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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Cronaca

Il rave party di Valentano, tra fatti e fake news

Dagli stupri alle due vittime passando per i cani morti, molto si è detto sul teknival Space Travel, ma non tutto corrisponde al vero. E resta il dubbio su come sia possibile che ciò che non trova riscontro sia dato come tale

All’indomani dallo sgombero del maxi rave di Valentano, sulle sponde del lago di Mezzano, nel viterbese, in quei 30 ettari di terreno agricolo in cui si sono radunate circa 8.000 persone e centinaia di veicoli restano solo i rifiuti e gli interrogativi. Moltissimi, in entrambi i casi. Ma se nel caso dei rifiuti la bonifica aiuterà a restituire l’area alla legittima destinazione, sugli interrogativi sono le forze dell’ordine, e la procura, a dover fare chiarezza. Un’impresa difficilissima, complici la mole di persone che ha partecipato al “Teknival Space Travel” e le tante indiscrezioni che si sono diffuse via chat e online, in gran parte non verificate ma filtrate come accertate.

L'unica vittima, il 25enne Gianluca

La prima macro questione su cui è necessario fare chiarezza riguarda le morti avvenute nei 6 giorni di rave. L’unica accertata e confermata ufficialmente da questura e carabinieri è un giovane di 25 anni, Gianluca Santiago, che a Ferragosto si è immerso nelle acque del lago di Mezzano e che vi è stato ritrovato senza vita lunedì. Nelle ore successive si era diffusa la voce, ripresa anche dai media, che un’altra persona fosse morta durante il teknival, indiscrezioni che parlavano di un giovane finito in coma etilico o morto di attacco di cuore durante la non-stop di ballo, musica, alcol e droghe. Seconda vittima di cui però né i carabinieri né la questura sono a conoscenza, e che non trova riscontro in alcun tipo di intervento o denuncia.

Eppure la voce ha continuato a essere spinta e sospinta, e giovedì un messaggio attribuito agli organizzatori del rave ha iniziato a circolare rafforzandola: nel testo, passato di chat in chat e scritto in italiano, inglese e francese, si chiedeva di “restare a casa”, perché il rave sarebbe finito proprio giovedì nel rispetto delle due morti, “una giovane donna annegata e un altro ragazzo”. Un messaggio attribuito anche a Suburbass, dj della Repubblica Ceca che si è esibito sui palchi allestiti nel terreno dell’alta Tuscia: anche questo un errore, come confermato dallo stesso dj, che in un lungo post su Facebook ha chiarito di averlo soltanto rilanciato, ma non scritto, e ha invitato a “smetterla di accusarmi di diffondere fake news. Volevo solo condividere e diffondere il messaggio dell'organizzazione sulla loro decisione di fermare il teknival e sui motivi, avvertire anche le persone che erano sulla strada per unirsi alla festa di non venire. Una o due vittime non cambieranno lo scopo del messaggio".

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Free party e rave illegali

Eppure molto di quanto è stato detto e scritto sul rave - un Free Party, per essere precisi - rientra nell’ambito del sentito dire. Da qualcuno che ha parlato con qualcuno che ha partecipato, da un post condiviso sui social, dall’inoltro del contenuto di presunte chat di Telegram blindate in cui i “raver” ricevono le coordinate geografiche e temporali per partecipare a questo tipo di eventi. Free Party che non sono né una novità né di fatto illegali, tralasciando ovviamente la vendita di droga e la violazione (quella sì evidente dalle foto e dai video condivisi in rete e nelle ultime ore spariti in gran parte) delle norme anti covid: si tratta di festival “spontanei”, organizzati da diversi gruppi che si occupano di portare l’attrezzatura e di allestire la location, e l’ingresso è libero, senza biglietto da pagare, anche se ci sono altre fonti di guadagno come la vendita di cibo e bevante.

Chiaramente, nel caso del rave del viterbese ci sono diversi ordini di problemi: il terreno su cui si è tenuto è una proprietà privata, e il proprietario ha detto più volte che non aveva idea di cosa sarebbe accaduto; c’è poi il capitolo della vendita di droga e dei ricoveri per abuso di alcol, che però - va detto - sono stati meno rispetto a quanto riportato, i numeri ufficiali sono di 7, e tutti sarebbero in buone condizioni di salute. Si è parlato poi molto anche di due presunti stupri, che anche in questo caso non hanno trovato conferme ufficiali: non risulterebbero denunce in questo senso, e le forze dell’ordine non l’hanno confermato.

Gli stupri e i cani morti

“Se si da ascolto a tutti sui gruppi Facebook - ha giustamente fatto notare sempre Suburbass - Ci sono più di sei vittime, oltre che cani” che sarebbero morti per caldo e sete. Anche in questo caso si tratterebbe però di voci raccolte tra i partecipanti al rave. Che non sono stati sgomberati nel vero senso della parola, ma che hanno iniziato ad allontanarsi nella notte tra mercoledì e giovedì, quando il clamore mediatico ha iniziato a sollevarsi sempre più impetuoso e si parlava di “trattative tra forze dell’ordine e organizzatori”. Cosa in realtà probabile, trattandosi di un rave cui partecipavano migliaia di persone e che non avrebbe potuto essere interrotto con la forza.

Anche qui, va considerato il fatto che l’unica vittima accertata è morta non per un gesto violento che giustificasse, per esempio, un arresto: una fatalità, malore fulminante o (pare più probabile) annegamento, ma a fare chiarezza sarà la procura, che ha aperto un'inchiesta, con gli esiti dell’autopsia. Giovedì mattina la maggior parte dei partecipanti al teknival aveva già lasciato la zona, accogliendo la richiesta degli organizzatori, e non sono stati registrati disordini, ma semplici procedure di identificazione. Che poi potrebbero arrivare denunce, anche quello è ancora da confermare e saranno le forze dell'ordine a decidere per chi e per quale reato.

Il focolaio di covid

Resta certamente in piedi il tema del possibile contagio da coronavirus, visto che durante il free party quasi nessuno indossava la mascherina e le giornate sono trascorse tra danze di gruppo davanti alle casse tra giovani in gran parte alterati da alcol e droghe. Però a oggi si è parlato di un solo ragazzo risultato positivo, e senza sintomi: portato in ospedale per intossicazione è stato - come prevede il protocollo - sottoposto a tampone, e da qui si è scoperta l’infezione. Di focolai, però, è (sarebbe) ancora troppo presto per parlare.

Quando accaduto non allo Space Travel, ma intorno allo Space Travel, lo riassume insomma bene ancora una volta Suburbass: "Chi mi ha scritto che dovevo verificare personalmente le info prima di condividere e pubblicare questo comunicato, ho solo copiato/incollato il testo e fatto la traduzione, come tante tante pagine di soundsystem. Questo è tutto. Non sono un giornalista e non devo fare indagini".

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