Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Restituito all'istituto polacco di Roma un quadro trafugato dai nazisti

Il capolavoro di Pieter Mulier, meglio noto come "Cavalier Tempesta", era stato depredato al museo di Breslavia durante la Seconda Guerra Mondiale

Il capolavoro Cavalier Tempesta recuperato dai Finanzieri dopo 70 anni

La cerimonia di restituzione si è tenuta presso la sede dell'Istituto Polacco di Roma, in attesa di ritornare, dopo 70 anni, al Museo di Breslavia in Polonia, dove venne trafugato dai nazisti nel corso dell'ultimo conflitto mondiale. Ad essere recuperato dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma presso una casa d’asta del quadrilatero delle botteghe antiquarie di Milano, che si estende tra i quartieri di Brera e via dei Fiori Chiari, un dipinto dell'artista olandese Pieter Mulier.

DIPINTO AD OLIO SU TELA - Del dipinto, un olio su tela dal titolo “Paesaggio marino con pastori e armenti” di Pieter Mulier (nato ad Haarlem in Olanda nel 1637 e morto a Milano nel 1701), meglio noto come Cavalier Tempesta, si erano perse le tracce al termine della guerra, depennato dall’elenco di evacuazione di Henrykov, uno sterminato caveau ubicato nei sotterranei dell’abbazia omonima, dove vennero trasferite tutte le opere delle chiese e dei musei della Slesia per proteggerle dagli attacchi aerei.

"PERDITA DI GUERRA" - L’opera venne così classificata, unitamente a numerosissimi altri capolavori razziati dai nazisti, come “perdita di guerra” e, da quel momento, iniziò il suo peregrinare nei salotti tedeschi della borghesia del tempo, fino a ricomparire in Svizzera, nel corso degli anni ’90, nella raccolta di un facoltoso imprenditore.

FIRMA PARZIALMENTE VISIBILE - Da quel momento passa più volte di mano, fino ad essere intercettata dalle Fiamme Gialle del Nucleo Polizia Tributaria di Roma che, con l’ausilio di un noto storico dell’arte, individuano la firma ormai solo parzialmente visibile al di sotto della pellicola pittorica.

DIPINTO ALL'ASTA - Sottoposto a sequestro lo scorso 30 marzo, alla vigilia di un’asta che l’avrebbe reimmessa nel mercato clandestino, il dipinto è stato riconosciuto dai funzionari dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Italia e dalla delegazione di esperti giunti da Varsavia. Dopo settant’anni, è stato restituito al Museo di Breslavia nel corso di una cerimonia che si è tenuta a Roma, presso la sede dell’Istituto Polacco.

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