Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca

Riaperte le indagini su Acca Larentia: al vaglio volantini e registrazioni

La Digos sta lavorando sui due volantini che hanno rivendicato la strage. Ma e' soprattutto dalla rivendicazione audio che gli investigatori sperano di ottenere risultati

Riaperte a Roma le indagini sulla strage di Acca Larentia in cui il 7 gennaio del '78 furono uccisi due militanti del Fronte della Gioventu', Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, 19 e 18 anni. Mentre un terzo attivista, Stefano Recchioni, 19 anni, sarebbe stato ucciso da un carabiniere alcune ore più tardi durante gli scontri con le forze dell'ordine che seguirono i due delitti.

Il fascicolo aperto dal pm Erminio Amelio è al momento contro ignoti: si rileggono vecchie carte e si valuta se, con le più aggiornate tecniche investigative, è possibile sviluppare nuovi accertamenti. Un po' come avvenuto per l'altra inchiesta, di cui é titolare sempre il pm Amelio, l'unica finora ancora aperta sulle vittime degli anni di Piombo nella Capitale, quella per l'uccisione del giovane di sinistra Valerio Verbano.

Un mese fa il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, aveva rinnovato l'appello a riaprire le inchieste sui sei ragazzi di sinistra e gli undici di destra caduti in quegli anni. Per quanto riguarda la strage di Acca Larentia, secondo il Messaggero, i nuovi esami per fare luce sui volantini e sul nastro di rivendicazione sono partiti in gran segreto due mesi fa.

La Digos sta lavorando sui due volantini che hanno rivendicato la strage. Il primo dei "Nuclei armati di contropotere territoriale" e il secondo, politico, per chiarire la linea del "movimento". Con le nuove tecniche scientifiche potrebbero essere rilevate impronte invisibili nel '78. Ma e' soprattutto dalla rivendicazione audio che gli investigatori sperano di ottenere risultati.

LA REGISTRAZIONE - E' un nastro registrato, lasciato vicino a una pompa di benzina ad alcuni giorni dall'agguato, ad attribuirsi la titolarità della strage: "Un nucleo armato, dopo un'accurata opera di controinformazione e controllo alla fogna di via Acca Larentia, ha colpito i topi neri nell'esatto momento in cui questi stavano uscendo per compiere l'ennesima azione squadristica. Non si illudano i camerati, la lista è ancora lunga". Una voce contraffatta, registrata su una vecchia cassetta. Quel nastro adesso è stato affidato agli esperti della scientifica per essere "bonificato" e confrontato, attraverso una perizia fonica, la voce con quella di alcuni ex militanti rossi.

Le indagini, ricorda il Messaggero, non hanno portato a nulla fino all'88, quando in un covo delle Br, a Milano, è stata ritrovata la mitraglietta Skorpion usata in via Acca Larentia e in altri tre omicidi: quelli dell'economista Ezio Tarantelli, dell'ex sindaco di Firenze Lando Conti e del senatore Roberto Ruffilli. Sotto accusa erano finiti gli ex militanti di Lotta continua Mario Scrocca, Fulvio Turrini, Cesare Cavallari, Francesco de Martiis e Daniela Dolce, sfuggita alla cattura. Scrocca si è suicidato in cella, gli altri sono stati assolti per insufficienza di prove.

ALEMANNO - "Ringrazio a nome di tutta la città la Procura di Roma, e in particolare la Digos per aver riaperto le indagini sulla strage di Acca Larentia. Dopo la riapertura dell'indagine su Valerio Verbano, è estremamente importante questa nuova iniziativa per evitare che ancora oggi gravi sugli anni di piombo un alone di generale impunità e di mancato accertamento della verità storica e delle responsabilità giudiziarie". Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. "La strage di Acca Larentia - aggiunge - ha rappresentato uno dei momenti più bui della storia della lotta politica nella nostra città. Quella strage di innocenti militanti del Movimento Sociale ha aperto la strada ad una spirale di violenza che ha macchiato tutta la nostra città di sangue e di odio e proprio quella strage fu la tragica palestra dell'escalation criminale delle Brigate Rosse. Spero che i nuovi moderni mezzi di investigazione permetteranno finalmente di portare l' inchiesta a dei risultati concreti e definitivi".

RAMPELLI - "La riapertura delle indagini sulla strage del 7 gennaio 1978 da parte della Procura della Repubblica di Roma, grazie anche al proficuo lavoro della Digos, é d'importanza decisiva ai fini della volontà, dopo decenni di 'distrazioni', di assicurare alla giustizia i colpevoli di tanti crimini rimasti irrisolti e, contemporaneamente, di riconoscere il diritto di un'intera generazione a esercitare liberamente le proprie libertà politiche. La verità su quella stagione di odio, negata per oltre trent'anni, ha generato una recrudescenza efferata le cui conseguenze sono state pagate a caro prezzo da giovani generosi e innocenti, di destra e di sinistra. Mi auguro che le famiglie delle vittime conoscano la verità e, conseguentemente, abbiamo giustizia e che la stagione del terrore conosca finalmente quella soluzione politica da tanti auspicata, ma che è possibile solo dopo che la giustizia ha fatto il suo corso fino in fondo, senza lasciare ombre dietro di sé". E' quanto dichiara Fabio Rampelli, deputato di Fratelli d'Italia.

GASPARRI - "Sulla strage di Acca Larentia vogliamo la verità. Aspettiamo da 35 anni e siamo sgomenti perché la magistratura non ha mai voluto approfondire i tanti elementi che possono portare all'accertamento della verità. Ci sono inchieste giornalistiche, libri e racconti del brigatista rosso Savasta, che consentono di stabilire chi uccise i militanti di destra quella sera del 7 gennaio 1978 al Tuscolano. Basta con le inerzie. Tanti sanno la verità. Noi l'abbiamo letta tante volte. Possibile che la magistratura non proceda? Si può accertare tutto se finalmente si vorrà farlo". Lo afferma in una nota il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri.

STORACE - "Nuove indagini su Acca Larentia. Non illudeteci ma catturate finalmente gli assassini di Franco, Francesco e Stefano". E' quanto scrive su Twitter il segretario nazionale della Destra, Francesco Storace.

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