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La rapina messa a segno nel novembre del 2017

La rapina messa a segno nel novembre del 2017

Rapinato degli incassi delle slot machine da due banditi armati di pistola

Sono stati i carabinieri a ricostruire i fatti e ad arrestare due banditi. Il colpo venne messo a segno nella zona di Cinecittà

Lo hanno sorpreso mentre risaliva in auto, poi, sotto la minaccia di una pistola, lo hanno rapinato degli incassi delle slot machine appena ritirati. Era il novembre del 2017. A distanza di due anni i Carabinieri delle Stazioni Roma Cinecittà e Roma Appia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari nei confronti di due pregiudicati romani, ritenuti responsabili di rapina aggravata, su richiesta della Procura della Repubblica – sezione reati gravi contro il patrimonio e gli stupefacenti, coordinata dalla Dottoressa Lucia Lotti.

L’attività investigativa - rientrante in una più ampia progettualità di contrasto ai reati contro il patrimonio posta in essere dalla Compagnia Carabinieri Roma Casilina – ha riguardato una rapina a mano armata subita nel mese di novembre 2017 da un dipendente di una società privata, incaricato del ritiro incassi dalle slot machine installate negli esercizi commerciali del quadrante sud-est della Capitale. 

VIDEO | La vittima sorpresa in auto dai due rapinatori 

Nella circostanza, l’uomo era stato sorpreso mentre risaliva a bordo dell’autoveicolo di servizio, dopo aver prelevato la somma di denaro da un bar in zona Cinecittà. A quel punto i due soggetti, con volto parzialmente travisato, salivano a bordo del veicolo costringendo la vittima sotto la costante minaccia di una pistola a guidare fino a raggiungere una zona isolata a Torre Spaccata, dove si impossessavano dell’intera somma di denaro che la vittima aveva prelevato fino a quel momento, fuggendo subito dopo.

Le indagini, basate principalmente sulla visione di alcuni filmati di videosorveglianza e sulla attività informativa svolta sul territorio, hanno consentito di risalire alla identità di entrambi gli autori, che sono stati riconosciuti senza ombra di dubbio dalla vittima.

Gli arrestati sono stati tradotti presso la casa circondariale di Regina Coeli.

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