Simulavano furti di auto in leasing per poi rivenderle tramite un autodemolitore compiacente

Due le indagini parallele dei carabinieri che oltre a smascherare il sistema di rivendita di rifiuti ferrosi hanno scoperto una banda dedita al riciclaggio di auto rubate

Operazione Tellus

Non solo rovistaggi e roghi tossici, dal quale poi fatturare denaro illecitamente attraverso un rottamatore compiacente (qui la notizia), ma anche riciclaggio, furti di auto di grossa cilindrata e simulazione di furti di auto in leasing da fare 'sparire' in un autodemolitore compiacente per poi poterne rivendere i pezzi cannibalizzati sul mercato nero. Sono i nuovi dettagli che emergono nell'ambito della Operazione Tellus che ha portato nella giornata del 15 gennaio all'arresto di 15 persone, con 57 indagati in totale.

Oltre a rivendere ferro e metalli trafugati perlopiù nelle isole ecologiche, e poi dati alle fiamme nell'area della baraccopoli di via Salviati a Tor Sapienza, le indagini condotte dai Carabinieri Forestali di Roma, Rieti, Latina ed i Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Roma, coadiuvati dai militari dei Reparti Territoriali dell’Arma, hanno permesso di appurare come il centro di recupero rifiuti fosse anche il terminale di approdo, ai fini dell’occultamento, di rifiuti metallici provenienti da attività di autodemolizione e rottamazione svolta all’interno di un impianto in zona Tor Cervara. 

VIDEO | Blitz all'alba nella baraccopoli di via Salviati 

Lo sfascio, così come il rottamatore, era la base operativa di un gruppo strutturato di persone dedito alla ricezione di auto di lusso oggetto di furto o appropriazione indebita e di cui, dopo un rapido “ smontaggio”, ne venivano rivendute sul mercato (anche estero) alcune componenti come parti di ricambio, mentre ne venivano rottamate le carcasse.

Quest’ultima struttura associativa organizzata, composta con diversi ruoli e responsabilità da alcuni degli odierni indagati, era diretta alla commissione di più delitti (spazianti dalla simulazione di reato e dalla truffa alle assicurazioni alla ricettazione ed al riciclaggio di autovetture) , con un modus operandi che può essere così sintetizzato: 1) individuazione del potenziale veicolo oggetto dell’attività e contatto con il soggetto che ne aveva l’attuale disponibilità; 2) acquisizione dell’autovettura; 3) smontaggio delle varie componenti di valore ed occultamento; 4) smaltimento della sola scocca come rifiuto ferroso presso il citato centro di recupero rifiuti, che provvedeva immediatamente allo “ schiacciamento” ed all’invio alle acciaierie per la definitiva distruzione.

Sono stati infine accertati diversi casi in cui i proprietari o locatari in leasing dei predetti autoveicoli, fossero in accordo con i sodali dell’organizzazione, facendo in modo di far giungere i veicoli direttamente presso l’impianto di autodemolizione, denunciandone il furto solo successivamente e lamentando dinamiche di svolgimento dell’evento totalmente false, al fine di riscuotere il premio liquidato dalla compagnia assicurativa.

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