Cronaca Via Casilina, 1938

Casilina, il prelievo al bancomat diventa un incubo. Il racconto: "Prima il coltello alla gola, poi la rapina"

La testimonianza di un uomo di 51 anni. "Me lo sono trovato dentro l'auto. Non è la prima volta che succede"

Cresce l'allarme a Pantano - Borghese dove un rapinatore seriale ha preso di mira uomini e donne che prelevano denaro ad un bancomat al civico 1938 della via Casilina. A raccontare gli attimi di paura vissuti lo scorso 2 gennaio Fabio, un 51enne di Finocchio, che dopo aver letto su RomaToday dellla rapina sùbita con le stesse modalità da una donna dopo aver preso del denaro al dispositivo Atm della stessa banca (qui la notizia completa), ha rivissuto quanto accadutogli. Per questo ha deciso di raccontare la propria esperienza "nella speranza che le forze dell'ordine possano catturarlo e fermare la sua escalation di minacce e violenze". 

Fabio racconta la sua brutta esperienza. "Erano le 18:30 dello scorso 2 gennaio quando mi sono fermato con la mia vettura nel piazzale dove c'è il bancomat per andare a prelevare 50 euro". Ritirato il denaro l'uomo sale in macchina, ma gli si gela il sangue: "Ho trovato un uomo nascosto dietro al sedile posteriore lato passeggero".

Degli interminabili minuti di paura, come racconta ancora l'uomo nato e cresciuto nella borgata della periferia est della Capitale: "Improvvisamente mi ha afferrato il collo con un braccio mentre con l'altra mano mi ha puntato un coltello alla gola". "Dammi i soldi o ti ammazzo. Non ti muovere", queste le minacce subite dal 51enne.

"Impossibilitato a muovermi gli ho quindi dato i 50 euro che avevo appena prelevato - ricorda ancora Fabio - ma lui voleva altro denaro". Il 51enne riesce però ad aprire lo sportello della sua auto "esco e chiedo aiuto ma nel piazzale non c'era nessuno". Nel frattempo il rapinatore seriale scappa e fa perdere le proprie tracce. Ferito alla testa, sbattuta contro il montante dell'auto negli attimi concitati della rapina, la vittima si è quindi recata al Policlinico Tor Vergata dove lo hanno medicato e dimesso. 

Sotto choc Fabio torna a casa, e la mattina dopo (il 3 gennaio) si reca alla stazione dei carabinieri di Tor Vergata denunciando la rapina subita il giorno prima.  "Era un uomo di circa 35 anni, straniero e di carnagione olivastra, dall'accento mi sembrava dell'Est Europa". "Gli stessi militari - prosegue Fabio - mi hanno detto che non era la prima denuncia di rapina che avevano ricevuto con le stesse modalità". "Ulteriore conferma è poi arrivata dagli abitanti del quartiere dai quali ho saputo di altre rapine uguali allo stesso bancomat, subite soprattutto da donne". "Mi auguro - conclude - che rendendo pubblica la mia esperienza sulla stampa si possa catturare il rapinatore prima che possa veramente fare del male a qualcuno". 

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