Bandito ucciso a Guidonia, indagine della Procura per chiarire la dinamica degli spari

Nel conflitto a fuoco con l'agente ha perso la vita il 22enne Emanuele Taormina. Ferito anche il complice, Simone Brunetti, che si trova in coma farmacologico al Policlinico Umberto I

E' ricoverato in gravi condizioni al Policlinico Umberto I Simone Brunetti il complice di Emanuele Taormina, il 22enne morto dopo essere stato raggiunto dai colpi di pistola esplosi da un poliziotto fuori servizio in un tentativo di rapina finito in tragedia ieri mattina a Colle Fiorito di Guidonia, Comune della provincia nord est della Capitale. Sull'episodio indagano gli uomini della squadra Mobile, coordinati della Procura di Tivoli. A loro il compito di mettere ordine in alcuni elementi che al momento sembrano avvolti dal mistero. Il poliziotto si è ritrovato la pistola puntata contro? I colpi esplosi sono solo della pistola in dotazione al poliziotto? 

RITROVAMENTO - Il corpo di Emanuela Taormina è stato ritrovato nel parco degli Aromi con la schiena a terra. Al momento degli spari quindi, a quanto sembra, rivolgeva il volto al poliziotto, ad ucciderlo, secondo i primi accertamenti, un colpo che lo avrebbe raggiunto tra il petto e la spalla, con un'altra ferita da arma da fuoco riscontrata sulla gamba del giovane residente ad Albuccione di Guidonia. A chiarire la dinamica sarà l'autopsia, chiamata a spiegare esattamente in che punti i proiettili hanno colpito Taormina e ferito Brunetti. 

LA DINAMICA - Quel che è chiaro è quanto accaduto prima degli spari. Taormina insieme a Simone Brunetti, aveva deciso di assaltare un commerciante appena uscito dal Car per derubarlo di una borsa con 9mila euro in contanti che l'uomo stava andando a depositare in un istituto di credito della stessa Colle Fiorto di Guidonia. Un imprevisto ha mandato all'aria i loro piani. Ad assistere all'assalto infatti un poliziotto fuori servizio che ha tirato fuori la pistola intimandolgi l'alt quando ha visto il Fiat Fiorino con a bordo i due rapinatori (con i volti travisati da passamontagna e delle armi in mano) speronare la Fiat Punto con a bordo il commerciante. Da qui la decisione immediata di darsi alla fuga. A questo punto gli spari, numerosi secondo alcuni testimoni. Ad esploderli però dovrebbe essere stata solo la pistola in dotazione al poliziotto. In possesso dei due sono infatti state trovate due Beretta replica. Anche quest'aspetto apre la necessità di ulteriori verifiche. 

La delicatezza delle indagini è testimoniata dal massimo riserbo da parte delle forze dell'ordine, dalle quali non filtrano dettagli in più rispetto a quelli

IL PASSATO DEI DUE RAPINATORI - Tanto Emanuele Taormina, quanto Simone Brunetti erano noti alle forze dell'ordine. Simone Brunetti, si trovava agli arresti domiciliari dopo una condanna a sette anni per rapina e ricettazione, ma aveva ottenuto un permesso lavorativo che gli permetteva di uscire nove ore al giorno dal lunedì al venerdì per andare a lavorare come meccanico in una officina della via Nomentana. Nella mattinata di ieri però il 22enne residente nel Comune della Città dell'Aria non si trovava in officina, ma in via degli Aromi, dove si è poi registrata la sparatoria che ha determinato la morte del coetaneo di Albuccione ed il suo ferimento. 

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