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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca Testaccio / Via Galvani

Rapine violente ai giovani di Testaccio: sgominata la banda del "1998"

Quattro le ordinanze di misura cautelare nei confronti di quattro minorenni. Nove i colpi a loro carico, indagini su altri 8 soggetti

Avevano dei tatuaggi di appartenenza come le gang americane. Dei rapinatori violenti e senza scrupoli che hanno messo a segno almeno nove colpi ai danni di minorenni, soprattutto nella zona di Testaccio. A sgominare parte della banda i carabinieri della Stazione Roma Aventino a conclusione di una complessa attività di indagine a carico di 12 soggetti.

QUATTRO ORDINANZE -  In particolare i militari dell'Arma hanno eseguito un'ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Tribunale per i Minorenni di Roma nei confronti di 4 minorenni, italiani, di età tra i 15 e i 17 anni, per i reati di rapina aggravata in concorso e porto abusivo di arma da taglio.

COLPI A TESTACCIO - Le attività investigative condotte dai militari, da maggio a luglio, sono iniziate dopo una rapina avvenuta nello storico quartiere di Testaccio, commessa dai 4 minori, armati di coltello e noccoliera, ai danni di 2 ventenni universitari che avevano appena prelevato del denaro contante dal bancomat, prima di recarsi nei locali della movida tra via Galvani e via di Monte Testaccio

GANG DI TESTACCIO - Grazie ad alcuni elementi forniti dalle vittime, i militari hanno potuto orientare l'attività investigativa verso un gruppo di minorenni residente nella stessa zona di Testaccio, già noto per bravate, provenienti da famiglie problematiche, che si incontravano in una pizzeria della zona.
 
PROFILI SOCIAL NETWORK - Monitorando i profili personali dei sospettati sui social network, i militari sono risaliti alle frequentazioni e ai legami della banda, che aveva anche una sorta di codici distintivi di appartenenza, ossia tatuaggi di un certo tipo, ed in particolare la cifra «1998», anno di nascita di molti dei
componenti, che si è scoperto poi stava imperversando per il quartiere, disseminando paura tra i coetanei. 

MODUS OPERANDI - Il modus operandi utilizzato dalla banda, per compiere le rapine, era caratterizzato dalla loro spregiudicatezza e finalizzato ad ottenere un vero eproprio controllo del territorio.  Infatti i baby rapinatori agivano a volto scoperto, con disinvoltura usando la violenza e sotto la minaccia di coltelli ed altri oggetti con cui poi malmenavano, anche brutalmente, le loro vittime, alcune delle quali, dopo essere state rapinate e nonostante non avessero reagito, venivano immotivatamente schiaffeggiate e intimidite. 

MINACCE AL BARISTA - La banda era solita riunirsi in un bar pizzeria di Testaccio, qui avevano anche minacciato uno dei dipendenti chiamato in caserma a riferire ai carabinieri. La capacità di intimidazione della baby gang ha fatto sì che in più di un episodio, le vittime, minorenni e residenti anch'esse a Testaccio, alla richiesta dei Carabinieri, non avessero voluto denunciare le rapine per paura di incontrare nuovamente, nel quartiere, o nei tanti locali della zona, i loro aggressori e subire ritorsioni.

DA TESTACCIO ALL'EUR - Quando i componenti della banda hanno avuto il sentore di essere nel mirino dell'Arma, non hanno esitato a cancellare completamente i loro profili personali per poi spostarsi in altre zone di Roma per commettere reati come Eur, centro, Ponte Milvio, motivo per cui sono in corso ulteriori indagini da parte dei Carabinieri. Per ora sono 9 i colpi attribuiti alla banda.

PERICOLOSITA' SOCIALE - Nella ordinanza del Gip  si fa anche menzione del particolare contesto socio-ambientale in cui i ragazzi sono cresciuti e continuano a vivere, situazioni di vero e proprio degrado familiare, connotato da abbandono dei genitori, stili di vita improntati alla delinquenza come mezzo di sostentamento, che hanno motivato il Giudice a disporre l'odierna misura cautelare del collocamento in comunità diverse per ognuno degli imputati, individuate dal Centro per la Giustizia Minorile di Roma che, oltre a raggiungere lo scopo di inibire la reiterazione dei comportamenti delittuosi, «appare misura adeguata anche per avviare eventuali processi educativi».

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