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Cronaca

Quattro aggressioni agli agenti in un mese, due mesi fa uccise il compagno di cella

L'Osapp, sindacato di polizia penitenziaria, ha scritto una lettera alle autorità

Nonostante gli allarmi della famiglia, un incendio appiccato in carcere e un omicidio, la situazione non pare cambiata. Dopo aver ucciso un compagno di cella nel carcere di Velletri lo scorso 19 giugno 2023, Federico Brunetti, 26enne romano di Collefiorito di Guidonia, con problemi psichiatrici (qui la sua storia), ha provocato il caos anche in quello delle Vallette a Torino, dove era stato trasferito dopo l'accaduto, prima con un rogo e poi con una serie di aggressioni agli agenti del carcere.

Lo scorso giovedì 3 agosto, Brunetti ha spinto un ispettore di polizia penitenziaria facendolo stramazzare rovinosamente a terra. Per il malcapitato è stato disposto il trasporto all'ospedale Maria Vittoria di Torino. Lo scorso 24 luglio 2023 sempre lui aveva mietuto due ulteriori due vittime, un maschio e una femmina, violentemente strattonati e spintonati e anch'essi finiti all'ospedale Maria Vittoria, con prognosi di cinque giorni. Brunetti era stato protagonista di episodi di violenza gli scorsi 8 luglio e 19 luglio, come ha riportato TorinoToday.

Una situazione che però, nonostante gli allarmi lanciati dal padre di Brunetti, non sembra interessare a nessuno. Intanto l'Osapp, sindacato di polizia penitenziaria, ha scritto una lettera alle autorità, a cominciare dalla direttrice del carcere Elena Lombardi Vallauri in cui si chiede "l’immediato ricovero dei detenuti piantonati in corsia presso il repartino dell'ospedale Molinette, superando qualsivoglia resistenza di qualsiasi natura. Davvero non comprendiamo come a fronte di posti liberi (ne sono occupati solo otto su 18) si disponga il piantonamento in corsia con grave nocumento per la sicurezza. In tale modo oltre a garantire la sicurezza e l’incolumità di tutti ivi compresa la sicurezza della collettività esterna, questa soluzione consentirebbe il recupero immediato di non meno di trenta unità di polizia penitenziaria giornaliere per essere utilmente impiegate all’interno dell’istituto visto il crescente aumento di eventi critici e per fronteggiare il totale caos che vige nell’istituto di Torino".

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