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Cronaca

Ferito da colpo di pistola, agente che ha sparato indagato per lesioni gravi. L'avvocato della vittima: "Procura faccia piena luce"

In attesa di poter ascoltare il ragazzo il pubblico ministero ha disposto una consulenza medico-legale

"Pretendiamo che la procura della Repubblica di Roma faccia piena luce su quanto accaduto, anche con i necessari accertamenti tecnici, a tutela del giovane ferito, della sua famiglia e della stessa polizia di Stato, la cui generale fiducia non può essere compromessa da un comportamento di un singolo che auspichiamo venga censurato secondo le norme di legge”. Cosi Mario Murano, avvocato difensore del 33enne in relazione a quanto avvenuto il 9 agosto in una palazzina all'Anagnina, dove un poliziotto, intervenuto insieme a un collega a seguito di diverse chiamate da parte degli inquilini che sentivano rumori e lamenti da un appartamento, ha esploso un colpo con la pistola di ordinanza ferendo il 33enne che era in casa. Fra le ipotesi quella che il giovane possa essere stato scambiato per un ladro. 

Inviata una prima informativa a piazzale Clodio, la procura capitolina ha aperto un’inchiesta. Il poliziotto del commissariato Romanina è ora indagato per lesioni gravi. Secondo la ricostruzione fatta dagli stessi agenti l’uomo che era nell’appartamento al Tuscolamo si sarebbe scagliato contro di loro e a quel punto uno dei due ha fatto fuoco ferendolo a un fianco. L’uomo è ora ricoverato al policlinico Casilino e intubato. Il pm di turno, per accertare la dinamica di quanto avvenuto, ha disposto una consulenza medico-legale.

L'avvocato difensore della vittima

Avvocato Mario Murano che al nostro giornale spiega: "L’avvenuto uso delle armi da parte della Polizia di Stato nella casa del giovane ferito, considerata l’assenza di alcuna situazione di pericolo reale o presunto, costituisce un fatto assai grave che non tollera alcuna giustificazione tesa a escludere la responsabilità soggettiva di chi ha sparato. Anche laddove per assurdo il ragazzo abbia proferito parole di minaccia o non si sia attenuto alle intimazioni dagli agenti intervenuti, comportamenti tutti da accertare, l’uso delle armi non era consentito, addirittura nel caso di specie con uno sparo in direzione del bacino e presumibilmente anche a distanza (circostanza evincibile dalla ritenzione del proiettile nel corpo del giovane). Nello sgomento generale dei familiari e dei difensori per quanto accaduto - conclude il legale difensore del 33enne - va pur detto che fortunatamente all’interno dell’appartamento era installato un dispositivo audio che ha registrato le parole e i movimenti delle persone intervenute". 

La prima richiesta di rettifica

Avvocato Murano che già dopo le prime notizie rese note dalla stampa aveva richiesto - con specifico riferimento ad altre testate giornalistiche - una richiesta di rettifica. "Quale difensore della famiglia del giovane che ha subito lo sparo del poliziotto contesto con la massima fermezza la ricostruzione dei fatti di cui ai vostri servizi. Non vi era alcuna rissa nell’appartamento, tant’è che la polizia intervenuta ha rinvenuto il solo proprietario dell’appartamento. È intervenuta una sola telefonata di un condomino per segnalare l’eventuale presenza di un ladro e non diverse telefonate (le registrazioni della sala operativa della questura faranno piena luce). I poliziotti intervenuti non hanno subito alcun aggressione. Il colpo è stato sparato ad altezza d’uomo. In ogni caso non si doveva sparare all’interno dell’appartamento perché non sussisteva alcuna situazione di pericolo reale o putativa, La scena è stata inquinata con i rilievi della stessa polizia e solo dopo l’appartamento è stato sottoposto a sequestro".
 

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