Cronaca Via Castelvenere

Rapinarono e sequestrarono famiglia in casa con il figlio neonato, ladro incastrato dalle impronte digitali

L'incubo in un appartamento nella zona di Colle Prenestino. In manette un 24enne

Il rapinatore arrestato dalla polizia

Furono sequestrati e rapinati nella loro casa a Colle Prenestino dove si trovava anche il figlio neonato. Era lo scorso mese di luglio. A distanza di poco più di due mesi gli investigatori di polizia hanno dato un nome ed un volto al ladro, arrestato per rapina in concorso con un complice, ancora ricercato, dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato Casilino Nuovo, diretto da Michele Peloso, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale Penale. Ad incastrare il 24enne, domiciliato alla baraccopoli di via di Salone, le impronte digitali lasciate sul luogo della rapina. 

Il giovane, il 16 luglio scorso, intorno alle 19:30,  era entrato in un appartamento di via Castelvenere attraverso la finestra del bagno insieme ad un complice. Entrambi travisati, avevano rinchiuso i presenti - moglie, marito, figlioletto di pochi giorni ed una zia di questi - nella camera da letto minacciandoli con un coltello ed intimandogli di stare in silenzio.

Il complice del 24enne intanto, aveva iniziato a rovistare in tutta la casa asportando un bracciale d’oro e 800 euro. Fuggiti dalla finestra avevano fatto perdere le proprie tracce.  

In sede di denuncia, gli investigatori, acquisita la descrizione dei due malviventi, si sono subito attivati per la ricerca degli stessi, acquisendo così le immagini registrate dalla telecamera di sorveglianza installate presso l’appartamento e da cui si poteva chiaramente notare la figura di uno dei due ragazzi entrati nell’appartamento che, privo di guanti,  stava rovistando in casa.

A quel punto, sul luogo della rapina,  è stata fatta intervenire una squadra della Polizia Scientifica che ha provveduto alla rilevazione delle impronte presenti nell’appartamento. I successivi sviluppi, conseguenti alla comparazione delle impronte con quelle catalogate nel sistema A.P.F.I.S., hanno consentito di associarle proprio all’arrestato.

Informata l’autorità giudiziaria sull’esito delle indagini, questa ha emesso nei confronti del 24enne un’ordinanza di custodia cautelare, eseguita dagli agenti del commissariato che dopo la notifica del provvedimento, lo hanno accompagnato in carcere.
 

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