Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Referendum Atac, Radicali: "Aggredito nostro militante"

Un nuovo episodio di violenza, questa volta nei pressi del laghetto dell'Eur. È la denuncia di Radicali italiani e Radicali Roma nell’ambito dei "Referendum Days" della campagna "Mobilitiamo Roma" per la messa a gara del trasporto pubblico locale.

Un nuovo episodio di violenza, questa volta nei pressi del laghetto dell'Eur. È la denuncia di Radicali italiani e Radicali Roma nell’ambito dei "Referendum Days" della campagna “Mobilitiamo Roma" per la messa a gara del trasporto pubblico locale nella Capitale. La prima aggressione, solo verbale, denunciata dai Radicali risale ai primi di luglio nei pressi del mercato di Villa Gordiani. Stavolta, raccontano Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, e Alessandro Capriccioli, Segretario di Radicali Roma, l'aggressione "non si è limitata agli insulti, alle minacce e al tentativo di strappare i moduli con le firme, ma è arrivata fino agli spintoni, cui non hanno fatto seguito conseguenze peggiori solo grazie all'atteggiamento pacato e nonviolento del nostro compagno”, ovvero il 38enne Edoardo Sansa. 

Edoardo, ci racconta cosa è successo ieri? 
Ero al parco di viale Oceania e stavamo volantinando e raccogliendo le firme per il referendum. Mi sono imbattuto in una persona che poi si è qualificata come dipendente Atac. Si è avventato contro di me, ha accartocciato i volantini e li ha buttati nel cestino. Poi si è nuovamente avvicinato e mi ha dato uno spintone. 

Perché?
Ha detto che stiamo creando una macelleria sociale. Che con il nostro referendum produrremo solo licenziamenti e abbassamento di reddito. Ha aggiunto anche che, se non fosse stato per la presenza dei suoi figli, mi avrebbe dato fuoco. Ripeteva ossessivamente che lo stavo costringendo a fare quello che stava facendo davanti ai figli. In effetti credo, nella concitazione, che con lui ci fosse una bimba, forse la figlioletta, in bici.

È finita lì?
No. Abbiamo continuato a camminare insieme e parlare, sempre con toni accesi. Poi un altro compagno ha cominciato a filmarci con un telefonino. L'aggressore non l'ha presa bene, gli si è avvicinato e gli ha detto di buttare immediatamente il video. Alla fine se ne è andato, ma è tornato in un secondo momento e si è messo a filmarci a sua volta. "Così siamo pari", ci ha detto. Mah.

È da molto che milita?
Mi sono unito a settembre dello scorso anno, con la campagna "Legalizziamo". Ho volantinato per questa campagna sul tpl un po' in tutta Roma.

E secondo la sua esperienza come stanno reagendo i cittadini romani che incontrate e che tentate di coinvolgere? 
Ieri mattina ero a Piramide, all’uscita della stazione della metro e del trenino Roma-Ostia. C’erano diversi conducenti del tpl. Anche passando in mezzo a loro, volantinando e urlando i nostri slogan, non abbiamo avuto problemi. Magari non ti guardano bene, ma nessuno si permette di controbattere. Piuttosto ti ignorano. Dalla gente comune d'altro canto, ci aspettavamo reazioni più forti. I cittadini si lamentano molto ma poi all’atto di firmare manifestano una certa ritrosia. Forse si diffida dello strumento. Di certo ci fanno notare che non c’è molta informazione su questa raccolta firme. 

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