Rapinarono gioielleria in Centro: incastrati dalle foto sul profilo Facebook

La tentata rapina aggravata con l'uso di una pistola in via degli Avignonesi, a due passi da piazza Barberini. In manette due uomini di 28 e 54 anni

Uno dei rapinatori in fuga da via degli Avignonesi

Il primo elemento utile alle indagini è stato una borsa abbandonata durante la fuga da uno dei rapinatori. Trovata una pistola, risultata carica a salve, un telefono cellulare ed una scheda sim intestata ad un prestanome il colpo finale ai due rapinatori è arrivato prima da alcune immagini video ed infine dalle foto del profilo Facebook di uno dei due malviventi. A chiudere il cerchio su una tentata rapina avvenuta lo scorso 21 ottobre a danno di una gioielleria di via degli Avignonesi, a due passi da piazza Barberini, i carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina, a conclusione di una complessa attività d’indagine. 

I DUE RAPINATORI - A finire in manette un 28enne ed un 54enne, entrambi romani, raggiunti questa mattina da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Roma, per tentata rapina aggravata dall’uso delle armi. Mentre il primo, il più giovane, è stato catturato nella sua abitazione romana in zona Villa Bonelli, per il più grande è stato necessario l’intervento dei Carabinieri della Stazione di Tornimparte, in provincia de L'Aquila, dove si era recato in vacanza. 

LA RAPINA E L'AGGRESSIONE - All’individuazione dei due rapinatori si è giunti grazie alle indagini dei Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina, coordinate e dirette dai P.M. della Procura della Repubblica di Roma - gruppo reati contro il patrimonio. I due entrarono nella nota gioielleria del centro storico della Capitale e aggredirono il titolare, minacciandolo anche con una pistola e costringendolo ad aprire la cassaforte. Il titolare della gioielleria riuscì a far scattare l’allarme sonoro e, dopo una breve colluttazione, a mettere in fuga i malviventi che si dileguarono a piedi nelle vie limitrofe. Sul posto intervennero i Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina, avviando le indagini mediante l’acquisizione di tutti i filmati dei sistemi di videosorveglianza (di privati, negozianti e sedi pubbliche) della zona. 

PRIMO ELEMENTO D'INDAGINE - Dalle immagini i Carabinieri notarono che uno dei rapinatori, durante la fuga, aveva abbandonato la borsa a tracolla che fu subito recuperata e che al suo interno custodiva una pistola calibro 8 mm con il cane armato con relativo caricatore e munizionamento a “salve” oltre ad una sim-card corrispondente ad una utenza telefonica egiziana. Le successive indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno consentito ai militari di accertare che uno dei rapinatori, al fine di effettuare un sopralluogo, si era recato qualche giorno prima presso la stessa gioielleria con la scusa di far eseguire alcuni lavori su un anello. 

NUMERO FITTIZIO - Nella circostanza aveva lasciato al titolare dell’esercizio commerciale un numero di telefono intestato fittiziamente ad una persona di origini nigeriane. A seguito dell’analisi dei tabulati telefonici e visionate le immagini del sistema di videosorveglianza si è arrivati ad uno dei possibili autori della tentata rapina che è stato poi riconosciuto anche dalla stessa vittima. 

PROFILO FACEBOOK - La successiva analisi del profilo Facebook, appartenente al primo rapinatore individuato dai Carabinieri, ha permesso di identificare il complice rimasto sino a quel momento ignoto. Le foto postate hanno consentito al gioielliere di riconoscere anche l’altro autore della tentata rapina. Inoltre in alcune delle foto pubblicate sul social-network, i due malfattori indossavano gli stessi abiti utilizzati durante la rapina. 

GRAVI INDIZI DI REITA' - L’intera attività ha consentito di raccogliere gravi indizi di reità in ordine al reato in esame nei confronti di due cittadini romani, già noti alle Forze dell’Ordine ed avvezzi alla commissione di rapine a mano armata indistintamente in danno di gioiellerie, istituti di credito ed esercizi commerciali di tutta Italia. I due arrestati sono stati tradotti in carcere in attesa dell’interrogatorio da parte dell’Autorità Giudiziaria.

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