Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca

'Er secco', 'Er ciccio' e 'Mouse': il coca express di Roma ovest

Il gruppo romano aveva organizzato gli scambi di droga in modo minuzioso. La merce veniva nascosta in un appartamento ad Aranova

Avevano messo in piedi un vero e proprio coca express. Di fatto, attraverso una serie di accorgimenti, riuscivano a consegnare cocaina - anche a casa - ai clienti di Roma ovest, tra Montespaccato, Torrevecchia e Privamalle. Il tutto cercando di evitare di essere intercettati utilizzando frasi in codice. Accorgimenti che però non sono serviti per evitare il blitz dei carabinieri e della procura di Roma. 

A finire nei guai della banda di pusher romani, sono state 14 persone. Di queste 7 sono finite agli arresti domiciliari, 2 sottoposte all'obbligo di dimora con divieto di uscire di casa in ore notturne, 2 al divieto di dimora e 3 all'obbligo di presentazione in caserma.

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I ruoli

A gestire gli affari, secondo quanto ricostruito, c'era un ragazzo di 31 anni che tutti chiamavano 'Er secco' o il 'Principale'. Suo braccio destro era un 35enne detto 'Er ciccio' o 'Er socio'. Con loro c'erano, tra gli altri, anche la mamma del 'Secco', una donna di 65 anni, 'Recchia', un gommista di 48 anni, lo 'Chef' un aiuto cuoco in un ristorante di Trastevere di 47 anni, 'Mouse', un corriere Gls (azienda estranea ai fatti) di 36 anni e sua moglie. I due avevano un doppio ruolo, perché 'Mouse' consegnava la merce ai clienti del 'Secco' e del 'Ciccio', ma la coppia aveva anche il compito di nascondere la cocaina e i conti nel loro appartamento ad Aranova.

Il linguaggio in codice

Con i clienti si utilizzava, su WhatsApp e altre chat di messaggistica, sempre un linguaggio in codice. Frasi che ben si camuffavano con le ufficiali attività lavorative svolte da alcuni indagati. Per le dosi che poi avrebbe dovuto consegnare lo 'Chef', a seconda della grandezza, si ordinavano "due olive ascolane", o "na mezza porzione" o "na margherita". Quando i clienti andavano da lui invece le frasi cambiavano in "due pranzi con una bionda" che significava droga per 200 euro", oppure fare "due pranzi al parchetto", da portar via, che erano 400 euro di merce. O anche "mi fijo ha tanta fame".

Stesso modus con 'Recchia', gommista di Boccea, ma il frasario era differente. Devo fare la "convergenza", oppure devo passare per la "spia", per il "motore", per le "pasticche", termini che secondo gli investigatori servivano per indicare, allo stesso tempo, sia le dosi cocaina sia il luogo dell'appuntamento per la cessione, così come ad esempio, "cambiare le gomme" o "gonfiare le gomme".

In una conversazione intercettata un cliente, rivolgendosi a 'Er Secco', faceva cenno alla convenienza della merce da lui offerta a soli venti euro: "Ma al ristorante da te se magna pure co venti euro. Possibile?", così si faceva dare indicazioni su dove recarsi per procedere all'acquisto e 'Er Secco' forniva con precisione le informazioni necessarie per raggiungere il luogo dove si trovava lo 'Chef' oppure 'Mouse', il corriere buono per tutte le occasioni.  

L'arresto di 'Mouse'

Eppure se è vero che l'indagine è partita da una perquisizione a carico der 'Ciccio', che nascondeva quasi 50 mila euro in una serranda avvolgibile in casa, è altrettanto vero che il pezzo del puzzle che ha incastrato tutti gli altri tasselli è stato proprio l'arresto di 'Mouse' avvenuto a luglio dell'anno scorso. Tutto è scattato quando due carabinieri stavano facendo un servizio in borghese a Torrevecchia. In via Taggia, dietro la loro Mercedes civetta, arriva un furgone della Gls che lampeggia con insistenza con i fari. 

Subito dopo l'autista scende dal mezzo e si avvicina al finestrino. Il ragazzo gli chiede se fossero loro in attesa di una consegna, i militari - ignari della situazione - chiedono all'uomo a cosa si stesse riferendo, ma a quel punto è troppo tardi. Il corriere, 'Mouse' appunto, capisce che quelli non erano clienti dei pusher, ma carabinieri in borghese, così risale sul furgone e scappa. I militari lo seguono e in via dell'Acquedotto Paolo lo fermano. Per 'Mouse' iniziano i guai.

Con sé ha 23 dosi di cocaina per un peso complessivo di grammi 15,25 e 1335 euro in banconote di vario taglio. I carabinieri capiscono subito che quello, seppur incensurato prima di quel giorno, non è un semplice corriere.

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Arrivati a casa di 'Mouse',ad Aranova, gli investigatori trovano 600 euro custoditi all'interno di un barattolo di vetro e in alcuni rovi presenti al bordo della strada, una borsa della moglie con dentro 456 grammi di cocaina, altri 6 involucri di 32,62 grammi di cocaina, tre quaderni con appunti, codici Iban, cifre, nomi di persone e anche un bilancino di precisione perfettamente funzionante. 

La scaltrezza del 'Secco'  

'Mouse' viene arrestato e il gruppo si spaventa, arretra. Gli affari ne risentono ed 'Er Secco' si rende irreperibile: dice di non aver internet e spegne i cellulari. Le indagini però proseguono e i carabinieri arrivano anche a lui e al resto del gruppo. Secondo il gip Annalisa Marzano, che ha firmato l'ordinanza, il 31enne è "un soggetto ormai inserito in un contesto criminale che gli consente di muoversi assiduamente nel rifornimento di stupefacente avvalendosi di soggetti, in genere consumatori che evidentemente a titolo di corrispettivo beneficiano anche di dosi per il consumo personale, disposti ad aiutarlo nella diffusione sul territorio dei periodici quantitativi di droga, prevalentemente cocaina". 

Uno che, in sostanza, sa come muoversi e ha tanti amici. Secondo il giudice nonostante le indagini non abbiano restituito un quadro di "una struttura delinquenziale organizzata", hanno invece illustrato "la continuità illecita dal suo operato" e la "particolare scaltrezza" dopo l'arresto di 'Mouse' "facendo perdere completamente le proprie tracce".

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