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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca Centro Storico / Piazza di San Lorenzo in Lucina

Controlli antidroga per rapinare turisti: sgominata banda di falsi poliziotti

Le indagini, dell'operazione Fake Cops, hanno inoltre permesso di accertare come molti degli indagati erano giunti clandestinamente in Italia, seguendo la rotta Turchia-Grecia-Italia

Cinquanta colpi messi a segno di cui 14 nella sola Capitale. Trenta arresti in totale ed una fitta rete di fiancheggiatori e ricettatori. Questi alcuni dei numeri della Operazione Fake Cops che ha portato i carabinieri del Comando Provinciale di Roma a decapitare una banda di rapinatori. Una complessa indagine che ha portato all'arresto questa mattina all'alba di 13 rapinatori, quasi tutti di nazionalità iraniana, mentre altri due sono ancora attivamente ricercati. Una banda temibile, che rapinava i turisti nella Capitale fingendosi appartenenti alle forze di polizia e simulando controlli antidroga, con successiva ricettazione dei preziosi derubati. Un giro di affari che nei soli cinque mesi di indagine gli avrebbe fruttato almeno 150mila euro, ma i guadagni potrebbero essere stati molto maggiori (si stima intorno ai 500mila euro). 

STATUS DI PROFUGHI - Agli indagati è stata applicata un’ordinanza che dispone misure cautelari detentive, emessa dal Tribunale di Roma. Dovranno rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine ai danni di turisti. Cinquanta i colpi accertati, senza considere quelli non denunciati alle forze di polizia (25 a Milano, 14 a Roma, 10 nelle Marche ed uno a Taranto). Una banda arrivata in Italia sulla rotte dei migranti Turchia-Grecia-Italia, pagando in Turchia circa 3.000 euro ciascuno per la traversata a bordo di gommoni; giunti nel Bel Paese si presentavano alle Autorità per farsi identificare e ottenere permessi di soggiorno temporanei con lo status di “profugo”.

RAPINA IN VIA SISTINA - Emblematico del loro modo di operarare sono alcune rapine messe a segno nella Capitale. In particolare la banda sfruttava la situazione di smarrimento dei turisti facendo leva sull'allerta terrorismo che riguarda anche la Capitale. Propensi, visto l'allarme, a farsi controllare dai finti poliziotti che parlavano inglese fluentemente, le vittime molte volte permettevano alla banda di operare senza particolari difficoltà. Come nel caso di una coppia di cittadini statunitensi. In quel caso marito e moglie vennero avvicinati in via Sistina per un controllo antidroga. Alla vista del Rolex al braccio delle due vittime, i rapinatori gli hanno quindi consigliato di toglierli onde evitare possibili furti facendogli vedere come nasconderli. Una volta che l'uomo ha consegnato il prezioso orologio al criminale questi però lo ha messo dentro al borsello della vittima allontanandosi. In un altro caso una coppia di turisti venne rapinata di 12mila euro cash sempre in Centro Storico

BASE LOGISTICA - Gli sviluppi investigativi hanno consentito di individuare in totale 29 indagati, con base logistica a Castel Volturno (in provincia di Caserta), che colpivano come detto in tutta la Penisola e alloggiavano durante la preparazione delle scorribande presso camping, residence o alberghi (dove risiedevano per non più di 4 giorni) a ridosso dei grossi centri urbani prediligendo la Capitale (in zona Aurelio, Cassia e Torrenova), Milano, Venezia e  Firenze, utilizzando sempre documenti e distintivi falsi.

Operazione Fake Cops

GLI ULTIMI ARRESTI - Nello specifico dell'ultimo blitz di questa mattina, l’ordinanza di applicazione di misure cautelari è stata emessa a carico di 11 persone (10 stranieri, quasi tutti iraniani, tra cui anche due donne e un italiano). Due dei destinatari sono sfuggiti alla cattura e sono tuttora ricercati.

RESINDENCE IN VIA CASSIA - I destinatari dell’ordinanza sono stati catturati a Roma e provincia tranne due, che i Carabinieri hanno dovuto raggiungere a Massafra (Taranto). Nelle fasi esecutive di questa mattina, presso un residence di via Cassia, dove i Carabinieri erano intervenuti per l’arresto di alcuni destinatari dell’ordinanza, altri quattro cittadini iraniani, alla vista delle uniformi, sono letteralmente saltati dal letto, tentando di scappare reagendo violentemente. Tutti e quattro sono stati arrestati per resistenza e violenza a pubblico ufficiale; trovati anche in possesso di distintivi falsi, utilizzati per ingannare e rapinare i turisti.

AVVIO DELLE INDAGINI - L’ordinanza è stata emessa dal G.I.P. del Tribunale dei Roma, Dottoressa Maddalena Cipriani che ha accolto le richieste avanzate dal Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Roma, Dottor Mario Dovinola . L’attività d’indagine, condotta dai Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina, dal mese di agosto 2015 al mese di gennaio 2016, ha avuto inizio a seguito dell’arresto, avvenuto il 23 agosto 2015, in via Barberini, di uno dei componenti l’organizzazione, che aveva tentato di sfuggire ad un controllo, scappando a folle velocità e contromano su via del Tritone e poi impattando con un'auto in via Barberini, tentando anche di speronare l’auto dei Carabinieri, insieme ad altri due complici riusciti a dileguarsi.

MODUS OPERANDI - Il loro modus operandi era quello di aggirarsi nei centri cittadini, nei luoghi maggiormente frequentati da turisti, a bordo di autovetture che per modello e colore potevano essere scambiate per auto-civetta in uso alle forze di polizia, risultate poi tutte intestate a dei “prestanome”, e una volta individuato il turista da colpire, lo fermavano energicamente presentandosi come agenti, mostrando loro un falso distintivo e, con la motivazione fittizia di controlli antidroga, effettuavano perquisizioni personali sottraendo ai malcapitati denaro o altri oggetti di valore (orologi, gioielli eccetera.), in molti casi, per guadagnare la fuga, usando anche violenza ai danni delle vittime.

RICETTAZIONE DELLA REFURTIVA - Le indagini hanno permesso di accertare, inoltre: consolidati canali di ricettazione, costituiti da titolari di gioiellerie e Compro-Oro, che erano a disposizione dell’organizzazione per l’acquisto dei preziosi rubati. Uno di loro, un orafo romano è stato poi condannato alla pena degli arresti domiciliari. 

SOCIETA' FITTIZIE - Il gruppo criminale, in soli cinque mesi d’indagine, vengono attribuite decine e decine di rapine, con un giro di affari di centinaia di migliaia di euro. I proventi venivano spartiti tra i vari sodali, in proporzione ai ruoli ricoperti all’interno dell’organizzazione criminale. Nel corso delle indagini sono stati eseguiti riscontri operativi con arresti in flagranza in varie regioni italiane. Cinque persone, tra cui l’italiano destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare, sono state denunciate in stato di libertà per ricettazione. Quattro autovetture utilizzate per commettere le rapine e intestate a società fittizie e prestanomi sono state sequestrate.

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