Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Il razzo cinese è caduto nell'Oceano Indiano

Dopo l'allarme di venerdì sera per dieci regioni del centro sud, tra cui il lazio, e una giornata di sabato trascorsa a caccia di notizie su atterraggi in Italia, nella notte il cessato allarme

Allarme cessato. Il razzo cinese che ha allertato la protezione civile italiana alla fine è caduto nell'Oceano Indiano, non lontano dalle isole Maldive. Dopo l'allarme di venerdì sera per dieci regioni del centro sud, tra cui il Lazio, e una giornata di sabato trascorsa a caccia di notizie su atterraggi in Italia, nella notte c'è stata la notizia. 

Sono caduti nell'Oceano Indiano i detriti del secondo stadio del razzo cinese Lunga Marcia: secondo quanto spiegato dall'agenzia spaziale cinese Cnsa gran parte del relitto di 18 tonnellate si è disintegrata al contatto con l'atmosfera, poco dopo le 4 del mattino ora italiana. Secondo l'emittente governativa Cctv, i resti della navicella sono rientrati nell'atmosfera sorvolando il Mar Mediterraneo e sono caduti nelle acque internazionali al largo delle Maldive.

Sia il Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America (Norad) che l'agenzia russa Roscosmos hanno confermato che il rientro nell'atmosfera sarebbe avvenuto sul cielo delle Maldive. Non è noto se i detriti abbiano colpito la terra o l'acqua.

Che fine ha fatto il razzo cinese

Gli esperti avevano avvertito del pericolo per il possibile impatto sulla Terra della sezione principale del veicolo di lancio lunga 30 metri, il velivolo che aveva portato giovedì scorso nello spazio il modulo centrale Tianhe della nuova stazione spaziale cinese

Si è quindi verificato senza impatti il passaggio del detrito spaziale sulla traiettoria che interessava buona parte dell'Italia: si è a lungo temuto che i detriti del razzo potessero finire nel bacino del Mediterraneo ma l'allarme è rientrato nelle prime ore della notte italiana. Tra i territori sorvolati dal razzo rientrano anche le dieci regioni italiane per le quali il dipartimento di protezione civile ieri sera ha emesso una nota di allerta invitando i cittadini a restare al chiuso durante la finestra compatibile di transito. 

Esperti spaziali avevano avvertito del pericolo derivante dal rientro di possibili detriti della sezione principale di 20 tonnellate e 30 metri di lunghezza del veicolo di lancio, uno dei più grandi pezzi di detriti spaziali di sempre a tornare sulla Terra.

Nel maggio 2020, i detriti di un altro razzo Long March 5B sono caduti sulle parti rurali della Costa d'Avorio, causando danni a diversi edifici nella nazione dell'Africa occidentale.

Il video del razzo cinese mentre precipita a terra

Se nel frattempo il web ha ovviamente preso con ironia la faccenda, c'è chi, come l'associazione dei consumatori Codacons, già si dice pronta ad intentare causa nel caso i detriti del razzo possano provvocare danni a cose o persone. Coldiretti dal canto su stima in 5 milioni i bovini e ovini (mucche e capre) che potrebbero restare vittima di un eventuale impatto. 

Quello che è certo è che la vicenda lascerà il suo strascico di polemiche: è urgente una regolamentazione dello Spazio a noi più prossimo visto le velleità delle agenzie spaziali e delle aziende private che hanno iniziato una vera e propria nuova corsa alle stelle.

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