Relitti affondati nel Tevere: al via la rimozione di cinque imbarcazioni

Il primo intervento nel tratto di fiume compreso tra Ponte Due Giugno ed il ponte dell’Aeroporto

Sono affondati nel Tevere rimanendo nel fiume per anni. Come annunciato nel corso del Primo Rapporto dello stato del Fiume Tevere tenutosi nella sala polifunzionale di Palazzo Chigi nel novembre del 2018, sono iniziate giovedì 5 novembre sotto lo sguardo attento dei militari della Capitaneria di porto di Roma, le operazioni di rimozione di un relitto di circa 10 metri costituito da materiale ligneo affondato nelle acque del fiume Tevere, precisamente nel tratto compreso tra Ponte Due Giugno ed il ponte dell’Aeroporto nel comune di Fiumicino.

Le operazioni che dureranno per circa 2 giorni, sono svolte dalla ditta specializzata secondo un piano di recupero preventivamente autorizzato dalla Capitaneria di Porto di Roma per un totale di cinque relitti, al fine di garantire il mantenimento dei massimi standard di salvaguardia ambientale e di tutela della navigazione.

Tutti i materiali recuperati saranno avviati a smaltimento secondo le normative vigenti e l’area sarà sottoposta a puntuale verifica per la completa asportazione di ogni eventuale residuo rimasto.

 

La Guardia Costiera di Roma, sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Civitavecchia, già dal settembre 2017, si è fatta promotrice di una serie di incontri periodici con le Amministrazioni competenti - Regione Lazio, Autorità di bacino, Autorità di sistema portuale Mar Tirreno Centro Settentrionale, Comuni di Roma Capitale e Fiumicino – al fine di coordinare le azioni necessarie per rimuovere i relitti e, conseguentemente, ripristinare i più consoni standard di salvaguardia, di decoro ambientale e di possibilità di fruizione, nel tratto fluviale, da parte della collettività.

L'intervento programmato dalla Regione Lazio vede la collaborazione del Comune di Fiumicino e dellla Capitaneria di Porto di Roma Fiumicino. Presenti, tra gli altri, l’assessore regionale ai Lavori pubblici e alla Tutela del Territorio Mauro Alessandri, il sindaco di Fiumicino Esterino Montino e il Comandante della Capitaneria di Porto di Roma Fiumicino, il Capitano di Vascello Antonio D'Amore.

 “L’intervento – spiega l’assessore regionale Alessandri – nasce per una serie di motivi: prima di tutto la navigabilità del fiume e la sicurezza per chi lo vive tutti i giorni, poi il ripristino delle naturali condizioni ambientali e un’attenzione alla bellezza e al decoro delle nostre aree. Quello di oggi fa parte di un piano di 22 interventi di rimozione di relitti all’interno del Comune di Fiumicino che vede la collaborazione tra la Capitaneria di Porto, che ringrazio, e la direzione regionale. È un lavoro che procede costantemente, passo dopo passo, che ci sta dando grandi soddisfazioni”.

 “Ringrazio anche io Capitaneria di Porto e Regione Lazio – aggiunge il sindaco Montino – con cui da tempo ci stiamo concentrando per la messa in sicurezza del nostro canale navigabile e di Fiumara Grande. Non è semplice togliere relitti vecchi di quarant’anni, se lo fosse stato si sarebbe fatto prima. È infatti un intervento molto costoso ed è difficile rintracciare le proprietà per poter procedere in danno recuperando quindi fondi. Due anni fa siamo intervenuti con la Capitaneria di Porto per togliere i primi relitti, adesso se ne toglieranno altri cinque, che forse diventeranno sei con il recupero del ribasso d’asta. E il lavoro continuerà in futuro per rendere il Tevere sempre più sicuro e navigabile da qui alla città di Roma”.

 “Oggi riprende questa attività di rimozione – conclude il Capitano di Vascello D’Amore – e la Capitaneria di Porto sarà presente in tutte le fasi delle operazioni con i suoi uomini, i battelli e il nucleo sub della Guardia Costiera, che al termine delle operazioni farà un’ispezione per verificare che ogni residuo sia stato portato via e che non ci siano inquinamenti. La qualità delle acque per noi è la cosa più importante. Noi monitoriamo sempre la presenza di questi relitti perché sono un pericolo per tutti. Il relitto di oggi era un barcone lungo dieci metri e largo due e mezzo, tutto di legno, senza motore, quindi senza nafta e altri elementi inquinanti. Gli interventi termineranno nel giro di un mese, anche prima se il tempo lo consentirà”.

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