Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Riano: ad uno anno dai sequestri, arrivano gli sgomberi

Giovedì la forestale si è presentata in uno degli agglomerati sotto sequestro. La protesta dei cittadini però ha scongiurato lo sfratto. Si temono nuovi blitz. Simonelli (Pdl in provincia): "Tutelare le famiglie"

L'hanno ribattezzato il “paese abusivo” dopo che più di un anno fa il tribunale di Tivoli ha posto sotto sequestro 117 case. Nel corso di quest'anno Riano e le sue famiglie hanno vissuto alle prese con la paura. Paura per gli sgomberi, temuti e quasi sempre scongiurati, di quelle case che, a partire dal 2002, i residenti avevano acquistato in buona fede. Giovedì scorso l'ultimo episodio. La Forestale si è presentata alle porte del primo borgo  nella lista, “Colle del Drago”, e dopo aver bussato alle porte ha intimato lo sgombero ai suoi abitanti. 

 
Ad impedire però che l'opera fosse compiuta la protesta di una cinquantina di residenti, sdraiati sulla strada per impedire l'esecuzione del provvedimento. E la loro protesta è andata a buon fine visto che la forestale ha desistito ed ha rimandato a data da destinarsi. 
 
A Riano però ora la paura è grande. Già, perché il “paese abusivo” rischia di diventare il “paese sgomberato” perché tutti temono che la Forestale torni con nuove intimazioni di sfratto.
 
La zona di Riano è finita nell'inchiesta del pubblico ministero di Tivoli Luca Ramacci che ha ipotizzato il reato di lottizzazione abusiva. Queste case, secondo l'accusa, avrebbero dovuto avere destinazione agricola e non residenziale. Le accuse sono state confermate anche dal gip Cecilia Angrisano. Sotto indagine sono finiti il tecnico del Comune di Riano che ha firmato le licenze edilizie, i costruttori, i proprietari delle case e i notai che hanno rogitato gli atti di compravendita. 
 
I residenti sono in qualche modo vittime di questa situazione. Come raccontato un anno fa a Roma Today da uno dei residenti, “da agglomerati di case che avessero il terreno circostante coltivato e non prevedessero al loro interno opere di urbanizzazione si è proceduto ad una vera e propria lottizzazione che ha visto nascere delle villette di lusso, strade, aiuole, giardini privati e piscine sono sorte come funghi. Il comune non ha sbagliato a dare le concessioni edilizie ma a non controllare lo sviluppo dei lavori. I progetti presentati dei costruttori erano infatti inappuntabili sulla carta. Nella realtà sono stati completamente stravolti". 
 
Il capogruppo del Popolo della Libertà alla Provincia di Roma, Andrea Simonelli chiede alla Regione e al prefetto di tutelare le famiglie: “Fino al momento in cui saranno accertate le responsabilità appare doveroso tutelare queste famiglie garantendo un bene primario come la casa. Per questo mi farò promotore ancora una volta di una mozione in consiglio provinciale affinché da parte della giunta venga preso l'impegno di intervenire sul Prefetto per individuare soluzioni eque ed appropriate, e sulla Regione Lazio affinché si pronunci su questa vicenda dopo troppi mesi di silenzio".
 
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