Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Un anno di rifiuti: come un anno fa, alla ricerca dell'isola non trovata

Il 2012 si chiude come l'anno precedente: l'iter per la nuova discarica arranca, Malagrotta è stata prorogata e le competenze restano relegate all'emergenza

Residenti in strada, enti locali in protesta, serrata del commissario all'emergenza sui rifiuti, l'Unione Europea pronta a condannare l'Italia e Malagrotta sempre in piedi. Oggi come nel 2011, l'anno dei rifiuti si chiude, inquietantemente, nello stesso modo.

UN ANNO FA - Era il 28 dicembre 2011 e l'iter per trovare una soluzione alternativa alla discarica più grande d'Europa veniva bloccato. Allora il prefetto Pecoraro, commissario precedente a Goffredo Sottile che comanda oggi l'emergenza, aveva indicato per la nuova discarica i siti di Riano e Corcolle. Lo  stop, invece, arrivò perché il Consiglio di Stato accettava il ricorso del Colari che contestava il decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri del 22 luglio scorso che aveva dichiarato lo stato di emergenza rifiuti nel Lazio e la successiva ordinanza recante la necessità di realizzare un sito alternativo per lo smaltimento dei rifiuti nella zona di Quadro Alto.
 

FINE 2012 - Oggi, il prefetto Sottile indica ancora Monti dell'Ortaccio, la gara per mandare i rifiuti all'estero indetta da Ama è andata deserta, la differenziata è claudicante e Malagrotta è ancora lì funzionante e pronta ad accogliere nuovi rifiuti, tal quale compreso, grazie all'ultimissima proroga che le è stata concessa. In questo nuovo quadro cambia, di poco, la posizione del Consorzio Colari, proprietario anche dell'area indicata da Sottile che vedrebbe spostare il proprio campo lavorativo di qualche chilometro, rimanendo sempre nell'area della Valle Galeria.
 

IL PROBLEMA DELLE COMPETENZE – Gran parte del problema dei rifiuti si è giocato sul rimpallo delle competenze degli enti locali coinvolti che, di volta in volta, si accusavano di inadempienze o incapacità selettive, mentre il problema restava e resta identico.
Le competenze territoriali in materia di rifiuti sono a cascata: dovrebbero partire dalla Regione, fino al Comune passando per la Provincia. Normalmente, la Regione Lazio vara un piano regione che individua gli ATO (Ambito Territoriale Ottimale ndr.) corrispondenti ai territori provinciali, qui subentra la Provincia che, a sua volta, all'interno di questi luoghi indica dei siti e, infine, il comune tra questi ne sceglie alcuni.

I SITI ALTERNATIVI - Trovandoci in una situazione di emergenza, però, gli enti locali perdono la solidità del loro ruolo in favore del commissario che incarna i poteri normalmente in mano agli enti. Fino a questa estate si era proceduto cercando un sito per ospitare la discarica alternativa a Malagrotta, ma nessuno di quelli indicati (Pizzo del Prete, Quadro Alto, Pian dell'Olmo, Corcolle, Allumiere, Bracciano, Monti dell'Ortaccio) è mai stato scelto. Ognuno presentava e presenta problemi che hanno indotto a scartarli tra le sollevazioni popolari. Zingaretti non ha mai fatto mistero di prediligere il sito di Allumiere che però non è mai stato tra quelli più considerati, al contrario di siti come Riano e Corcolle o Pizzo del Prete dove i residenti, i sindaci e anche il mondo della cultura hanno indetto manifestazioni e sit in di protesta, non ultime quella per la salvaguardia di Villa Adriana, patrimonio culturale, che sorge vicino Corcolle.
 

MONTI DELL'ORTACCIO - Tra questi siti, uno non ha mai smesso di essere indicato come possibile: Monti dell'Ortaccio, l'area della Valle Galeria a pochi chilometri da Malagrotta. Qui i residenti sono in lotta da marzo scorso quando questa ipotesi cominciò a circolare sempre più prepotentemente con l'escalation avvenuta ad agosto quando Sottile lo indicò pubblicamente come sito idoneo tanto da farlo arrivare in conferenza dei servizi a settembre. Unico tra tutti quelli indicati Monti dell'Ortaccio è stato il solo ad arrivare al parere tecnico della conferenza dove però, come ipotesi, è stato bocciato da tutti gli enti locali e dai tecnici presenti.
 

DIFFERENZIATA E PATTO PER ROMA - Intanto la città ha continuato a mantenere i problemi legati ai rifiuti con la raccolta differenziata che stenta a partire, un sostanziale flop dei punti mobili, gli scandali della municipalizzata e, infine, i problemi legati alla sperimentazione della nuova raccolta differenziata nel Municipio IV che dopo un mese dalla sua partenza ancora stenta. - Sulla differenziata si gioca un'altra parte importante della questione rifiuti: in molti tra gli enti locali, i comitati, le associazioni ambientaliste e anche il ministro dell'ambiente Clini guardano alla diversificazione dei rifiuti come un importante punto di arrivo per ridurre l'impatto in discarica e procedere a una gestione diversa dei rifiuti che si basi sempre più sul trattamento, gravando sempre meno sulla raccolta. Il Patto per Roma definito da Clini ad agosto passato prevedeva proprio questo: 65% di raccolta differenziata entro il 2016 e la piena efficienza degli impianti di Trattamento meccanico biologico (Tmb). Una soluzione per evitare la sanzione europea che ora, vista la proroga di Malagrotta, ci sarà.


L'anno dunque volge al termine portando con sé i nuovi e vecchi problemi dell'emergenza rifiuti della capitale che vedrà l'avvento del 2013 con i residenti della Valle Galeria ritornati in strada per difendere le loro case dalla costruzione di una seconda discarica a pochi passi da Malagrotta e la nuova figura del prefetto Sottile che diventa super-commissario per l'emergenza e incaricato per trovare il sito idoneo alla discarica alternativa. Parallelamente Malagrotta continuerà a funzionare  e  l'Unione Europea multerà l'Italia.

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