Cronaca

Tmb al 50%, Sottile: "Se a pieno regime potrei non indicare il sito"

Lo ha detto in commissione Ecomafie il commissario per l'emergenza rifiuti della capitale. Gli impianti Tmb però non funzionano come dovrebbero e su Malagrotta restano puntati i riflettori dell'Europa

Se partisse la differenziata spinta e gli impianti di trattamento dei rifiuti funzionassero a regime "si potrebbe anche correre il rischio di non indicare il sito post Malagrotta". L'ha detto il commissario Sottile durante l'audizione alla Commissione Ecomafie. Ma il condizionale al momento è d'obbligo e i dati emersi durante l'incontro lo confermano. Nella discarica di Malagrotta il 50% dei rifiuti che arriva non subisce alcun trattamento, il sito é fuorilegge perché vi viene conferito il talquale.

E, se è vero che l'Europa "salva" il piano rifiuti regionale chiudendo domani la procedura d'infrazione, su Malagrotta i riflettori restano puntati. Soprattutto in seguito alle scioccanti rivelazioni sul funzionamento degli impianti Tmb emerse ieri durante l'audizione in Commissione. Se i due impianti di Tmb di Malagrotta trattano solo la metà dei rifiuti la colpa sarebbe di Ama "che non dà i rifiuti trattabili sufficienti e preferisce mandarli in discarica, visto che costa meno”. A parlare è l'ingegner Stella della E.Giovi, la società dell'avvocato Manlio Cerroni. La municipalizzata, nella persona dell'ingegner Riccardo Cominada, smentisce subito. Da entrambi comunque salta fuori che gli impianti non lavorerebbero per tutto l'anno e che non arriverebbero mai a farlo a pieno regime.

Detto questo Sottile è intervenuto annunciando un incontro con i vertici dell'Ama e del Colari per mettere a punto un programma di potenziamento della capacità degli impianti di trattamento meccanico biologico. "Cercherò di capire dove possiamo spingere senza mettere in crisi il sistema". E intanto che si cerca una soluzione sul fronte Tmb, continua il percorso per l'individuazione del sito per quando Malagrotta chiuderà i battenti.

Sempre durante la Commissione Ecomafie salta fuori dal commissario Sottile, l'ipotesi, solo suggerita al Consiglio Regionale, "di esportare i rifiuti in Emilia Romagna". D'altronde "a Napoli si è attuata l'esportazione del rifiuto, ho parlato con il vicesindaco e mi ha detto che funziona"."I costi sono più elevati, stanno sui 105-110 a tonnellata - ha aggiunto - Dal Consiglio regionale é uscita una serie di no, ma non è uscita una indicazione. Anche quello esportato è rifiuto trattato - ha concluso Sottile - In Emilia c'é necessità di 'carburante' per i loro impianti. Da noi il rifiuto è rifiuto, da loro è ricchezza". Nel corso dell'audizione il commissario all'emergenza rifiuti ha poi aggiunto che "nell'ordinanza si parla di una o più discariche: ecco, io non vedo male l'idea di poter articolare anche due discariche. Nei rifiuti, secondo me, più si fa e meglio è".

Su quali siti lavorare? Sui sette della Regione Lazio, ma solo "prioritariamente", come scritto nell'ordinanza, e non "esclusivamente". Infatti, ammette Sottile "è vero che stiamo cercando altri siti, nonostante permanga il dovere come commissario di stare alle regole dell'ordinanza". "Pian dell'Olmo? Al momento - ha aggiunto - non è più definitiva, ma sta forse in secondo piano rispetto ad altre scelte che dovranno essere fatte". Un membro della commissione ha chiesto allora cosa ne pensasse di alcune cave da riempire, e mai più riempite, nella zona di Bagni di Tivoli e Guidonia, come possibile sito.

"Non ne so nulla - ha risposto - farò delle verifiche. Io ho una microstruttura commissariale, però mi posso avvalere del Noe, del Corpo forestale, come ho fatto per i siti della Provincia. In ogni caso quella è una zona molto antropizzata, a occhio. Ma ben vengano segnalazioni utili. Qui dicono tutti di no, al contrario di quanto avviene in altre zone di Italia. In Toscana - ha concluso - ci sono dei sindaci che insistono invece per avere la discarica, perché è fonte di compensazioni e di ricchezze".

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