Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Rapinatori seriali in supermercati e farmacie del Tiburtino: incastrati da un codino ed un tatuaggio

La coppia è ritenuta responsabile di cinque colpi messi a segno a settembre fra Casal Bruciato e Colli Aniene

Cinque rapine nell'arco di pochi giorni. Nel mirino di una coppia di banditi supermercati, farmacie e market del quadrante nord est della Capitale. Ad incastrarli l'abbigliamento, un codino ed un tatuaggio. Sono poi stati i Falchi della Squadra Mobile di Roma a dargli un nome ed un volto ed a sottoporre di propria iniziativa, a Fermo di indiziato di delitto, due cittadini romani, B.R. classe ’78 e F.M. del ’75, ritenuti autori di cinque rapine aggravate, commesse a Casal Bruciato e Colli Anieni nel mese di settembre.

Le indagini, avviate dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza, hanno consentito agli operatori della Squadra Mobile di ricondurre numerosi episodi a medesimi soggetti, descritti sempre con caratteristiche fisiche coincidenti, che hanno fatto propendere verso un’ipotesi investigativa di serialità.

Infatti, le persone offese hanno indicato sempre la presenza di due soggetti, armati di coltelli o cutter, di cui uno particolarmente robusto e l’altro magro, che venivano visti fuggire a bordo di uno scooter, di cui veniva fornita una targa parziale.

VIDEO | Le immagini delle rapine 

Dal monitoraggio e dallo studio del fenomeno, trattandosi di eventi criminali circoscritti sempre in una delimitata area territoriale della Capitale, come detto riconducibile al quartiere Casal Bruciato/Colli Anieni, gli investigatori hanno concentrato la propria attenzione su alcuni soggetti, con precedenti per reati contro il patrimonio, residenti in zona.

In particolare sono state approfondite le posizioni di B.R., 43enne cittadino romano, con numerosi precedenti di polizia per rapina, la cui costituzione fisica, particolarmente massiccia, ha suscitato l’interesse degli investigatori e F.M., 46enne romano, anch’egli con pregiudizi di polizia, e con un particolare codino, segnalato proprio da una delle vittime ed un tatuaggio sul collo che durante le rapine provava a nascondere sotto lo scaldacollo. Entrambi sono, inoltre, risultati residenti in una zona prossima ai luoghi in cui si sono verificate le rapine.

Dopo una serie di servizi specifici, gli operatori sono riusciti a rinvenire, in un garage sotterraneo, prossimo alle residenze dei due personaggi, uno scooter provento di furto, rubato nel mese di settembre, probabilmente utilizzato per commettere le rapine. Tale rinvenimento ha consolidato l’ipotesi investigativa che i due soggetti monitorati potessero essere, effettivamente, riconducibili alle rapine in trattazione.

Dopo alcuni giorni di monitoraggio gli agenti della VI Sezione della Squadra Mobile sono riusciti ad individuare B.R., sottoponendolo immediatamente a perquisizione personale e locale. L’attività ha dato esito positivo, in quanto sono stati rinvenuti tutti gli abiti indossati dai due rapinatori nel corso delle rapine, alcuni dei quali firmati o con foggia particolare.

B.R. è stato, pertanto, sottoposto a Fermo di indiziato di delitto poiché gravemente indiziato dei reati contestati, mentre F.M. è stato, nell’immediatezza, denunciato per i medesimi delitti in stato di irreperibilità. Nel contempo, quest’ultimo, di seguito ad individuazione fotografica, è stato riconosciuto senza ombra di dubbio come autore di una delle rapine negli esercizi commerciali.

Dopo qualche giorno di ricerca l’uomo è stato visto fare rientro presso la propria residenza, dove è stato immediatamente bloccato dal personale della Squadra Mobile che, nel frattempo, ha continuato senza soluzione di continuità le ricerche nei suoi confronti. Il soggetto, dopo essere stato condotto presso gli Uffici della Questura, è stato sottoposto a Fermo di indiziato di delitto per gli stessi reati contestati al complice.

Al termine del previsto iter giudiziario, i due autori sono stati sottoposti alla misura cautelare della custodia in carcere, disposta dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini.

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