Rebibbia: agenti della penitenziaria aggrediti in carcere da due detenuti

Le violenze seguono di poche ore una precedente aggressione avvenuta sempre nella casa circondariale della via Tiburtina

Immagine di repertorio

Ancora alta tensione nel carcere di Rebibbia a Roma, già al centro delle cronache per l’aggressione violenta a due poliziotti penitenziari da parte di un detenuto nella cui cella è stato sequestrato un coltello artigianale. Tra il 7 e l'8 febbraio altri tre agenti di Polizia Penitenziaria sono stati aggrediti e feriti da altrettanti ristretti della Casa Circondariale Nuovo Complesso di Rebibbia.

Agenti aggrediti a Rebibbia 

Ricostruisce l’accaduto Maurizio Somma, Segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: "La situazione resta allarmante nelle nostre carceri, a Rebibbia in particolare. Un detenuto romano ristretto al Reparto G12 che si era introdotto in una stanza, al richiamo del poliziotto penitenziario di servizio, con un gesto repentino si voltava e gli dava uno schiaffo in pieno volto, Il pronto intervento di altri colleghi che sono intervenuti ha evitato che la situazione volgesse al peggio". 

Seconda aggressione 

"Questa mattina (ieri ndr) nuova colluttazione, provocata da un detenuto marocchino che, richiamato per una contestazione disciplinare, è andato in escandescenza aggredendo il personale li operante tra cui due Sovrintendenti, uno dei quali colpito in pieno volto anche con un oggetto che gli dovrebbe aver spaccato leggermente il labbro internamente. È da sottolineare che nell'ultimo periodo diversi detenuti di Rebibbia provocano con strafottenza modi inurbani e arroganza i poliziotti penitenziario, creando sempre situazioni di grande tensione. Il Sappe - prosegue Somma - esprime solidarietà ai colleghi coinvolti nei gravi episodi e augura loro una veloce ripresa e ritorno in servizio. Queste aggressioni sono intollerabili. Noi non siamo carne da macello ed anche la nostra pazienza ha un limite"

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Riforma penitenziaria che mina la natura di pena e carcere 

"Il Governo, attraverso l’Amministrazione Penitenziaria ed il Ministero della Giustizia, anziché adottare provvedimenti che garantiscono ordine e sicurezza nelle carceri - conclude Somma -, vuole approvare una riforma penitenziaria che mina proprio la natura stessa di pena e carcere, depotenziando anche il ruolo della Polizia Penitenziaria. E questo è grave e inaccettabile".

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