Alba Pontina 2, i Di Silvio senza timore: cocaina rubata ad un gruppo di Tor Bella Monaca

La partita di sostanza stupefacente del valore di 24mila euro venne sottratta a Latina dove era stato pattuito lo scambio droga-soldi

C'è un sesto uomo nella ordinanza di custodia cautelare eseguita dalle squadre mobili di Latina e di Roma nell'ambito delle indagini sul clan Di Silvio confluite nelle operazioni Alba Pontina 1 e 2. Si tratta di Yuri Lupparelli, 29 anni, pugile romano, implicato in una trattativa per una grossa partita di cocaina venduta agli esponenti della famiglia rom del capoluogo pontino. L'episodio contestato nell'ordinanza firmata dal risale all'8 agosto del 2016. Una trattativa che si era conclusa in realtà con una truffa messa in atto dai Di Silvio, che si erano fatti consegnare la droga senza onorare il pagamento.

Un episodio che conferma, secondo gli inquirenti, la forza mafiosa del clan pontino che non temeva ritorsioni da parte dei gruppi criminali romani. Secondo quanto raccontano i collaboratori di giustizia, entrambi (Agostino Riccardo e Renato Pugliese) si recano a Roma, nel quartiere Tor Bella Monaca, per acquistare droga da un soggetto che gestisce lo spaccio nel quartiere romano e che lo stesso Pugliese aveva conosciuto in carcere a Viterbo. Una volta arrivati a destinazione prendono contatti con Yuri Lupparelli, definito "capo piazza", stretto collaboratore del capo che gestiva l'attività di spaccio.

I due esponenti del clan Di Silvio trattano con il pugile romano l'acquisto di sei etti di cocaina a un prezzo di 24mila euro. Poi attendono due ore e infine si accordano per la consegna della droga a Latina. Quattro uomini di fiducia di Yuri Lupparelli si occupano del trasporto, che Riccardo e Pugliese hanno fissato a casa di Angelo Travali, nel quartiere Q4, scelto proprio perché il dedalo di vie del quatiere di Latina avrebbe consentito una fuga più rapida. 

Arrivati sotto il palazzo, Pugliese si appropria della cocaina e fugge. Poco dopo viene raggiunto da un collaboratore del gruppo romano e tra i due inizia una violenta colluttazione, finita solo con l'intervento di Agostino Riccardo che arriva con uno scooter e investe l'aggressore del suo complice. I due poi scappano e raggiungono casa di Agostino Riccardo, dove Pugliese, colto da malore per il pestaggio viene soccorso da un'ambulanza. La droga intanto viene trasportata a casa di Armando Di Silvio e di qui spartita dalla moglie Sabina De Rosa ai figli Samuele, Gianluca e Ferdinando per lo spaccio. Da questa partita Pugliese riceve 7.500 euro, Riccardo solo 2mila euro perché gli viene scalato un debito pregresso. 

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A quel punto la droga, presa a costo zero e sottratta all'organizzazione criminale romana, è pronta ad essere spacciata sulle piazze di Latina gestite dai Di Silvio. E nessuno attuerà ritorsioni contro la famiglia rom di Latina.

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