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I rapinatori ripresi della immagini di videosoreglianza

I rapinatori ripresi della immagini di videosoreglianza

Sequestrarono marito e moglie armati di ascia e pistola, estradato l'ultimo bandito della rapina in villa

L'aggressione avvenne nel maggio del 2019 con i malviventi che riuscirono a dileguarsi con 60mila euro. Quattro le persone arrestate dai carabinieri

Una nottata che marito e moglie non dimenticheranno mai. Era il maggio del 2019 quando una coppia venne sequestrata, minacciata e rapinata di denaro e gioielli all'interno della loro villa nella campagne di Fiano Romano. Le indagini dei carabinieri portarono all'identificazione dei banditi, due uomini ed una donna, tutti cittadini albanesi, arrestati nel settembre dello stesso anno al termine dell'operazione denominata Colf.

A distanza di un anno e mezzo dall'identificazione dei criminali è arrivvato a Fiumicino, perché estradato, un 30enne albanese rintracciato in Belgio, grazie al Servizio Cooperazione Internazionale Interpol e arrestato dai Carabinieri della Stazione di Fiano Romano, supportati dalla Polizia di Frontiera, perché ritenuto il quarto membro della banda che il  4 maggio 2019 aveva consumato la rapina in danno di una coppia all’interno di una villa di via San Lorenzo di Fiano Romano.

All’uomo è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Rieti.  Il latitante estradato è stato tradotto presso il Carcere di Rieti.

VIDEO | La rapina in villa ripresa dalle telecamere di sorveglianza 

All'epoca dei fatti, i tre individui con volto travisato armati con una pistola e un'ascia, dopo aver scavalcato il muro di cinta della villa e fatto scattare l'allarme perimetrale, bloccarono il proprietario che, sentiti i rumori, era uscito per verificare quanto stesse accadendo, e sotto la minaccia delle armi lo portarono all'interno, dove alla presenza della moglie, asportarono, smurandola, una piccola cassaforte, facendosi consegnare denaro e preziosi per un valore di oltre 60mila euro, per poi allontanarsi a piedi.

Nella stessa serata, i due ladri rubarono a Capena un'auto che abbandonarono poi sull'autostrada A1, altezza di Guidonia Montecelio – direzione sud, dopo che una pattuglia della Polstrada li aveva notati, riuscendo poi a dileguarsi nelle campagne.

Nella mattinata seguente, il 5 maggio, la Polstrada intercettò anche un'Audi A3, sull'A1 altezza casello Caianello, carreggiata sud, dove gli occupanti erano riusciti a darsi alla fuga pure in questo caso. Nella circostanza, però, uno dei fuggitivi si liberò del borsello al cui interno fu rinvenuta una pistola Beretta con due caricatori, oltre a diversi oggetti in oro, mentre all'interno dell'auto fu trovato un grosso cacciavite. I gioielli, riconosciuti come appartenenti alle vittime della rapina in villa, vennero restituiti.

L'attività di indagine, sin da subito, si concentrò sulla 49enne albanese, che da alcuni mesi esercitava la mansione di colf presso l'abitazione delle vittime. La donna, tra l'altro, risultava convivere con suo nipote 38enne, gravato da precedenti per reati contro il patrimonio. Ulteriori approfondimenti consentirono di appurare che l'uomo aveva in passato vissuto nella provincia di Caserta, dove aveva avuto contatti con un altro connazionale anche lui con precedenti per reati contro il patrimonio.

Le risultanze delle indagini, corroborate da un determinante supporto investigativo fornito dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Sessa Aurunca, hanno permesso di accertare che i ladri, dopo aver commesso la rapina, con l'aiuto decisivo della donna, che ha svolto il ruolo di basista, rubarono l'auto a Capena e poi l'Audi A3. A distanza di poco meno di due anni con l'estradizione dell'ultimo dei banditi i carabinieri hanno quindi chìuso il cerchio. 
 

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