Cronaca

Ci rubano il passato ci rubano il futuro..

Articolo scritto dai giovani democratici sulla assemblea pubblica per i ritrovamenti della villa di massenzio e per protestare contro l'installazione di una antenna in piazzale della autonomia.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Davanti ad un nutrito gruppo di cittadini, venerdì scorso si è svolta un’interessante assemblea pubblica sui temi più urgenti relativi al territorio di San Cesareo: i ritrovamenti archeologici in zona La Pietrara e l’installazione di un ripetitore telefonico nella piazza antistante il Comune.

Sul primo tema si sono alternati cittadini e politici locali che hanno illustrato le magnificenze del rinvenimento rimarcando l’estensione della villa di circa 8 mila mq,  con l’individuazione  di una decina di stanze che presentano pavimenti musivi a tessere bianche e nere e policromi con paste vitree di rara bellezza.

E’ emersa, a circa 30 metri dal limite della villa, una imponente  struttura  muraria a carattere monumentale che, da alcuni saggi esplorativi, si è ipotizzato trattarsi di un  ninfeo con conserva d'acqua, rivestita all’interno in cocciopesto idraulico. Adiacente a tale struttura sta emergendo, dai sondaggi archeologici in corso, una grande struttura termale.

L'estensione delle strutture, la qualità dei mosaici policromi, la ricchezza  dei marmi pregiati e rari, la presenza del ninfeo e di terme monumentali, ha portato gli studiosi ad ipotizzare la presenza della grandiosa Villa Imperiale, forse proprio la Villa citata da illustri studiosi, nella quale si sarebbe trovato Massenzio il giorno in cui fu acclamato Augusto (306 d.C.).

Ritrovamenti più recenti testimoniano di ambienti pavimentati in mosaico bianco e nero e lastre di marmo giallo antico riferibili al I sec. a.C. Particolare risalto è stato dato ad un ambiente con pavimento geometrico a quadrati e cerchi in marmo nero e marmo di Carrara simile ai pavimenti delle case Patrizie rinvenute sul Palatino.

Tali elementi fanno supporre che la Villa Imperiale di Massenzio sia sorta sulla Villa di Giulio Cesare attraverso modifiche e rifacimenti.

Di fronte ad un ritrovamento di tale portata, che potrebbe cambiare il destino ed il futuro del nostro paese, da sempre considerato privo di radici storico-culturali, il nostro territorio si troverebbe a breve proiettato all’attenzione mondiale, come dimostra l’interesse delle università straniere per il sito. Ci chiediamo allora come possa l’attuale Amministrazione rimanere insensibile a tale magnificenza e continuare nel suo miope piano urbanistico che porterà  la Villa ad una morte per asfissia tra palazzi e cemento.

Risibile appare la strenua difesa dell’amministrazione che si appiglia alle ridotte risorse economiche per la conservazione e la valorizzazione della zona poiché è a tutti noto che laddove esistesse una forte e condivisa volontà politica, per progetti di tale rilevanza, il reperimento dei fondi sia pubblici che privati non costituirebbe un problema insormontabile. Sarebbe come dire: “Abbiamo trovato una miniera d’oro ma non abbiamo i soldi per i badili”. L’importanza del ritrovamento, infatti, apre nuovi ed interessanti scenari anche sotto il profilo economico prefigurando per San Cesareo, anche in considerazione dell’indotto derivante dal Parco di Valmontone, un polo di grande interesse economico,  turistico e culturale, mai sinora ipotizzato.

Interesse economico, turismo, occupazione, opportunità per i giovani, anche a tutto questo l’amministrazione è insensibile?

Merita un accenno anche il secondo tema affrontato nell’assemblea relativo all’installazione di un’antenna telefonica di 35 mt. davanti al Comune. L’esperto intervenuto ha ribadito la pericolosità dell’esposizione umana a questo tipo di radiazioni. Oltre all’allarmante dato riteniamo che questo pennacchio di 35 mt. costituisca un ulteriore deturpamento urbanistico. Da poco tempo i cittadini sono partiti con una raccolta firme contro questo scempio ed in poco tempo si sono raccolte quasi 300 firme. Per evitare tutto questo sarebbe stato sufficiente predisporre un piano di allocazione delle antenne per prevenire l’intervento indiscriminato dei privati e pianificare uno sviluppo armonico della copertura telefonica.

L’interesse per gli argomenti trattati ed il buon esito dell’assemblea suggeriscono che tali incontri vengano effettuati con maggiore frequenza per coinvolgere i cittadini nelle più importanti scelte che determinano il loro futuro.

Ovviamente noi Giovani Democratici saremo sempre al fianco dei comitati per salvare la villa di Massenzio e per lo spostamento dell’antenna telefonica.
info: www.gdsancesareo.it  info@gdsancesareo.it

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