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Pestato a Monti, chiesta riesumazione del corpo. L'appello: "Lasciate in pace mio figlio"

La madre in una lettera al Presidente della Repubblica: "L'avvocato della difesa ha chiesto incidente probatorio con riesumazione della salma. Vogliamo impedire un simile accanimento"

A tre mesi dalla morte la difesa chiede la riesumazione del corpo. Il musicista Alberto Bonanni, picchiato il 26 giugno 2011 fuori da un locale al rione Monti, è morto lo scorso 6 dicembre, dopo tre anni e sei mesi di coma per trauma cranico.

Gli aggressori sono stati individuati e perseguiti. Due di loro, tutti tra i 17 e i 23 anni, sono stati condannati a nove anni, con rito abbreviato. Altri quattro rinviati a giudizio, condannati prima per lesioni gravi poi per tentato omicidio con pena di 13 anni e 6 mesi. 

I medici scoprirono anche un tumore cerebrale, "ma avrebbe vissuto altri venti anni" dicono i genitori. Gaetano Scalise, l'avvocato della famiglia Bonanni ha sempre affermato che "il ragazzo è in coma a seguito dei colpi ricevuti, colpi che hanno creato un'ematoma, la causa delle sue condizioni di salute".

Con la morte di Alberto, la magistratura ha riaperto il fascicolo processuale, commutando il capo d'accusa in omicidio. E il legale di uno degli imputati, l'avvocato Giulia Buongiorno, secondo le notizie riportate dalla madre, avrebbe chiesto l'incidente probatorio, quindi la riesumazione della salma per eseguire un'autopsia.

Ma famiglia, amici, conoscenti, si oppongono e chiedono a gran voce che il corpo del giovane non venga toccato. E' nata una fanpage, "Alberto non riposa in pace". E di seguito riportiamo uno stralcio della lettera firmata dalla madre della vittima e indirizzata al Presidente della Repubblica. 

Non sto a dirLe Presidente, quale sia il valore della vita del proprio figlio. Una mamma immagina sempre di essere accompagnata al cimitero, non di dover piangere dietro la salma del suo ragazzo. Mio figlio: educato e sorridente. Forte dell'orgoglio di chi vive una realtà di provincia con dignità e sacrificio, ostinato nel voler seguire le sue passioni, passioni che gli sono costate il prezzo piu'alto. Alberto viene aggredito perché colpevole di strimpellare con la chitarra per strada, quella chitarra che da sempre era il suo grande amore .

Il suo vivo ricordo non può essere scalfito da mere questioni legali e ulteriore accanimento sul suo corpo e sul nostro dolore, nostro e di tutta la popolazione del piccolo paese dove Alberto era nato e cresciuto.

Signor Presidente, ci rivolgiamo a Lei affinché intervenga presso il Tribunale di Roma per revocare l'incidente probatorio richiesto dalla difesa, e di conseguenza annullare la richiesta di riesumazione della salma e di autopsia, che risulterebbe un'ulteriore violazione e violenza del corpo di Alberto, già martoriato dalle percosse e dai quasi quattro anni di malattia e interventi chirurgici. La Magistratura ha la possibilità di valutare le ragioni della sentenza basandosi sull'infinità di documenti e perizie già agli atti.

Quali ulteriori dubbi dovrebbe fugare l'ennesimo martirio del corpo di Alberto e del nostro dolore ? Possibile non conti nulla la nostra espressa volontà di lasciare in pace il nostro ragazzo e di avere noi stessi la pace, l'unica cosa che chiediamo come esito di questa drammatica storia?

Signor Presidente, occorre fare presto perché la data della riesumazione è prevista per il 04 marzo 2015.

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