Guidonia: il caso del rapitore di Setteville, fra gogna mediatica e realtà

Una denuncia alla polizia, un audio WhatsApp divenuto virale e le indagini dell'Autorità Giudiziaria. Così i social si sono trasformati in un'arma a doppio taglio

Via Ludovico Muratori a Setteville di Guidonia (foto google)

Prima un post sui social, poi il tam tam sui gruppi di quartiere sino ad un messaggio audio divenuto virale sulle chat di WhatsApp anche fuori Roma e la sua provincia: “Scusate dobbiamo far girare questo foglietto - le parole di una voce femminile”. Poi la descrizione di un furgone, con il numero di targa (scritto su un foglio ed anch’esso divenuto virale tra le chat con una foto), un identikit e l’allarme su una persona “che praticamente ha tentato di rapire una bambina di 13 anni a Setteville e che si sta spostando nelle nostre zone”, informa ancora l'audio sulle chat.  

Un vero e proprio allarme sociale, dove la realtà e la gogna mediatica non trovano più un punto d’incontro. Andiamo per ordine. A dare l'allarme una mamma, con un post su un gruppo di quartiere di Setteville di Guidonia poi rilanciato su una seconda pagina molto seguita e commentata marcosimoneonline: “Oggi (14 febbraio 2020 ndr) verso le 14:30 in via Muratori (la via della chiesa) hanno tentato di rapire una ragazza di 13 anni”, con il post che prosegue con la descrizione dell'uomo e del mezzo utilizzato dallo stesso.

Quello che è un dato di fatto è una denuncia, presentata dalla mamma della 13enne al posto di polizia di Villalba di Guidonia. Viene informata la Procura di Tivoli, così come i carabinieri della Compagnia tiburtina, con gli investigatori della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Tivoli che hanno già svolto accertamenti. Un dato resta assodato: nessun testimone sembra abbia assistito al tentativo di “rapire una ragazza di 13 anni”. Altro dato assodato: i genitori, nella denuncia, non hanno mai associato all'episodio avvenuto il furgone e né, quindi, hanno mai potuto confermare tale dettaglio sui social.

Nel frattempo il processo mediatico all’uomo con il furgone non si placa, anzi, da quanto apprende la redazione, la persona indicata nel messaggio audio quale possibile rapitore (con tanto di foto del numero della targa divenuta virale in una sorta di caccia all'uomo) minaccia querele.

Nel frattempo, senza lasciare nulla di intentato, le forze dell’ordine hanno ulteriormente rafforzato i controlli nelle zone segnalate, senza tralasciare nessun aspetto.

Intanto, in un processo social che in alcuni casi sembra già essere arrivato ad una sentenza definitiva, nonostante sia passata oltre una settimana, le segnalazioni dei furgoni sospetti continuano, creando un crescente allarme sociale che non sembra al momento trovare fine. 

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