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Ecomafie: il Lazio scende al quinto posto, ma preoccupa il cemento illegale

Nell'annuale rapporto di Legambiente migliora la situazione generale della Regione, ma peggiora la situazione relativa all'abusivismo e al cemento illegale. Marrazzo: “Nel Lazio è in atto un'aggressione del territorio”

Il Lazio si colloca al quinto posto nella classifica delle regioni italiane per gli illeciti ambientali. Migliora quindi la posizione, visto che l'anno scorso la regione era al quarto posto, ma preoccupa e non poco la situazione del cemento illegale.

I dati sono del rapporto Ecomafie di Legambiente che evidenziano il record per quanto riguarda le persone denunciate (2.234) che  che aumentano del 18 per cento, 2.086 infrazioni compiute, 6 reati al giorno, l'8,1 per cento del totale nazionale di 25.766, con una diminuzione del 20 per cento.

Numeri quasi uguali per le infrazioni ed i reati compiuti nel ciclo dei rifiuti (288 infrazioni nel 2007 e 291 nel 2008), più che dimezzati quelli sugli incendi (1.000 infrazioni nel 2007 e 481 nel 2008), crescono invece le infrazioni nel ciclo del cemento (661 infrazioni nel 2007 e 774 nel 2008).

Le persone denunciate sono passate da 1.882 a 2.234, mentre sono soltanto 13 quelle arrestate, per una percentuale del 10 per cento sul totale nazionale. Crescono addirittura del 28 per cento i sequestri effettuati, che salgono da 714 a 915, ovvero il 9 per cento della quota italiana.

A preoccupare è soprattutto il cemento illegale che vede il Lazio passare al terzo posto, superando addirittura la Sicilia. Sono quasi raddoppiate in un anno le persone denunciate e così pure i sequestri. Ma se il ciclo illegale del cemento resta uno dei business più proficui per la criminalità organizzata, esiste anche un sistema virtuoso di legalità organizzata, come quello realizzato in provincia di Trapani grazie a un progetto di riutilizzo sociale dei beni aziendali confiscati alla mafia.

Francesco Rutelli del Partito Democratico ha così commentato i dati del Lazio: "C'é una situazione molto seria della quale si è occupata anche la stampa internazionale. Ci sono alcune parti del Lazio meridionale dove questa presenza è invasiva e dove vengono sciolti alcuni consigli comunali. Qui, come altrove, la presenza dello Stato deve essere molto ferma".

Anche il Governatore Marrazzo si allinea a Rutelli. "I dati diffusi oggi da Legambiente attraverso il dossier 'Ecomafia 2009' confermano una sistematica aggressione del territorio del Lazio da parte della criminalità organizzata, come andiamo dicendo da tempo. Sappiamo che, nonostante il parere di qualche sparuto negazionista, il nostro territorio é nel mirino della criminalità, soprattutto per quanto riguarda alcuni particolari modelli di business illeciti, come quelli legati all'abusivismo o allo smaltimento dei rifiuti. Per questo, ritengo fondamentale che la politica e le istituzioni, anche a livello nazionale, diano segnali forti".
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