Idi-San Carlo di Nancy: "Scongiurata la chiusura dell'ospedale"

Il segretario generale della Regione Lazio firma l'atto che revoca la chiusura delle attività del nosocomio annunciata per il 28 marzo. L'annuncio dei sindacati

Il pericolo era quello della sospensione dell'attività dell'ospedale. Questo quanto previsto per la giornata del 28 marzo dopo il tavolo tecnico che si è tenuto ieri in Regione Lazio con gli ispettori della Asl RmE che hanno consegnato alla dirigenza del gruppo un documento, a firma del direttore generale dell'Azienda Sanitaria, in cui si comunicava "la sospensione delle attività dell'ospedale San Carlo di Nancy". A renderlo noto il Segretario Responsabile della Uil Fpl di Roma Sandro Bernardini, che ieri spiegava come il provvedimento avrebbe potuto comportare "il blocco immediato delle accettazioni di ricovero programmate, in emergenza e urgenza; dell'attività Chirurgica, delle attività di assistenza specialistica ambulatoriale". E l'immediata dimissione e trasferimento dei pazienti ricoverati.

CHIUSURA SCONGIURATA - Pericolo di sospensione delle attività rientrato ieri sera con un atto firmato dal segretario generale della Regione Lazio che ha scongiurato la chiusura temporanea dell'ospedale San Carlo di Nancy che oggi sarà aperto regolarmente. "Tutti i sindacati hanno lasciato il tavolo in Regione - le parole del segretario generale Fp Cgil Roma e Lazio Natale Di Cola dopo il tavolo in Regione sull'Idi -. Abbiamo ottenuto che il segretario generale della Regione firmasse un provvedimento con il quale si scongiura la chiusura dell'ospedale S.Carlo", gli ha fatto eco Roberto Chierchia segretario generale della Cisl Fp Roma.

REGIONE LAZIO - "L'ospedale S. Carlo di Nancy proseguirà le attività assistenziali", conferma la Regione Lazio: "La nota del Direttore sanitario della Asl RmE - hanno spiegato da via Cristoforo Colombo - non va intesa come rivolta a produrre l'effetto della chiusura della struttura ospedaliera". Nel documento inviato dalla Regione Lazio - in cui si fa riferimento alla nota del 26 marzo del direttore della Asl RmE, Maria Sabia, - si precisa che "il dispositivo della sospensione dell'autorizzazione all'esercizio del presidio deve essere attuato tenendo in considerazione l'obiettivo del minimo pregiudizio per lo svolgimento delle funzioni assistenziali". "Con tale obiettivo - continua la nota - la sospensione dell'autorizzazione va interpretata selettivamente con riferimento alle unità organizzative dell'azienda che necessitano degli interventi di conformazione alle prescrizioni fornite dalla stessa ASL in data 12 febbraio 2013, ovvero con una calendarizzazione degli interventi tale da non compromettere la funzionalità complessiva della struttura". "La corretta interpretazione della citata determinazione regionale del 22 marzo 2013 - conclude la Regione Lazio - comporta il proseguimento della attività assistenziali dell'ospedale per gli accessi al pronto soccorso. Resta altresì ferma l'esigenza di assicurare la continuità per l'intero percorso assistenziale dei pazienti attualmente ricoverati, compresa l'attività di emergenza".

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SITUAZIONE GRAVE - Revoca della sospensione delle attività che non risolve comunque i problemi dei dipendenti del nosocomio, da mesi in lotta contro tagli e stipendi mai arrivati: "Resta comunque grave a nostro parere che gli organi tecnici della Regione abbiano contraddetto le intenzioni politiche che il presidente della Giunta aveva condiviso con le parti sociali nella riunione del 22 marzo scorso - prosegue Chierchia della Cisl Fp Roma -. Dopo la conclusione del tavolo abbiamo incontrato i lavoratori del San Carlo di Nancy che aspettavano sotto la sede della giunta in attesa di risposte e li abbiamo rassicurati: domani l'ospedale rimane aperto. Ora restiamo in attesa che i tavoli tecnici sul rilancio dell'Idi riprendano il loro corso". Dalla Ugl Sanità Antonio Cuozzo ha infine aggiunto: "Ci è stata data assicurazione che non verrà compromessa la funzionalità complessiva della struttura. Dopo tali garanzie abbiamo lasciato la Regione".

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