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Cronaca

Riccardo Casamassima, assolto dall'accusa di spaccio il carabiniere "super testimone" del caso Cucchi

L'appuntato che ha raccontato quanto accaduto nella caserma la sera del fermo del giovane era accusato insieme con la compagna. Entrambi sono stati assolti "perché il fatto non sussiste"

“La verità alla fine viene sempre fuori”: così Riccardo Casamassima, carabiniere e testimonie chiave nel processo sulla morte di Stefano Cucchi, ha commentato la sentenza di assoluzione dall’accusa di spaccio arrivata nei giorni scorsi.

Casamassima era a processo insieme con la compagna Maria Rosati, anche lei assolta. Per entrambi il gip del tribunale di Roma ha ritenuto che “il fatto non sussiste”, una pronuncia per cui gli avvocati della coppia, Serena Gasperini e Daniele Fabrizi, hanno duramente lottato: “Quando il giudice ci ha assolto in formula piena sono rinato e non sono riuscito a trattenere le emozioni - ha detto Casamassima - ho avuto un crollo e sono scoppiato in lacrime, troppo fango addosso a noi”.

"Abbiamo chiesto e ottenuto di procedere con il rito abbreviato perché volevamo che il giudice potesse fare tutti gli accertamenti del caso e chiarire l'intera vicenda. Dopo 7 ore di udienza, la discussione del pubblico ministero e la nostra, il giudice è entrato in camera di consiglio e dopo pochi minuti è uscito e li ha assolti con formula piena, prova evidente dell’inconsistenza e infondatezza della ricostruzione, che abbiamo definito all’inizio fantasiosa,  e che oggi, con contezza del processo, abbiamo definito anche forzata - hanno detto Gasperini e Fabrizi - È una grande soddisfazione. Come difensori di Riccardo sono anni che lo supportiamo e lo vediamo massacrato. Anche quando ha chiesto aiuto si è trovato davanti a procedimenti disciplinari, e se non fossimo riusciti a convincere il giudice ieri mattina Riccardo e Rosati avrebbero dovuto consegnare le divise. La tensione c’era, una grande responsabilità, anche per il filone di inchieste in cui Riccardo ricopre ruoli chiave".

Riccardo Casamassima e l'inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi

I fatti contestati risalgono al 2014, quando il nome di Casamassima saltò fuori in un'intercettazione legata a un’inchiesta su un giro di estorsione a carico di altri indagati. Inizialmente il fascicolo era rimasto a languire sui tavolo della procura di Roma, ma nel 2018 il nome del carabiniere era nuovamente emerso scorrendo una serie di verbali e intercettazioni in cui parlava con alcuni informatori in merito a partite di droga.

Comunicazioni necessarie per il lavoro di indagine svolto da Casamassima, hanno sempre sottolineato i suoi avvocati, ma la procura le ha inserite nel fascicolo in cui erano confluite anche le intercettazioni del 2014, aperto per il reato di spaccio. La procura aveva quindi chiesto 3 anni di reclusione per lui, e 2 anni e mezzo per la moglie (nominata a sua volta nella prima intercettazione), un iter giudiziario che si è concluso con l'assoluzione con formula piena.

Casamassima è stato uno dei testimoni chiave nell’inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi. Il suo racconto su quanto accaduto in caserma la sera in cui Cucchi venne fermato ha di fatto evitato che il caso venisse archiviato. Per la morte di Stefano la Corte di Assise di Roma ha condannato a 12 anni per omicidio preterintenzionale i carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro. Casamassima ha riferito anche in aula, nel corso del processo Cucchi Ter, di avere subito una quindicina di provvedimenti disciplinari e tre trasferimenti non voluti arrivati dopo la sua testimonianza sul caso.

L’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) aveva avviato accertamenti sull’operato di 6 ufficiali, chiarendo poi di non avere trovato vizi di legittimità riguardanti i provvedimenti disciplinari, escludendo “qualsiasi carattere ritorsivo o discriminatorio o persecutorio e sia qualsiasi demansionamento".

Assolto Casamassima, Ilaria Cucci: "In tanti gli chiedano scusa"

“Riccardo Casamassima e Maria Rosati sono stati assolti con formula piena dall’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Io e Fabio siamo molto felici - è stato il commento di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, dopo la notizia dell’assoluzione - Dopo tanto fango è il momento che in molti chiedano scusa anche a loro".

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