindi arrestato sula base dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale, di fronte al quale dovrà rispondere di tentato omicidio, lesioni aggravate e porto abusivo d’armi.

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