Sappe: "Prosegue la caccia alle streghe di Ilaria Cucchi, la quereliamo"

Duro attacco del Segretario Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Donato Capece: "Ancora fango sulla polizia penitenziaria"


Una caccia elle streghe senza fine. Così il Segretario Generale del Sappe Donato Capece, definisce la denuncia presentata da Ilaria Cucchi nei confronti di tre agenti di polizia penitenziaria che avrebbero malmenato un cittadino straniero dopo averlo immobilizzato nei pressi del cimitero del Verano, a San Lorenzo. "Ancora una volta, ieri, la signora Cucchi ha riempito giornali e siti web di fango contro la Polizia Penitenziaria".

STAMPA PARTIGIANA - Il Segretario Generale del Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria punta poi il dito anche contro i mass media: "Come al solito, certa stampa partigiana e connivente, ha dato ampio spazio alle illazioni della signora Cucchi - come sempre pretestuose e strumentali – senza tenere in nessun conto le smentite e le precisazioni pur arrivate (anche se in maniera ufficiosa e sommessa) da parte dell’Amministrazione Penitenziaria. Ovviamente, l’uomo che morde il cane fa molto più notizia del cane che morde l’uomo. Con buona pace - prosegue Capece - della deontologia professionale, come ha dimostrato anche la vicenda del presunto sciopero dei detenuti ad Alta sicurezza del carcere di Larino contro la scomunica del Papa ai mafiosi. Episodio mai avvenuto, ma la smentita non ha avuto eguale visibilità mediatica della falsa notizia”.

ATTACCHI AL CORPO - Parole della sorella di Stefano Cucchi che porteranno il Sappe a quererarla per diffamazione: "Purtroppo - sottolina Capece - come al solito a farne le spese è questo nostro Corpo che continua a non avere nessuno nelle Istituzioni che lo difende. Lo sa bene la signora Cucchi che non a caso 'attacca' sempre la Polizia Penitenziaria evitando anche solo di pronunciare il nome di altri Corpi”.  “Ma questa volta noi del Sappe non rimarremo inerti. Evidentemente alla signora Cucchi non è bastata la querela ricevuta da parte dei tre colleghi ingiustamente diffamati e calunniati nel processo per la morte del fratello".

CALUNNIE NEI CONFRONTI DEI COLLEGHI - Attacchi sistematici secondo Capece: "Ha pensato bene la signora Cucchi di reiterare calunnie e diffamazioni nei confronti di altri tre colleghi accusati di aver “pestato e malmenato” un uomo a Roma, in via Tiburtina nei pressi del cimitero Verano. Quei tre colleghi - prosegue il leader del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria - invece, erano soltanto intervenuti in una operazione di ordine pubblico (chiamati da un autista dell’Atac) per sedare una rissa tra un uomo e due donne (tutti stranieri) e costretti per questo ad immobilizzare l’uomo. Tra l’altro, come potrà dimostrare la testimonianza dell’autista dell’Atac, l’uomo già presentava vistose ferite al volto prima dell’intervento della Polizia Penitenziaria”.

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CACCIA ALLE STREGHE -Nonostante ciò - conclude Capece - la signora Cucchi ha trasformato mediaticamente l’operazione dei colleghi nell’ennesimo caso di “caccia alle streghe” alla ricerca dei poliziotti violenti ed aguzzini. Ebbene, il Sappe ha deciso di dire basta agli attacchi strumentali e pretestuosi della signora Cucchi. Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria ha dato mandato ai propri legali per adire le vie legali nei confronti della signora Cucchi a difesa dell’onore e del decoro della Polizia Penitenziaria”.

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