Materassi e salotti a cielo aperto: è Romaflex, tra incivili e riciclo illegale

Il caso è esploso negli ultimi mesi. Ama parla di numeri record di ritiri a domicilio, ma i rifiuti ingombranti abbandonati in strada non si contano più. E il Pics indaga sul mercato illegale di materassi a Torpignattara

L'Ama snocciola numeri record: 40 mila ritiri a domicilio di rifiuti ingombranti in poco più di un anno. Ma strade e marciapiedi restano invasi. Materassi, divani, poltrone, armadi e tavoli abbandonati accanto ai secchioni per giorni, se non settimane. Complementi d'arredo per cassonetti, già strapieni di sacchetti un giorno sì e l'altro pure. Le segnalazioni dei cittadini si moltiplicano e il fenomeno, che se sporadico non è uno scandalo, negli ultimi mesi è diventato un caso. 

TORPIGNAFLEX E OLTRE -  La lista di segnalazioni dall'inzio dell'anno è lunga, e il primato va senza dubbio a Roma est.  Quadraro, Collatina, Prenestino, ogni cassonetto ha i suoi materassi accatastati e, in cima alla lista, Torpignattara, ribattezzata non a caso Torpignaflex. 

Ironie a parte, lo valanga di lamentele ha spinto il comitato di quartiere a creare un'apposita mail a cui inviare le segnalazioni, da inoltrare poi ad Ama. Cartoline che immortalano finti salotti sui marciapiedi arrivano anche da Roma sud, tra Garbatella, Appio Latino, Cinecittà che ha sfiorato ben sei materassi uno sopra l'altro, e da Roma nord, che da Selva Candida al Tufello, ne vanta un buon numero. 

I NUMERI DI AMA – Il tutto mentre la municipalizzata diffonde grandi numeri. Da un anno ha preso il via Riciclacasa, il servizio di raccolta gratuita per i rifiuti ingombranti fino a 2 metri cubi di volume presso le utenze domestiche. Il servizio ha raccolto 5.300 tonnellate di materiali vari per un totale di 40 mila ritiri a domicilio, con un picco di richieste registrato nel bimestre gennaio febbraio, da quando il servizio è stato esteso anche al piano abitazione, oltre a quello stradale. 

Basta telefonare allo 060606, o compilare un apposito modulo on line, e fissare un appuntamento con gli operatori ecologici. Il materasso, la lavatrice, il divano, te lo vengono a prendere a casa. Niente di più comodo, verrebbe da dire. Eppure le strade rimangono discariche, e la stessa Ama è ben conscia del problema. 

UNITA' SPECIALE “PER INCIVILI” - La municipalizzata fa i conti tutti i giorni con le segnalazioni dei cittadini che lamentano l'abbandono degli arredi in strada. Tanto da aver messo su un'apposita task force di 30 uomini e 15 mezzi, che tra dicembre e maggio ha realizzato 8.872 interventi e smaltito 25 mila rifiuti ingombranti abbandonati. Più di quelli effettuati a domicilio, se pensiamo che il dato fornito nel report di Riciclacasa è da spalmarsi su dodici mesi. 

Ama parla di “deprecabile malcostume”, illegale e punito con multe fino a 600 euro, da attribuire all'inciviltà di una minoranza “che persevera in atteggiamenti scorretti”, nonostante gli strumenti gratuiti e facilmente accessibili messi a disposizione della cittadinanza. Gratuiti e accessibili sì, ma anche efficienti? 

Secondo quanto ci comunica l'azienda romana dei rifiuti, l'attesa per il ritiro a casa è dell'ordine di giorni. Ma c'è chi lamenta tempi un po' più lunghi. “Aspetto che mi ritirino lo scaldabagno da cinque mesi – racconta un'utente -  ho fatto richiesta on line a dicembre, all'inizio ho sbagliato io nella compilazione, mi hanno chiamato a febbraio per dirmi di reinviare il modulo. L'ho fatto, ma poi non mi ha più chiamato nessuno”. Da parte sua l'azienda dichiara di non rilevare particolari segnalazioni di disservizi in merito.  

IL RICICLO ILLEGALE - C'è chi ipotizza che i materassi abbandonati in strada siano il frutto, almeno in alcune zone, di sistemi di riciclo illegale. Prendiamo il caso dei materassi. Sono tante le ditte che offrono a pagamento un servizio di ritiro dell'usato: ti porto a domicilio il nuovo materasso e ti libero di quello vecchio. Tra questi vi sarebbe chi prende accordi per rivendere i vecchi materassi a cittadini rom, che a loro volta decidono di sbarazzarsi dei loro, ancora più consunti, lasciandoli in strada, o rivendendoli a loro volta alimentando un vero e proprio mercato.  

A proposito sta indagando il Pics, gruppo della Municipale addetto al ripristino del decoro urbano, guidato dai comandanti Anselmo Ricci e Claudio Delle Fratte, che a Roma est è intervenuto più volte per azioni di bonifica in collaborazione con Ama. Dagli elementi raccolti tramite servizi di pedinamenti e appostamenti, sembra che l'ipotesi del riciclo illegale stia prendendo piede, specie nella zona di Torpignattara. E non solo per i materassi. 

Altro settore toccato dal fenomeno è quello degli elettrodomestici. Qui le comunità rom sarebbero particolarmente interessate all'acquisto sotto banco per l'asporto di rame e metalli vari. Difficile contrastare il fenomeno. Come ci informa il Pics, non è prevista alcuna denuncia penale in casi simili. Nulla di più di qualche multa salata per trasporto irregolare. Insomma, almeno per il momento, chi abbandona materassi in strada dorme sonni tranquilli. 

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